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Sul web non c'è pace per gli incapaci

La via alta, la via bassa

di

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15

set

2015

Non si preoccupi se ho fatto anticamera per mezz’ora. Avevo con me il tablet, ho recuperato un paio di numeri per lei.

Ben ritrovata, dottoressa. Sì, ho letto il suo brief, volevo darle le informazioni per aiutarla a spendere meglio il suo budget. Vede, ci sono due strade che potete prendere per la presenza sul web, quella bassa e quella alta.

La strada bassa: nel budget che le ha dato l’amministratore delegato lei trova i soldi per il redesign del marchio, per una campagna radiofonica, per un concorso, per stampare il catalogo e per rinnovare il sito web. In quest’ottica il sito è una spesa e come tutte le spese va contenuta il più possibile. Scelte che potete fare in questo senso sono mettere il sito su un server di seconda mano in un capannone ad Arezzo (se si incendia, pazienza), basare tutto sulla Fiat Panda del web, il popolarissimo WordPress, usare una grafica non originale acquistata in un hard discount del webdesign per venti dollari, metterci sopra un po’ di materiale marketing raffazzonato in azienda con quel che avete sottomano.

Va tutto benissimo, basta che non pretendiate che serva a qualsiasi cosa. Si ricorda? Le ho già spiegato che un sito lento allontana i visitatori. Abbiamo una nuova statistica in merito, freschissima, di settembre 2015: tre utenti iPhone su cinque abbandonano un video se il buffering dura più di quindici secondi. No, metterli su YouTube non aiuta.

L’analisi dei costi e dei benefici mostra che lavorare sull’utilizzabilità durante lo sviluppo diminuisce i tempi di lavorazione e migliora le vendite, perché l’utilizzabilità induce qualità e consente di intercettare subito problemi costosi da risolvere che se affrontati subito finiscono per costare meno. — Claire Marie Kramat, IBM

La strada alta? Ah, è più faticosa. La percorrono queli che vogliono triplicare il fatturato vendendo anche sul web, magari all’estero dove non hanno ancora una rete distributiva degna di questo nome. Quelli che vogliono competere su tutto, sia prezzo che qualità. Quelli che hanno prodotti originali e innovativi, o almeno curiosi e interessanti.

Si prende il server in Italia, meglio se attestato sul MIX di Milano, dove convergono tutte le fibre ottiche di tutte le compagnie telefoniche, per la massima velocità possibile. Non si cercano esperti SEO, ma autori di contenuti che attirino link e visitatori. Non grafici ma esperti di esperienza utente e interfaccia. Non un CMS chiuso da adottare armi e (pesanti) bagagli, ma sviluppatori web che realizzino quel che i precedenti esperti han pensato. Non semplici sistemisti ma esperti di sicurezza informatica. Non reimpacchettatori di contenuti nati per il web dentro alla scatola chiamata app, ma persone intelligenti che scoprano quali informazioni stanno nei vostri database e sarebbero utili quando consultate in mobilità.

È un lavoraccio. Oppure, giocatevi il budget per restare quel che siete.




Luca Accomazzi (@misterakko) ha messo le mani su un calcolatore (Apple) nel 1980 e da allora non le ha quasi mai staccate anche se, avendo una moglie e una figlia, viene da sospettare che qualche pur breve pausa l’abbia trovata. Su Internet dal 1992, si dedica a tempo pieno a scrivere siti – circa trecento da fine 1997 – fermandosi solo per scrivere libri per Apogeo (spesso in sodalizio con Lucio Bragagnolo). L’azienda che ha fondato, Accomazzi.net, è specializzata in commercio elettronico e newsletter.

In Rete: www.accomazzi.net

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Un commento

  1. In perfetta form | Apogeonline

    [...] suo ultimo articolo pubblicato su queste pagine, lo scrivente ha definito WordPress la Fiat Panda del web: una soluzione economica ma non certo di [...]

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