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Due anni per pensare anche ai disabili

Decalogo accessibile

di

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10

mag

2016

Il 3 maggio 2016 Commissione Europea e Parlamento Europeo hanno promulgato una nuova direttiva sui siti web.

Circa ottanta milioni di cittadini dell’Unione Europea soffrono per qualche forma di disabilità. Un numero enorme e destinato ad aumentare: saranno in 120 milioni nel 2020 a causa dell’invecchiamento della popolazione, perché età avanzata significa spesso problemi di udito, mani tremolanti, vista imperfetta. Sono malanni che rischiano di rendere inutilizzabile un sito. Ma oggigiorno i siti si usano tutti i giorni e per tutto o quasi tutto: di qui la nuova direttiva, che tutti gli Stati membri debbono recepire entro un massimo di 21 mesi e 20 giorni.

Una coppia di innamorati su un elevatore guarda il tramonto, ma arrivato il buio non vede il pulsante per scendere.

Siamo tutti disabili, a certe condizioni.

Che i siti web debbano venire scritti in modo accessibile alle persone con disabilità non è una novità. Il sottoscritto, nel suo piccolo, ne scriveva qui già due anni fa, raccontando come la Legge 4/2004 (cosiddetta Legge Stanca) ordinasse a enti pubblici e partecipate di fare il necessario, anche se in modo becero e venendo sostanzialmente ignorata dagli interessati.

La nuova direttiva europea si applica anche alle app, va recepita anche da organizzazioni ed entità private che erogano servizi alla cittadinanza per aver vinto un appalto pubblico. Sono richiesti meccanismi di verifica della conformità, strumenti di feedback da parte dei consumatori e, c’è da farci conto, si prevedono multe salate. Infine, ed è una idea intelligente, chi all’entrata in vigore venisse trovato inadempiente dovrà mettere il proprio personale a disposizione dei disabili, su semplice richiesta di costoro, per superare le difficoltà.

Per non farsi beccare con le braghe calate nel 2018, abbiamo preparato un decalogo di semplici verifiche a cui sottoporre i propri siti web ed app. Le regole complete da rispettare, comunque, sono qui.

  1. Sito operabile Tutti i contenuti devono essere accessibili a chi può usare una tastiera ma non il mouse; e anche da chi può usare il mouse ma non la tastiera.
  2. Contenuto percepibile Se ci sono grafici a istogramma, a torta o altre presentazioni di dati, è anche possibile vedere o scaricare i dati grezzi su cui il grafico è basato. Una perfetta percezione del colore non è indispensabile per recepire l’informazione (perché esistono i daltonici). Quando si usano abbreviazioni, sigle, acronimi questi vengono sempre spiegati. Nel testo che li contiene o in un glossario accessibile con link.
  3. Informazioni alla portata di chi ha un senso in meno Se ci sono video, o animazioni, o suoni è sempre possibile metterli in pausa, ottenere sottotitoli sincronizzati (per i non udenti), trovare una spiegazione a parole del contenuto (per i non vedenti). Per esempio, una musica orchestrale viene sempre citata per titolo, compositore ed esecutore.
  4. Più strade per arrivare a destinazione Offrite mappe del sito, motori di ricerca, menu di navigazione, indicazioni “voi siete qui”. Non usate i link per effetti di presentazione.
  5. A prova di incompetente I messaggi d’errore devono essere privi di gergo tecnico, semplici, comprensibili e testuali. Per esempio, in un modulo dove un campo è obbligatorio non limitatevi a un asterisco di prefisso; non segnalate gli errori solo con l’uso del colore rosso. Le frasi hanno lunghezza moderata. Vengono messi a disposizione approfondimenti, note a margine, spiegazioni eccetera collegati al testo principale. Si fa abbondante uso di esempi.
  6. Multilingua e multicultura È una scelta vostra se realizzare sito ed app in una sola lingua o in molte, ma se avete scelto il solo italiano non debbono esserci parole inglesi, o perlomeno ogni singola parola inglese deve avere una traduzione ben chiara immediatamente disponibile. Se offrite più lingue permettete di passare da una pagina in una lingua alla medesima pagina nelle altre lingue. Non usate immagini, simboli, emoji la cui comprensione è limitata alla vostra cultura.
  7. Robusto Il sito funziona su uno schermo piccolo? Su un browser poco diffuso? Sull’ultimissima versione del browser? Ci sono errori di sintassi? (Si notano facilmente usando Firefox: guardate la sorgente pagina e fate caso se qualche cosa appare in rosso).
  8. Perdono perdono perdono Ogni qual volta avviene un errore l’utente viene notificato e gli vengono forniti gli strumenti per uscire dalla condizione di errore. Prendete ad esempio Google. Hai scritto freccie, forse volevi dire frecce?
  9. Siate prevedibili Le schermate hanno tutte il medesimo aspetto, di modo che l’utente che ne ha vista una sia in grado di familiarizzarsi e usare le altre senza pensarci? Per esempio, motori di ricerca, mappa del sito, menu di navigazione si trovano sempre nelle medesime posizioni.
  10. Raccontatela giusta I requisiti, se ci sono, vengono dichiarati subito. Per esempio, se il pagamento di un servizio può avvenire solo per carta di credito scrivetelo sin dalla prima schermata, per non frustrare chi si registra, si identifica, riempie il carrello, va alla cassa e sperava di farvi un bonifico alla fine.



Luca Accomazzi (@misterakko) ha messo le mani su un calcolatore (Apple) nel 1980 e da allora non le ha quasi mai staccate anche se, avendo una moglie e una figlia, viene da sospettare che qualche pur breve pausa l’abbia trovata. Su Internet dal 1992, si dedica a tempo pieno a scrivere siti – circa trecento da fine 1997 – fermandosi solo per scrivere libri per Apogeo (spesso in sodalizio con Lucio Bragagnolo). L’azienda che ha fondato, Accomazzi.net, è specializzata in commercio elettronico e newsletter.

In Rete: www.accomazzi.net

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2 commenti

  1. Domenico Saggese

    meno male che c’è il tag alt nella striscia a fumetti! Altrimenti non la capivo. Proprio non vedo la coppia di innamorati, e non rientra tra le cose che ho fatto con le fidanzate in gioventù. Sono disabile anch’io?

  2. Lucio Bragagnolo

    XKCD è gustoso ma a volte sfiora i confini dell’ermetismo. :-)

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