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Tra Fahrenheit 451 e Tares

Biblioteche scientifiche e il cassonetto della carta

di

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16

gen

2014

Nonostante le incognite di DRM e politiche proprietarie, i libri digitali si trovano più al sicuro di certa produzione convenzionale.

Il tempo di meditare sulla prima biblioteca senza libri degli Stati Uniti ed ecco apparire sul Toronto Star la notizia dello svuotamento di biblioteche scientifiche specialistiche canadesi, con destinazione macero.

Sette biblioteche amministrate dal Department of Fisheries and Oceans nazionale, adibito alla protezione e alla conoscenza del mare e della fauna ittica, sono state svuotate con modalità apparentemente discutibili e il loro contenuto rilevante trasferito in due biblioteche federali situate a Sidney (British Columbia) e Dartmouth (Nova Scotia). Il resto del materiale ha fatto notizia per le modalità dello smaltimento:

Gli scienziati federali abituati a frequentare la biblioteca del Department of Fisheries and Oceans della penisola di Gaspé nel Quebec hanno visto un giorno un container di rifiuti riempito con centinaia di libri di ricerca e periodici destinati alla distruzione.

Il governo canadese sostiene di avere semplicemente eliminato doppioni e viene in risposta accusato, per esempio su The Ytee, di avere distrutto per sempre materiale unico.

Ci ricordiamo di quando Amazon ha eliminato con un tasto una certa versione di 1984 da tutti i Kindle del pianeta? O di quando ha chiuso d’imperio l’account di una cliente?

La verità è che, per quanto disapproviamo DRM e politiche proprietarie e ci auguriamo la loro sparizione, Amazon ha dichiarato pubblicamente che l’incidente non si sarebbe più ripetuto. Se lo facesse, soffrirebbe di un danno finanziario e di immagine spaventoso.

Se per assurdo le biblioteche cartacee del Department of Fisheries and Oceans canadese fossero state pubblicate su Kindle, oggi la loro integrità sarebbe indiscussa e verificabile. Mentre i governanti canadesi, liberamente eletti, hanno mani democraticamente più libere.




Lucio Bragagnolo (@loox) è giornalista, divulgatore, produttore di contenuti, consulente in comunicazione e media. Si occupa con entusiasmo di mondo Apple e digitalizzazione a scuola e in azienda. Dal 2015 è membro del comitato tecnico-scientifico di LibreItalia. Nel tempo libero gioca di ruolo, legge, balbetta Lisp e pratica sport di squadra. È sposato felicemente con Stefania e padre apprendista di Lidia e Nive. Insieme a Luca Accomazzi è autore per Apogeo dei manuali su OS X, tra i quali OS X Server, OS X 10.11 El Capitan e OS X oltre ogni limite. Con Swift ha fatto tutto da solo.

In Rete: macintelligence.org

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2 commenti

  1. Giovanna

    Quando uno non sa di cosa sta parlando, farebbe meglio a tacere. Chi è il genio a cui è venuto in mente di intitolare il tutto “TRA FAHRENHEIT 451 E TARES”? Il lavoro del bibliotecario e’ anche SVECCHIARE le collezioni per renderle fruibili in maniera adeguata ai propri utenti. Non tutte le biblioteche sono di CONSERVAZIONE e non ha senso che tutte le biblioteche del mondo conservino tutto quanto è stato pubblicato. In particolare poi il discorso vale a maggior ragione per le biblioteche “scientifiche”. dove l’obsolescenza dell’informazione è rapidissima e sono anni che il digitale ha sostituito il cartaceo (non con le politiche di Amazon, ma nerlla maggior parte dei casi con l’acquisto perpetuo degli archivi, che rimarranno di proprietà della biblioteca che li ha acquisti).

  2. Lucio Bragagnolo

    Come avrà letto, la vicenda è controversa e viene messo in dubbio che i materiali distrutti siano stati digitalizzati.

    Questo relativamente a sette biblioteche specialistiche canadesi, svuotate per ordine del governo più che per decisione dei bibliotecari, situazione peculiare e forse poco adatta a una discussione generica sul ruolo della biblioteca e di chi la amministra.

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