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Quando il mouse è troppo complicato

Non adatta ai bambini

di

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04

feb

2013

Una posizione diversa nell’approccio da assumere con i piccoli e il mondo dell’informatica. Esposta testualmente.

Come si introducono nel modo migliore i piccoli alla tecnologia? Le scuole di pensiero corrono dall’affidare con fiducia il tablet a bimbi anche piccolissimi al concentrarli su attività manuali e fargli scoprire i computer più tardi che si può.

A complicare ulteriormente le cose sono esperienze come quella di John Goerzen, programmatore e amministratore IT che vive, parole sue, in una vecchia fattoria del Kansas rurale che apparteneva ai nonni, con la città più vicina (seicento abitanti) a sette miglia (oltre undici chilometri). Nel suo blog The Changelog scrive spesso del rapporto con i due figli, in termini come questi:

Due anni fa, Jacob (che ne aveva tre) e io abbiamo costruito insieme il suo primo computer. Ci ho installato sopra Debian, ma non una interfaccia grafica. […] Ho scritto del gusto che [i due figli] hanno nell’imparare la riga di comando. […] Le occhiate scioccate che ricevo spiegando che i miei figli sono in grado di collegarsi a una shell Linux a partire dai tre anni sono divertenti. […] Invece che imparare a usare una Xbox, imparano a usare bash.

Il resto del post illustra come a Jacob, che ora ha cinque anni, sia stato insegnato a caricare l’interfaccia grafica dalla riga di comando, allo scopo di azionare programmi liberi come Tuxpaint. E come per un bambino piccolo possa essere conveniente una interfaccia grafica quale xmonad, agevolmente controllabile da tastiera e con scarse esigenze di pilotaggio via mouse, più adatto alla coordinazione di un adulto.

L’aneddoto non spiega se l’esposizione precoce alla tecnologia sia dannosa o giovevole, né dove si trovi un eventuale giusto mezzo. Certamente rafforza l’idea che la cosa più importante per la crescita di un bambino sia ricevere vera attenzione dai genitori e la tecnologia sia solo una delle tante parti dell’equazione.

A peggiorare le cose, lascia intendere come l’interfaccia grafica, soccorritrice di adulti a milioni dalla nascita dell’informatica ai giorni nostri, quando si tratta di imparare possa essere sopravvalutata.




Lucio Bragagnolo (@loox) è giornalista, divulgatore, produttore di contenuti, consulente in comunicazione e media. Si occupa con entusiasmo di mondo Apple e digitalizzazione a scuola e in azienda. Dal 2015 è membro del comitato tecnico-scientifico di LibreItalia. Nel tempo libero gioca di ruolo, legge, balbetta Lisp e pratica sport di squadra. È sposato felicemente con Stefania e padre apprendista di Lidia e Nive. Insieme a Luca Accomazzi è autore per Apogeo dei manuali su OS X, tra i quali OS X Server, OS X 10.11 El Capitan e OS X oltre ogni limite. Con Swift ha fatto tutto da solo.

In Rete: macintelligence.org

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2 commenti

  1. Riccardo

    Al FOSDEM (Free and Open Source Developers’ European Meeting
    https://fosdem.org/2013/) c’è stato un intervento interessante riguardante l’informatica per bambini. Il titolo dell’intervento era “Coding Gouter” e raccontava l’esperienza di organizzare “festicciole di programmazione” per bambini da 5 a 14 anni (“Gouter”=festicciola con dolci).
    Si veda anche
    https://fosdem.org/2013/schedule/event/coding_gouter/
    Il video della registrazione dovrebbe essere pubblicato a breve.

  2. Giulio

    A questo proposito segnalo anche i CoderDojo http://coderdojo.com/

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