Pensati coi piedi

Hai voluto la bicicletta?

di

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08

mag

2015

Adesso pedala, con l’Internet delle Cose che tiene tutti i tuoi spostamenti sotto controllo e offre un sacco di altri vantaggi.

La SIM è saldata all’interno e invisibilmente trasmette la posizione della bicicletta ovunque tu stia pedalando. Non servono batterie né caricatori o prese di corrente. È il pedale del prossimo futuro e fa tutto lui.

Tiene conto di dove sei, trasmette le coordinate alla app del tuo cellulare iOS o Android, è sensibile alle semplici vibrazioni in caso di furto, si autoalimenta sfruttando un sistema di ricarica durante la pedalata, la SIM ha durata illimitata ed è immediatamente funzionante, gratuita anche dopo i primi due anni per chi partecipa alla raccolta fondi su Indiegogo. Funzionerà, incredibilmente, anche in Italia, così come in tutta l’Unione Europea e negli Stati Uniti nonché in Cina, Russia, Svizzera e Israele.

Il progetto del pedale che trasformerà la bicicletta in un ciclo intelligente promette di arrivare alla produzione di serie a dicembre di questo stesso anno, avendo raccolto nei primi tre giorni oltre novantamila dollari contro i 50 mila richiesti.

App per pedale intelligente

Ciclo connesso, dal pedale intelligente alla app per l’immancabile smartphone.

È un ulteriore segno che siamo realmente nel momento di passaggio all’Internet delle Cose, dove ogni oggetto che ci circonda potrà emettere e ricevere dati, sicuro che sarà ascoltato da altri oggetti simili sotto il controllo dei nostri smartphone.

Non tutto è ancora pronto, ma lo sarà velocemente. Nel frattempo c’è chi pensa di aiutarci con un accompagnamento graduale. Lo afferma Roel Peeters, cofondatore e amministratore della startup californiana Roost, la cui osservazione offre uno scenario non necessariamente entusiasmante:

Il settore in rapidissima crescita della casa intelligente è attualmente focalizzato a fornirci nuovo hardware ben confezionato, spesso costoso e complicato.

mentre la loro offerta sarà di dispositivi semplici, poco costosi e applicabili alla tecnologia esistente. Il primo prodotto pare un uovo di Colombo: applicare capacità di comunicazione a una semplice batteria da 9 volt. Un occhio alla app corrispondente o una notifica inviata al telefonino ci diranno che è ora di ricaricarla, prima che la mancanza di alimentazione crei falsi allarmi o malfunzionamenti all’apparecchiatura a cui è applicata.

Pila intelligente

Furba, la pila che avvisa la app quando è ora di darle il cambio!

Lanciato per sostituire le batterie dei rivelatori di fumo, è un prodotto intelligente anche per l’ambiente. Viene costruito in due pezzi la cui combinazione rientra nelle esatte dimensioni di una normale batteria da 9 volt, ma separabili per non gettare, insieme alla batteria scarica, anche l’elettronica di controllo.

Un modo per affermare che Internet of Things non significa per forza complicare la vita né sporcare il pianeta con altri residui elettronici.




Paolo Capobussi (@ViviScienza) si diletta a divulgare informatica e nuove tecnologie dai tempi delle Pagine Bianche delle email presenti nel mondo (ne possiede una copia a cui tiene gelosamente). Attualmente si diverte con tutto ciò che odora di makers, elettronica, chimica e scienze naturali e offre al pubblico le sue passioni creando attività di edutainment e continuando a produrre libri e Multi-Touch Book in ambito scientifico-tecnologico.

In Rete: viviscienza.it

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