Con l'esproprio dell'interfaccia

La musica si ripete

di

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26

nov

2014

Fa girare il denaro, ha potere contrattuale e amici nelle istituzioni. Può unicamente farsi male da sola.

Amazon e Hachette hanno raggiunto un accordo che permetterà alla seconda qualche libertà sulla definizione del prezzo degli ebook, al termine di un braccio di ferro che l’aveva vista sparire dagli scaffali virtuali.

Intanto Apple ha ottenuto il benestare dei giudici sulla penale da pagare per avere perso la causa antitrust, quasi certamente circa 450 milioni di dollari per le pratiche di prezzo riconosciute scorrette in tribunale.

Apple, era l’accusa, ha congiurato assieme agli editori (che hanno pagato subito ed evitato il processo) per aumentare artificialmente il prezzo degli ebook. A Cupertino utilizzano un sistema di agency: l’editore decide il prezzo sapendo che iBooks Store trattiene il 30 percento della somma. Mentre Amazon decide da sola o quasi e gli editori, una Hachette in più o in meno, piegano la testa. Effettivamente i prezzi finali finiscono per essere più bassi. Non è detto se faccia bene al mercato oppure ad Amazon, sui cui scopi autori come Ursula K. Le Guin hanno idee precise.

Parliamo qui di censura: rendere deliberatamente difficile trovare un libro o fare “scomparire” un autore. Il governo applica la censura per scopi morali e politici, giustificabili o meno. Amazon censura in nome del controllo totale del mercato così da poter dettare agli editori che cosa possono pubblicare, agli autori che cosa possono scrivere, ai lettori che cosa possono comprare.

Gli editori non hanno compreso la lezione della musica. Le vendite diminuivano e la pirateria preoccupava, quando Apple uscì con lo strumento per godersi la musica, iPod, e quello per reperirla, iTunes. Le case discografiche firmarono con Apple e poi, accortisi di essere stati espropriati dell’interfaccia con il pubblico, cercarono in tutti i modi di fare qualcosa di alternativo. Non funzionò.

Si vedono numerosi paralleli con Amazon e i libri. Il business passa da lì. Hachette e gli altri sono stati espropriati dell’interfaccia con il pubblico. Amazon ha il luogo di vendita e lo strumento per la fruizione (Kindle).

La differenza tra musica e libri è che iTunes era privo di concorrenza incisiva. Amazon, per dire, è sempre rimasta a livelli marginali.

Sui libri, iBooks Store ha una discreta offerta e guadagna terreno nelle vendite. Chi ha messo i giudici sulle tracce di Apple? Guarda caso, con una lettera del 2010 al Department of Justice, Amazon.




Lucio Bragagnolo (@loox) è giornalista, divulgatore, produttore di contenuti, consulente in comunicazione e media. Si occupa con entusiasmo di mondo Apple e digitalizzazione a scuola e in azienda. Dal 2015 è membro del comitato tecnico-scientifico di LibreItalia. Nel tempo libero gioca di ruolo, legge, balbetta Lisp e pratica sport di squadra. È sposato felicemente con Stefania e padre apprendista di Lidia. Insieme a Luca Accomazzi è autore per Apogeo dei manuali su OS X, tra i quali OS X Server e i recenti OS X 10.11 El Capitan e OS X oltre ogni limite. Con Swift ha fatto tutto da solo.

In Rete: macintelligence.org

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