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Concorrenza dentro standard per tutti

Il post-elezioni

di

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28

feb

2013

Chi scegliere tra Apple, Google, Microsoft e Samsung? Diventa quasi irrilevante, se esiste una piattaforma comune.

A cogliere appieno per prima la situazione è stata Apple, che ha trasformato il telefono in un computer da tasca, ha reso ultraleggero il portatile tradizionale e ha affermato il concetto di tavoletta da calcolo.

Nella sua scia si è inserita con successo Samsung, che ha elaborato le stesse identiche tendenze (computer in tasca, ultraleggero, a tavoletta) per un elettorato, pardon, una fascia di utenza differente.

Microsoft si è finalmente resa conto di avere tante idee ma nessuna proposta autonoma (sempre delegata ad altri) ed è corsa ai ripari con una piattaforma propria.

Google, che lavorava da tempo su tascabili e tavolette, ha recentemente annunciato un ennesimo tassello verso un’offerta completa.

Certi cambi decisi di traiettoria (Google, Microsoft) si verificano perché il tempo di oggi vuole concretezza, come illustra Horace Dediu di Asymco:

La domanda più ovvia è perché Google voglia vendere hardware. Una azienda focalizzata sul web non suggerisce forse implicitamente che l’hardware sia semplicemente da delegare ad altri, fabbricanti impoveriti e maltrattati? La verità è proprio diversa. Samsung consegue maggiori profitti dai soli telefoni Android di quanti ne producano tutte le attività di Google.

Le promesse software valgono meno di una volta, in assenza di una loro chiara attuazione nell’hardware, essenziale per essere scelti dal pubblico.

Certo si può temere di compiere una scelta e trovarsi obbligati a condividere obtorto collo evoluzioni e direzioni sgradite.

In realtà questi giganti dell’industria, che governano la vita informatica di miliardi di persone in una vastità di culture, orientamenti, costumi, si fanno concorrenza mentre creano un terreno comune e condiviso, vantaggioso per tutti i cittadini.

Si chiama HTML(5). È un insieme di regole di codifica dei contenuti che viene discusso in condizioni di reciproca uguaglianza, lentamente ma inesorabilmente e in modo vincolante per tutti di fatto ancora prima che di diritto. Sta portando a risultati interessanti come Muro di DeviantArt, LucidChart, HootSuite.

È possibile scegliere la piattaforma tecnologica preferita e confidare su un insieme di regole comuni e condivise, efficaci, al servizio di tutti e tra tutti concordate. Ovviamente a salti e in modo irregolare, ma questo sistema ha portato a progressi incommensurabili in modo incredibilmente veloce, a vantaggio generale. Vent’anni fa niente di questo esisteva.




Lucio Bragagnolo (@loox) è giornalista, divulgatore, produttore di contenuti, consulente in comunicazione e media. Si occupa con entusiasmo di mondo Apple e digitalizzazione a scuola e in azienda. Dal 2015 è membro del comitato tecnico-scientifico di LibreItalia. Nel tempo libero gioca di ruolo, legge, balbetta Lisp e pratica sport di squadra. È sposato felicemente con Stefania e padre apprendista di Lidia e Nive. Insieme a Luca Accomazzi è autore per Apogeo dei manuali su OS X, tra i quali OS X Server, OS X 10.11 El Capitan e OS X oltre ogni limite. Con Swift ha fatto tutto da solo.

In Rete: macintelligence.org

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2 commenti

  1. Ennio

    …e Webos di Palm, abbandonato da HP dopo averlo strapagato all’opensource senza spinta alcuna? A me all’epoca piaceva molto ed era molto più innovativo dell’esordiente Android.

  2. Lucio Bragagnolo

    Tra l’altro ora è stato acquistato… da LG.

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