Quando i tasti non bastano più

Touch Bar contro Dial

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11

nov

2016

Apple ha deciso di aggiungere tasti digitali alla tastiera dei MacBook Pro… mentre Microsoft moltiplica gli strumenti di input.

La TouchBar dei nuovi MacBook Pro è una interfaccia dinamica. Se si lavora a un testo mostra i comandi di formattazione, se si controlla una mappa visualizza le icone per accedere rapidamente ai luoghi di interesse quali ristoranti o distributori di benzina. Nel caso di un acquisto online, appaiono il riepilogo dell’importo e un pulsante per confermare.

Il lato destro della Touch Bar è dedicato alla Control Strip, l’insieme dei comandi relativi a volume, luminosità e altre configurazioni di sistema. Inoltre qui è possibile richiamare l’attenzione di Siri per i comandi vocali.

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La personalizzazione di Touch Bar è libera nel rispetto delle aree definite da Apple.

 

Apple tiene a precisare che Touch Bar non deve essere considerata un altro ambiente sul quale progettare nuove interfacce utente (abbiamo già l’importante sfida degli smartwatch), ma una estensione personalizzabile della tastiera che vada oltre i vecchi e rigidi tasti funzione.

Touch Bar non dovrebbe ospitare messaggi o notifiche, né contenuti che richiedano lo scorrimento dello schermo, ma solo comandi che non distraggano l’utente dallo schermo del Mac e che siano complementari al lavoro con il software in funzione in primo piano.

Design minimalista

Per non violare un principio cardine della progettazione delle interfacce – l’usabilità – i pulsanti digitali della Touch Bar dovranno avere dimensioni e aspetto simili ai tasti fisici e prive di animazioni gratuite o effetti speciali. Allo stesso modo non dovrebbero proporre funzioni già presenti nella tastiera QWERTY.

In breve, l’obiettivo di Apple è permettere all’utente di evitare di dover passare dalla tastiera al trackpad per posizionarsi su un comando dell’interfaccia del software che sta utilizzando. Mentre Apple pensava alla Touch Bar, però…

Microsoft pensava ai designer

Microsoft ha rilasciato la Surface Family, che sembra ispirarsi al design Apple inclusa la tastiera e il mouse senza fili, e Windows 10 completamente touch. Ma non solo! La vera differenza la fa Dial, il nuovo accessorio per il lavoro creativo.

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Surface Studio, Surface Book, Surface Pro: Microsoft è diventata azienda hardware.

 

Dial è la soluzione di Microsoft al problema già presentato sopra: rendere più confortevole e rapida l’esperienza utente evitando di dover spostare eccessivamente le mani dalla tastiera al trackpad (o al mouse) per accedere ai comandi.

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Microsoft Dial all’opera, in combinazione con una penna grafica.

 

Dial si usa con una sola mano mentre con l’altra si può lavorare con la penna grafica direttamente sullo schermo touch dei Surface. L’aspetto ergonomico di Dial richiama evidentemente uno strumento a tutti noto: il pomello del piano cottura, credo l’artefatto analogico con l’affordance (invito all’uso) tra i più semplici e intuitivi. Per la forma e il comportamento richiama anche PowerMate di Griffin Technology.

La comodità di posizionare Dial in qualsiasi punto dello schermo rende ancora più personalizzabile l’esperienza utente. Si intuisce quanto questo oggetto possa essere comodo durante le attività di editing video e produzione grafica. Provate a guardarne il video.

 

Sfida ai due tocchi

Apple lavora quindi alla generazione dell’input attraverso la tastiera, con precise specifiche da rispettare per la TouchBar; Microsoft ha invece deciso di agire direttamente sopra lo schermo e la sfida sarà progettare buone interfacce circolari che cambiano a seconda di come vi viene ruotato sopra Dial.

Se si parte dal presupposto che gli esseri umani, di per sé, sono pigri e preferiscono sempre la strada più semplice per completare un’azione, la TocuhBar potrebbe sembrare la soluzione.

Però, ad essere sincero, l’idea di dover usare due mani nello spazio fisico della tastiera, quindi senza spostarle sul trackpad o mouse, mi fa pensare ad alcuni portatili che hanno il trackpad nella tastiera stessa, più o meno tra i tasti G e H.

Roba da bambini

Da Apple mi sarei aspettato una previsione del futuro più azzardata. Pensiamo ai bambini di oggi, i veri nativi digitali, che toccano lo schermo del PC aspettandosi un feedback. Quando saranno cresciuti, forse le tastiere fisiche non esisteranno più e si agirà per lo più tramite comandi vocali via Alexa, Google Allo, Siri o Cortana.

Immagino un futuro dove sparirà del tutto il cursore del mouse (come vediamo in smartphone, tablet e smartwatch) e torneremo a interazioni più primarie, legate al tocco diretto delle cose con feedback immediato sullo schermo, o quelle che saranno le prossime superfici interattive.

Microsoft con Dial ha forse azzeccato la previsione, per questa volta.




Val Pin (@v_alpin) lavora da diversi anni nel campo dello UX Design. Ha iniziato nel campo dell’e-learning e negli ultimi anni si sta dedicando alla progettazione di ambienti per business platform, buttando sempre un occhio al mobile entertainment per il quale ha lavorato diversi anni come UX Designer. HCI e smart device sono la sua estensione cibernetica. Il suo obiettivo è sempre lo stesso: trovare soluzioni creative da applicare allo UX Design. Per questo il genere sci-fi è la sua fonte di ispirazione. Ha però un grosso difetto: accumula carta per creare prototipi e modellini per qualsiasi cosa.

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