Audi che hanno da correre, molto

Aspettando AGCOM

di

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19

giu

2014

Idee base come la definizione di edizione digitale sono rimaste ferme al Novecento. Le soluzioni non arriveranno dal Ministero.

L’Ordine dei Giornalisti della Lombardia pubblica trimestralmente il periodico New Tabloid, il cui numero più recente contiene un’inchiesta che consiglio di leggere, dal titolo Il “sistema Audi” – quanto conta il lettore.

Numerose tabelle su vendite ricavi e ascolti delle testate editoriali quotidiane e periodiche, interventi autorevoli come quello di Enrico Gasperini presidente di Audiweb e molto altro: pagine che costituiscono un vero e proprio stato della nazione del settore.

Nonché una testimonianza di come il settore stesso sia lontano dalla realtà delle cose. Non c’entrano gli articolisti, autori di un ottimo lavoro; sono le situazioni, le descrizioni, i soggetti descritti. Un solo esempio:

L’edizione digitale – dice testualmente il regolamento approvato dal Consiglio d’Amministrazione di Accertamenti Diffusione Stampa (ADS) – è una replica esatta e non riformattata dell’edizione cartacea in tutte le sue pagine, pubblicità inclusa, fruibile su diversi dispositivi digitali e distribuita elettronicamente come unità inscindibile ed esclusiva (la cosiddetta “copia replica”).

Per i non addetti: nell’editoria italiana vige il sistema Audi, società di rilevazione sottoposte alla vigilanza pubblica e in particolare all’indirizzo e alle scelte dell’Agenzia delle comunicazioni (AGCOM) facente capo all’analogo Ministero. In teoria, nel XX secolo questo forniva numeri condivisi e imparziali a vantaggio degli inserzionisti.

La realtà del XXI. Un comitato di alto livello ha lavorato sei mesi nel New York Times per capire come preservare i proventi della stampa e intanto rendere digital first la testata. Leggere le 96 pagine e confrontarsi con l’idea di replica esatta e non riformattata dell’edizione cartacea stride.

È tutto molto più complicato di così e d’altronde questo articolo potrebbe proseguire tra una citazione e l’altra per molte migliaia di parole. Ma potrebbe anche essere molto più semplice. Google, Facebook, Apple, Amazon sanno benissimo chi legge, ascolta, guarda che cosa, quando, dove, come, per quanto tempo e a volte anche perché. Lascio le conclusioni al lettore.




Lucio Bragagnolo (@loox) è giornalista, divulgatore, produttore di contenuti, consulente in comunicazione e media. Si occupa con entusiasmo di mondo Apple e digitalizzazione a scuola e in azienda. Dal 2015 è membro del comitato tecnico-scientifico di LibreItalia. Nel tempo libero gioca di ruolo, legge, balbetta Lisp e pratica sport di squadra. È sposato felicemente con Stefania e padre apprendista di Lidia. Insieme a Luca Accomazzi è autore per Apogeo dei manuali su OS X, tra i quali OS X Server e i recenti OS X 10.11 El Capitan e OS X oltre ogni limite. Con Swift ha fatto tutto da solo.

In Rete: macintelligence.org

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