Da evento a condizione

Domani è un altro aggiorno (e si vede già)

di

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18

mag

2017

Se tenere il software alla versione più moderna possibile sembrava un costo, adesso è più che mai un’opportunità.

Lascio la disamina tecnica e l’analisi di WannaCry a persone più competenti di me per concentrarmi invece sull’impatto che ha avuto, e ho constatato di persona, in numerose realtà aziendali. Ma prima, una parentesi che sa di antico.

Flashback

All’inizio del secolo lavoravo in un grande portale italiano. Un redattore dei cinquanta abboccò alla mail giusta e il virus ILOVEYOU entrò nella rete a corrompere i file grafici su desktop e server (montati in condivisione sui desktop). L’azienda, che derivava i suoi introiti dall’aggiornamento costante del portale, si bloccò per un pomeriggio.

Se i computer avessero montato qua e là client di posta diversi da Outlook, la probabilità di questo esito sarebbe stata più bassa. Se qualche sistema operativo fosse stato diverso da Windows, pure. Un disastro provocato dalla scarsa diversità degli equipaggiamenti.

Perseguita, si diceva, per risparmiare. Lascio immaginare quanto sia costato interrompere il lavoro per venticinque giorni/uomo, sommato ai mancati introiti pubblicitari, sommato al lavoro straordinario dei tecnici, rispetto al risparmio peloso sui PC venduti al chilo con i peggiori programmi possibili, purché fossero uguali per tutti.

Avanti adagio

Quindici anni dopo, in una quantità impressionante di aziende, istituzioni, scuole, organizzazioni varie niente è cambiato. In compenso, alla diversità zero si è aggiunto l’aggiornamento nullo. Impera Windows XP o 7/8, sempre per questioni di costi, dicono. Poi arriva WannaCry e improvvisamente si scoprono gli antivirus, la sicurezza dei sistemi, la scarsa cultura informatica dei dipendenti troppo inclini a cliccare su qualsiasi cosa vedano e così via. Lascio immaginare i costi di uscita da una rete infestata da WannaCry.

Microsoft ha addirittura pubblicato un aggiornamento non previsto per sistemi operativi obsoleti e fuori supporto (se non per clienti paganti), traduzione digitale del detto coda di paglia. Un amico mi chiede come fare a leggere la sua posta Gmail perché la sua azienda ha stretto le maglie del firewall fino al pratico isolamento dall’esterno. Lavora nel marketing e dovrebbe monitorare il traffico social su Facebook, se quest’ultimo fosse ancora accessibile.

Evoluzione

Nella lista delle app da aggiornare sul mio computer da tasca cresce l’elenco di quelle che si limitano a descrivere bug fix e migliorie varie a intervelli regolari. Chrome è arrivato alla versione 58.0.3029, Firefox alla 53.0.2. I sistemi operativi di Apple escono ogni anno, Microsoft si prepara a farlo ogni sei mesi.

Aggiornamento della app Facebook

Si può accettarlo oppure rinunciarvi. Fare finta che non sia così, non si può più.

 

L’aggiornamento ha smesso di essere un evento, per diventare condizione. I programmi non si trasformano più; evolvono. Un aggiornamento può riguardare anche solo una manciata di byte e, se lo vogliamo, persino avvenire automaticamente.

Le cellule del nostro corpo si rinnovano continuamente. I nostri computer non sono altrettanto raffinati, ma ugualmente sono diventati organismi che cambiano in modo sempre più dinamico.

Con diffida

Per molte ragioni si può e magari si deve diffidare di questa tendenza. Rivendicare il controllo su quello che viene installato. Pretendere un elenco esaustivo e chiaro dei cambiamenti apportati. Chiedere la massima trasparenza sulle azioni del sistema operativo e delle applicazioni. Utilizzare software libero ovunque meriti (è solo questione di volerlo fare).

A patto che la giusta diffidenza ci risparmi parchi macchine obsoleti amministrati da sistemisti zombi, in un insieme improduttivo, costoso e pericoloso. WannaCry insegna. E quanti si ostinano a fare finta di niente mettono a rischio anche chi gli sta intorno.




Lucio Bragagnolo (@loox) è giornalista, divulgatore, produttore di contenuti, consulente in comunicazione e media. Si occupa con entusiasmo di mondo Apple e digitalizzazione a scuola e in azienda. Dal 2015 è membro del comitato tecnico-scientifico di LibreItalia. Nel tempo libero gioca di ruolo, legge, balbetta Lisp e pratica sport di squadra. È sposato felicemente con Stefania e padre apprendista di Lidia. Insieme a Luca Accomazzi è autore per Apogeo dei manuali su OS X, tra i quali OS X Server e i recenti OS X 10.11 El Capitan e OS X oltre ogni limite. Con Swift ha fatto tutto da solo.

In Rete: macintelligence.org

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