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Programmare all'asilo

Cubetto perfetto

di

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24

mar

2016

Per imparare a programmare non è mai troppo presto. Un’idea raccoglie centomila dollari in sette ore e raddoppia in settanta.

Mancano ancora quasi due settimane alla fine della campagna di raccolta fondi su Kickstarter e un progetto interessante di coding sta toccando i 700 mila dollari raccolti da migliaia di sostenitori dopo averne chiesti centomila.

È il fenomeno Cubetto, un piccolo robot che aiuta i bambini dai tre anni a pensare in modo logico, tramite una programmazione effettuabile giocando con coloratissimi blocchetti di legno.

Sarà l’idea, o il constatare che a fondare la società Primo Toys sono stati due ragazzi italiani, o la strategica sede londinese, o la simpatia del nome o un misto di tutto questo, ma di fatto Cubetto ha da subito attirato l’attenzione di investitori del calibro di Randi Zuckerberg (Facebook, Zuckerberg Media) e Massimo Banzi (Arduino), oltre alla intelligente raccolta fondi prima tramite Crowdcube e oggi (da record) con il già citato Kickstarter.

Quello che più adoro di Cubetto è che darà a bambine e bambini in tutto il mondo l’opportunità di imparare le strutture base della programmazione, senza essere incollati davanti allo schermo di un computer. Da mamma, è il mio sogno.

Parola di Randi Zuckerberg, indubbiamente condivisa da milioni di altre mamme. Melissa Stockdale, autorità della pedagogia Montessori, aggiunge:

Cubetto si integra alla perfezione nel metodo di apprendimento Montessori, e soprattutto soddisfa e incoraggia i bambini con un meccanismo godibile che sviluppa il loro pensiero logico preparandoli a diventare dei futuri programmatori competenti e di successo.

E anche non solo programmatori, diremmo noi, se è vero che acquisire una capacità di pensiero logico è il primo passo per… ragionare.

Strutturalmente Cubetto è una simpatica scatola a tre ruote che si sposta ricevendo i comandi da una consolle che accetta blocchetti diversamente colorati e di diverse forme geometriche, proprio come un gioco di incastri. Ogni blocchetto istruisce il robot ad effettuare un determinato movimento e la sequenza dei blocchetti crea la logica complessiva di spostamento. Creata la sequenza, un pulsante di start trasferisce al cubo semovente le istruzioni per muoversi. Un’apposita striscia di incastri consente di istruire un unico blocchetto a comportarsi in modo composito: quello che in programmazione chiameremmo subroutine, o più modernamente classe.

Foto ufficiale di Cubetto

Concettualmente geniale con Arduino come motore, insegna a programmare giocando.

Può essere utilizzato da bambini vedenti e non vedenti con la medesima impostazione, così da creare un’atmosfera di apprendimento egualitario che promuove il gioco inclusivo. Combinando movimento, tatto e udito, Cubetto aiuta anche i bambini con disabilità a rafforzare le capacità di sequenziare e comunicare.

Sicuramente il miglior modo per ricompensare sia Filippo Yacob che Matteo Loglio, i due ideatori dell’iniziativa e fondatori di PrimoToys, con una prospettiva di diffusione mondiale. In Italia potremo prenotare Cubetto su CampuStore, distributore specializzato nell’ambito dei dispositivi didattici, a partire dall’8 aprile prossimo.

Bello il nome, lo scopo, l’iniziativa. Attendiamo di rendicontarvi la diffusione negli asili e nelle scuole elementari anche, e soprattutto, del nostro Paese.

Cubetto e una bambina

Divertimento al massimo e intelligenza in corsa. Coding montessoriano dai tre anni.




Paolo Capobussi (@ViviScienza) si diletta a divulgare informatica e nuove tecnologie dai tempi delle Pagine Bianche delle email presenti nel mondo (ne possiede una copia a cui tiene gelosamente). Attualmente si diverte con tutto ciò che odora di makers, elettronica, chimica e scienze naturali e offre al pubblico le sue passioni creando attività di edutainment e continuando a produrre libri e Multi-Touch Book in ambito scientifico-tecnologico.

In Rete: viviscienza.it

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Un commento

  1. Val Pin

    Ho avuto la fortuna di conoscere personalmente i ragazzi di Cubetto durante un workshop tenuto negli spazi di Forg Milano!
    Un progetto a dir poco fantastico con un look and feel che rende facile l’utilizzo.

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