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Pagine di impatto, immagini ad effetto

Il web scopre il rotocalco

di

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23

gen

2014

L’urgenza di catturare pubblico e la competizione per l’attenzione spingono verso il progresso: le soluzioni editoriali del dopoguerra.

Sono lontani i tempi delle GIF animate e delle impaginazioni amatoriali di GeoCities; HTML5 e necessità di nuovi modelli di business mettono gran fretta all’evoluzione del web. Emergono nuovi sistemi, in verità con un vecchio sapore.

Medium crea un flusso senza fine di articoli presentati in una veste grafica molto gradevole e immodificabile, con responsive design che funziona indipendentemente dall’apparecchio. Permette di creare raccolte di articoli a tema e di aggiungere le proprie storie, dando vita a una pagina che scorre all’infinito, un articolo dopo l’altro. Così lo classifica Anil Dash:

A che cosa somiglia, con la sua organizzazione per raccolte, la diminuita prominenza dell’identità dell’autore e un percorso agevolato tra contenuti correlati? YouTube. La maggior parte di noi capita su YouTube quando seguendo la segnalazione di un video, solo vagamente consapevole di chi ne sia l’autore […] e sperabilmente clicca in giro alla ricerca di qualcos’altro di simile.

Grafica a prova di schermo Full HD e pagina infinitamente scorrevole sono anche il marchio di Storehouse, che a differenza di Medium si basa su una app di lavoro su iPad. L’idea dello storytelling visivo vuole vincere grazie alla facilità di generare una narrazione accostando con grande fluidità testo e immagini, per proporre tutto in una veste grafica ancora una volta rutilante e invariante nell’impaginazione.

John Gruber si è chiesto su Daring Fireball chi pagherà per Storehouse, servizio di pubblicazione di qualità eppure gratuito, senza pubblicità e senza abbonamento. Devono essersi posti il tema i fondatori di Exposure, i quali offrono tre profili di registrazione di cui due a pagamento, spiegando che troppi servizi partono gratis per accumulare iscritti e finiscono con il circondare i contenuti di inserzioni, o chiudere bottega.

Cha abbiano successo o meno, questi siti per pubblicare articoli dall’aspetto accattivante, raffinati nella grafica, con grandi fotografie a colori, fanno pensare che l’editoria sul web stia rapidamente recuperando i cinque secoli di ritardo accumulati rispetto alla carta. Per trovarsi oggi già negli anni cinquanta, l’epoca dei rotocalchi.




Lucio Bragagnolo (@loox) è giornalista, divulgatore, produttore di contenuti, consulente in comunicazione e media. Si occupa con entusiasmo di mondo Apple e digitalizzazione a scuola e in azienda. Dal 2015 è membro del comitato tecnico-scientifico di LibreItalia. Nel tempo libero gioca di ruolo, legge, balbetta Lisp e pratica sport di squadra. È sposato felicemente con Stefania e padre apprendista di Lidia e Nive. Insieme a Luca Accomazzi è autore per Apogeo dei manuali su OS X, tra i quali OS X Server, OS X 10.11 El Capitan e OS X oltre ogni limite. Con Swift ha fatto tutto da solo.

In Rete: macintelligence.org

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Un commento

  1. Aggregator d’aggregatori | Apogeonline

    [...] se avevo accennato a gennaio del ritorno del rotocalco in versione web patinato, il vero inizio della raccolta si deve a Simone Aliprandi, con la sua [...]

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