La banalità del link

Suona l’ora del Ted

di

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15

lug

2014

Per riaccoppiare crescita della produttività e dell’occupazione, ci vorrebbe anche un web più sofisticato dell’attuale.

A chiosa del discorso recente su web 2.0 e classe media, cinquant’anni vi fu un tentativo di raggiungere una meta sempre più pressante: allestire una piattaforma digitale in grado di riconoscere il valore del lavoro.

Ne fa cenno lo stesso Jaron Lanier, così come Riccardo Staglianò lo cita nel proprio articolo su Repubblica:

Si dovrebbe modificare l’architettura del web, recuperando l’idea originaria di Ted Nelson. Nei primi anni 60 l’inventore dell’ipertesto immaginò una rete con link bi-direzionali, in cui chi ci cliccava poteva sempre risalire al punto di partenza.

Ted Nelson è il visionario più misconosciuto dell’epoca informatica e quello con l’idea più dirompente di tutte, specie vista con gli occhiali del 2014; il suo progetto Xanadu nacque concettualmente nel 1960 e tra derisioni, boicottaggi e ristrettezze si è evoluto disordinatamente per decenni, senza mai trovare un mecenate né un assetto presentabile.

Tim Berners-Lee passa giustamente alla storia per l’invenzione del World Wide Web. Si può dire cinicamente che intuì la simbiosi fatale tra Internet e banale e rimosse ogni complicazione concettuale dalla sua creatura. Il Web nacque sterile ma immediato e inarrestabile e a questo si deve il suo successo, come quello dei mi piace e dei fredduristi su Twitter.

Coincidenza vuole che Nelson sia tornato alla ribalta per avere infine visto realizzato il suo sogno lato tecnico, di un sistema di ipertesto bidirezionale che dà credito a tutta la catena di diffusione dell’informazione:

una forma compiuta di letteratura nella quale i link non si rompono con un cambiamento di versione; dove i documenti possono essere confrontati fianco a fianco e venire annotati; dove è possibile risalire all’originale di ogni citazione; e nel quale vige un sistema funzionante di copyright – dal punto di vista letterario, legale e commerciale – che consente la citazione libera e tuttavia riconosciuta senza possibilità di negoziazione.

La seconda metà del XX secolo è tuttavia passata a mostrare che, per quanto buona, non è un’idea che attecchisce. Lo Xanadu funzionante a oggi può mirare al massimo al rango di ambiente documentale. È arrivata l’ora di un nuovo Ted Nelson che porti sul Web la metà difficile del lavoro ignorata da Tim Berners-Lee e, per tutti, di auspicargli la migliore riuscita.




Lucio Bragagnolo (@loox) è giornalista, divulgatore, produttore di contenuti, consulente in comunicazione e media. Si occupa con entusiasmo di mondo Apple e digitalizzazione a scuola e in azienda. Dal 2015 è membro del comitato tecnico-scientifico di LibreItalia. Nel tempo libero gioca di ruolo, legge, balbetta Lisp e pratica sport di squadra. È sposato felicemente con Stefania e padre apprendista di Lidia. Insieme a Luca Accomazzi è autore per Apogeo dei manuali su OS X, tra i quali OS X Server, OS X 10.11 El Capitan e OS X oltre ogni limite. Con Swift ha fatto tutto da solo.

In Rete: macintelligence.org

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