Dall'auto all'hamburger

Altri cinque trend UX

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20

feb

2017

Quali sono i cambiamenti in corso, che impatteranno anche nel rapporto quotidiano che abbiamo con la tecnologia.

Settimana scorsa abbiamo iniziato ad accennare ai fattori più importanti quest’anno nell’influenzare le nostre esperienze di utilizzo con la tecnologia a uso personale. La lista era più lunga dello spazio ed eccoci qui a completarla.

Microinterazioni

Il 2017 potrebbe essere l’anno della progettazione delle microinterazioni animate. Forse non ci facciamo più caso perché abituati da Facebook e dalle interfacce dei nostri smartphone. Le microinterazioni semplificano, attraverso icone animate, lo stato del sistema (caricamenti di pagine, errori, tempi di attesa, possibili interazioni con lo schermo, transizioni animate durante i flussi di navigazione) oppure sentimenti, pensieri e azioni come già Facebook ci ha abituato a considerare con le emoticon animate.

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Microanimazione: c’è una chiamata in arrivo.

 

Va ricordato in questo contesto il progetto di Google Material Motion Design, espresso molto bene in questo video.

Wireless

Gli AirPods di Apple sono il segno più evidente che il 2017 sarà l’anno del wireless. Proprio in queste settimane verrà lanciato MySgnl (del quale abbiamo parlato in Quando sparirono i fili).

Ma di wireless non ci sono solo gli auricolari. I dispositivi della nostra casa saranno, anzi sono già connessi alla rete Wi-Fi domestica e comunicano tra di loro e noi con loro. Quest’anno potrebbero arrivare persino soluzioni per la carica senza fili degli apparecchi elettronici.

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Si vendono più auricolari wireless che cablati.

 

Automotive

Il 2017 ci stupirà anche nel settore dell’Internet delle cose relativo all’automobile. Pensate a un’auto di vent’anni fa e a una di oggi, con sensori di prossimità, telecamere, radar, software, schermi touch, comandi vocali, tergicristalli che si azionano da soli, frenata assistita e accensione del motore con un pulsante. Ecco che cosa sta accadendo.

  • BMW e Watson (l’intelligenza artificiale di IBM) guideranno il futuro della driver experience.
  • Waymo (gli eredi del progetto Google Car) cammina davvero e comprende i contenuti presenti su Google Maps… anche se nel 2016 ha collezionato qualche incidente.
  • A proposito di Tesla è sufficiente visionare questo filmato.

Da Quattroruote di febbraio 2017 Davide Comunello annuncia:

Molti costruttori stanno evolvendo in aziende di mobilità, inseguendo digitalizzazione e soluzioni eco. Intanto, oltre a Google e Apple, altri colossi hi-tech sono pronti a cambiare pelle, per cogliere opportunità di partnership e collaborazioni.

Alcuni di questi altri colossi:

Entro pochi anni l’Internet of Cars potrebbe avere eliminato del tutto il significato dell’espressione piacere della guida, o averlo stravolto.

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Sempre più potenziale costruito nelle auto.

 

L’Hamburger Button

Speriamo veramente che il 2017 porti un uso oculato dell’hamburger button, non più utilizzato come la cassettiera della nonna.

Utile nel mondo mobile, convertibile in qualcosa di più intuitivo in ambito desktop (o, per meglio dire, in large screen), dell’hamburger button si è già abusato a sufficienza, senza che acquisisse una collocazione fissa negli schermi né una gerarchia precisa al suo interno.

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Una simpatica spiegazione di Luke Wroblewski su perché l’hamburger ha stufato.

 

Videoselfie

Negli ultimi anni Instagram (e Boomerang), Prisma e soprattutto Snapchat hanno costellato i nostri smartphone e la pagine dei social network dei selfie più imbarazzanti. Speriamo che il 2016 si sia portato via questo trend, anche se ha favorito una mutazione: le dirette, da Periscope a Facebook Live.

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Un selfie stick oramai si trova dappertutto.

 

Le classifiche

Non siamo i soli ad avere classificato le tendenze di interfaccia ed esperienza per quest’anno. Per confronto invitiamo a consultare Just Creative, UXDesign.cc, Usability Geek e InvisionBlog.




Val Pin (@v_alpin) lavora da diversi anni nel campo dello UX Design. Ha iniziato nel campo dell’e-learning e negli ultimi anni si sta dedicando alla progettazione di ambienti per business platform, buttando sempre un occhio al mobile entertainment per il quale ha lavorato diversi anni come UX Designer. HCI e smart device sono la sua estensione cibernetica. Il suo obiettivo è sempre lo stesso: trovare soluzioni creative da applicare allo UX Design. Per questo il genere sci-fi è la sua fonte di ispirazione. Ha però un grosso difetto: accumula carta per creare prototipi e modellini per qualsiasi cosa.

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