Di Windows ce n'è uno solo

//Build: bye, mediocrità

di

thumbnail

18

apr

2016

Si è chiuso la settimana scorsa l’evento annuale dedicato agli sviluppatori Microsoft. Con diverse sorprese e promesse interessanti.

Non è un evento consumer o dedicato alle grandi folle. Niente annunci roboanti, hardware da sventolare sotto il naso agli amici nerd meno danarosi, niente One more thing che tanto ci fa pensare ad un tipo in dolcevita nero.

Build rimane comunque una manifestazione molto interessante. Perché, volenti o nolenti, gli sviluppatori sono quelli che decretano la fortuna o la sfortuna di un sistema. Se non ci sono applicazioni un sistema operativo, per quanto bello possa essere, non ha ragione di esistere.

Non è certo il problema di Windows, almeno non evidentemente. Ma una montagna di sviluppatori, dai piccoli studi alle grandi software house, deve essere convinta a compiere uno dei più grandi passi della propria vita, ovvero passare da uno sviluppo assolutamente conosciuto, .NET e Win32, a qualcosa di nuovo: le nuove Windows Universal App (WUA).

Non è cosa da poco. Microsoft ha nel bene e nel male una base di installato enorme. Nonostante il suo ultimo nato (Windows 10) abbia registrato numeri da record (risulta già installato su 270 milioni di macchine), sappiamo tutti benissimo come esistano ancora macchine con tutte le versioni precedenti di Windows da 8.1 fino a Windows 2000, con ampi bacini di utenza ancora ben radicati su Windows 7 e Windows XP.

Milano-Roma: Se viaggiate su Frecciarossa o Italo potrete osservare un discreto spaccato dell’IT nella middle class italiana. Per mesi, camminando tra le carrozze, si vedevano solo iPad e MacBook declinati in tutte le salse. Negli ultimi cinque o sei viaggi però ho avuto modo di vedere che, nonostante la presenza di sistemi Apple sia comunque importante, i PC abbiano recuperato terreno. Certo non sono più i laptop modello valigia di qualche tempo fa. Sono Surface Pro, convertibili con touchscreen o ultrabook supersottili, ma sta di fatto che con l’uscita di Windows 10 qualcosa è davvero cambiato.

Per uno sviluppatore, lavorare con .NET vuol dire poter raggiungere una fetta di mercato che non ha eguali e che spazia su sistemi operativi distribuiti in un arco temporale di quasi 16 anni. Sviluppare invece WUA non è propriamente la stessa cosa, in quanto i numeri, pur se alti, sono di ben altro livello. Vediamo allora quali argomenti ha portato il gigante di Redmond per superare questo impasse.

Un sorgente per domarli

In primis, Microsoft ha posto l’accento sul fatto che ogni WUA possa funzionare sulla sua intera gamma di prodotti, dallo smartphone fino al server passando per cose più naïve come Xbox One e Hololens.

Sulla parte smartphone si può, per ora, stendere un velo pietoso. Le notizie sono chiare: il sistema di Microsoft ha perso parecchio nell’ultimo trimestre dello scorso anno e nei primi mesi di questo.

Lumia 650

Satya Nadella di Microsoft ha definito insostenibile la quota di mercato dei Lumia.

Un se la sono cercata un po’ ci sta. Lumia 950 e 950 XL sono due ottimi sistemi, ma Windows 10 Mobile montato su di essi era poco più che una versione beta. Anche i tifosi più accaniti hanno girato per mesi con musi lunghi decisamente appariscenti, dato che i loro nuovi giocattoli funzionavano, nel migliore dei modi, in maniera erratica.

Intanto sono usciti Lumia 550 e 650 ma, semplicemente, non lo ha saputo nessuno. Rimangono device con un buon rapporto prezzo prestazioni, che l’assenza di un minimo di pubblicità non ha aiutato.

Acer e HP ci hanno creduto al punto di presentare due top di gamma. Ma tutto questo continua a non giovare. L’application gap è ancora alto e il sistema è diventato stabile solo dopo gennaio 2016.

I numeri parlano chiaro. Dove Apple si appresta a vendere il miliardesimo iPhone, Microsoft finora ha venduto poco più di un decimo di tale cifra.

A Build qualcuno ha anche dichiarato che il mobile non sarà il focus del 2016. Quindi? Per uno sviluppatore questo vuol dire appeal zero? Non proprio. Per i seguenti motivi:

  1. Surface Phone: Le voci sono sempre più insistenti al punto che si parla di almeno tre diversi modelli. Pare che si abbandonerà la linea Lumia visto che oramai è un marchio che non ha una buona nomea tra i consumatori. Non si tratta di un solo rebranding. Il team di progettazione non ha sfornato cose da poco, pensiamo al fatto che dopo i primi modelli non entusiasmanti, Surface 3/Pro 3/Pro 4 e Book hanno conquistato una bella fetta di mercato ed estimatori sia fra la stampa specializzata sia fra gli acquirenti. I numeri nel bilancio di Microsoft (molto positivi) confermano che il team ha lavorato benissimo. I rumor poi parlano di sistemi con processore Intel, di possibilità di trasformarli in laptop e tanto altro.
  2. OEM: Se nomi come Kazam o Blue non dicono assolutamente niente, HP o Acer (ma si vocifera con insistenza un Asus all’orizzonte) sono partner di ben altra levatura. Comunque altri OEM meno noti hanno annunciato telefoni con tanto di supporto alla funzione Continuum.
  3. Integrazione: Per quanto le app Microsoft si possano trovare anche su altre piattaforme, il livello di integrazione che si potrà raggiungere tra desktop e mobile con la versione Anniversary sarà tale che potrebbe essere una buona molla per far adottare Windows su mobile.

Resta comunque vera una cosa. Tutta la conferenza ha enfatizzato il fatto che ora non esistono più Windows e Windows Mobile. Windows è uno solo. Se io porto quindi il mio programma da .NET a WUA, la parte mobile arriva da sé e non solo. Qualche tempo fa Microsoft ha comprato Xamarin, nota tra gli sviluppatori per offrire un framework che permette di scrivere applicazioni multipiattaforma per Windows, iOS e Android. Xamarin ha avuto un discreto successo nonostante il fatto che la licenza non fosse propriamente economica.

A //Build 2016 è stato annunciato che il framework di Xamarin è stato integrato, gratuitamente, su tutte le versioni di Visual Studio, Community edition compresa. Quindi scrivere una WUA può aprire le porte alla realizzazione non solo di una sola app per tutte le versioni di Windows, ma anche all’enorme mercato mobile conquistato dalle due piattaforme concorrenti di Apple e Google.

Xamarin

La struttura che consente a Xamarin di produrre app per qualsiasi piattaforma.

Pare però che non sia finita qui. A Luglio arriveranno novità a raffica. In primis una nuova versione di Windows, chiamata Anniversary Edition. Avrà:

  • Menu Start migliorato.
  • Un menu Fullscreen (tablet mode) ridisegnato.
  • Nuove Live Tile.
  • Un Action Center notevolmente migliorato.
  • Cortana con nuove funzioni ed integrazioni tra i dispositivi.
  • Microsoft Edge con supporto alle estensioni e all’autenticazione biometrica sui siti tramite Windows Hello.
  • Windows Ink: Microsoft sta spingendo pesantemente sui dispositivi 2-1 (che la differenziano da Apple), e al supporto per la penna. Viene quindi presentato questo nuovo framework dedicato alla penna attiva e una joint-venture con Wacom per la realizzazione di uno stilo che possa funzionare con diversi tipi di digitizer. Cortana potrà riconoscere la scrittura a mano nelle note e agire di conseguenza e sarà più semplice integrare le funzioni della penna nelle proprie applicazioni.
  • Bash. Bash nativo su Windows è una rivoluzione copernicana. L’integrazione è stata studiata apposta per gli sviluppatori che così (diciamocelo fuori dai denti) la finiranno di comprare un Mac per avere la possibilità di lavorare con un terminale Unix quando sviluppano per multipiattaforma. Il supporto non è solo a bash. Tramite un accordo con Canonical è stato realizzato un layer di compatibilità POSIX (alla Cygwin) che non solo permetterà di avere un terminale VT-100 ma anche una serie di programmi classici del mondo Unix, da vi a Emacs, e di poter effettuare il deploy delle proprie applicazioni per Unix direttamente su server Linux ospitati in Azure.
  • Integrazione con Windows Mobile: Sarà possibile collegare il telefono al PC, lavorare con Continuum direttamente dal computer (come se fosse una macchina virtuale o una sessione RDP), rispondere alle chiamate, spedire SMS e molto altro.
  • Xbox One: la console di casa Microsoft guadagnerà la stessa versione di Windows 10, una fusione completa del proprio App Store con quello di Windows 10, il supporto a mouse e tastiera. In pratica altri 20 milioni di dispositivi si aggiungeranno alla lista dei target a cui gli sviluppatori di WUA potranno raggiungere.

Se ancora uno sviluppatore non fosse convinto, Microsoft ha presentato Project Centennial. Tramite questo bridge è possibile portare in maniera molto semplice le applicazioni Win32 e .NET come WUA su Windows 10. Non ci sono più scuse per rimanere ancorati al passato.

Uno sguardo al futuro

Nonostante si sia parlato di Windows 10 declinato in tutte le sue salse, non sono queste le sole novità. È stato presentato un nuovo toolkit per la realizzazione di bot. Tali bot avranno accesso al motore di Machine Learning di Microsoft e potranno lavorare via SMS, Twitter, Skype, Line e una moltitudine di servizi. Potranno riconoscere il linguaggio parlato così come il testo digitato. In pratica un risponditore telefonico multipiattaforma e con gli steroidi. Il loro campo di applicazione sembra essere decisamente vasto.

Hololens

Il progetto più avveniristico in sviluppo presso Microsoft sta diventando realtà.

Infine Hololens, probabilmente il progetto hardware più avveniristico visto finora, è tra noi. Non solo l’hardware è stato migliorato, non solo una marea di industrie (comprese Boeing, Volvo e altri grandi nomi) sembrano interessate all’elmetto di realtà aumentata di Microsoft per svariati compiti (per lo più di simulazione e progettazione) ma è stato annunciato che il sistema è in consegna a tutti gli sviluppatori che l’hanno preacquistato. Non è ancora un prodotto per le masse ma certamente ha superato la fase prototipale. È implicito che monta Windows 10 e quindi vi funzionano anche tutte le WUA.

Non male per un gigante che fino all’altro ieri faceva della mediocrità la propria bandiera.




Andrea Ghirardini (@darkpila) è uno dei precursori della Digital Forensics in Italia. Sistemista multipiattaforma – anche se con una netta preferenza per Unix – con una robusta esperienza in materia di sicurezza informatica, si occupa in particolare di progettare sistemi informativi di classe enterprise. È Chief Technical Officer in BE.iT SA, società svizzera facente parte del gruppo BIG, specializzata nella gestione discreta e sicura di sistemi informativi aziendali. Per Apogeo è autore di Digital Forensics edito nella collana Guida completa.

Letto 1.906 volte | Tag: , , , , ,

Lascia il tuo commento