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L’interazione e il digitale

di

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23

nov

2012

Si abbassano le barriere alla digitalizzazione degli antichi manoscritti. Se ne auspica l’applicazione sollecita.

Si scriveva recentemente, a proposito di BookCity 2012, di una situazione in cui le uniche persone inadeguate alla situazione erano quelle pagate per esserlo. Ne ho vissuta un’altra, concernente altri libri.

Si parla tanto di ebook e però intanto aumentano le biblioteche di tutto il mondo che si adoperano per consentire la consultazione digitale di testi antichi con qualità adeguata per lo studio e la ricerca. È dello scorso aprile la notizia dell’accordo tra Libreria Apostolica Vaticana e Bodleian Library di Oxford per digitalizzare un milione e mezzo di pagine nel giro di cinque anni.

Anche la Braidense di Milano è avviata sulla strada del digitale. La possibilità di consultare in digitale incunaboli o manoscritti però manca.

Così ci si reca in Braidense di persona. Un ambiente surreale, riscaldato oltre ogni ragionevolezza (confortevole certo… ma i costi?), con misure di sicurezza antidiluviane, probabilmente necessarie anche per il disinteresse sostanziale del personale, diciamo meno portato al servizio del visitatore e più al crocchio.

Al che, in attesa della consegna dei volumi – richiede anche una quarantina di minuti – uno si avvicina per noia e curiosità a certe teche poste in bella vista, per venire apostrofato da un custode dotato di poderoso accento regionale.

Non si può!

Mi scusi, è che non c’è un cartello, non vedo un dissuasore…

Mi hanno messo qua a me, non mi vede quanto sono bella paffuta?

In quel momento viene alla mente che ingegneri di Google hanno rilasciato con licenza open source i progetti per rifare gli scanner usati per Google Books. La stima del costo è di 1.500 dollari per duplicare l’apparecchiatura, con tendenza verso il basso.

Il profumo della carta, il fascino della storia, il feeling delle pergamene, ma sarò più felice quando la Braidense avrà reso consultabile la propria raccolta anche tramite una impersonale interazione via rete.




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4 commenti

  1. Manlio

    Mi sono laureato nel 1984 (o 5?) con una tesi sull’opera di Cristoforo Clavio, del quale in Braidense esiste una ricchissima varietà di esemplari delle opere, probabilmente per la provenienza gesuitica, mi pare, di parte del patrimonio.

    Naturalmente, i testi da me consultati erano anche di molti altri autori a lui contemporanei.

    Ora, una cosa che la digitalizzazione ci toglierà è la possibilità di trovare, per caso, dei testi o frammenti di testi rilegati insieme alle opere che stiamo consultando, o ad esse vicine per collocazione fisica, opere in cui ci imbattiamo per puro azzardo, ma che verrebbero escluse da un algoritmo di ricerca efficiente. L’”ordine digitale”, in questo caso, sembrererbbe suscettibile di eliminare tutti gli ‘incidenti di biblioteca’ che fecondamente ci occorrono quando scartabelliamo anche un po’ confusamente alla ricerca dei testi ‘fisici’. Questa mia è una considerazione diciamo così ‘di colore’, inoltre anche il migliore degli algoritmi può magari produrre dei risultati ‘errati’ altrettanto sorprendenti.
    Aggiungo due ultime cose, per chiarire:
    1) Caldeggio come l’autore del presente articolo, la digitalizzazione completa, di libera consultazione e con formati aperti di tutto il patrimonio delle nostre biblioteche, in particolare quelle di valore storico come la Braidense (ma anche l’Ambrosiana, ecc.)
    2) Nonostante (o forse proprio a causa di?) la mia laurea in filosofia mi sono sempre guadagnato il pane sviluppato software (o facendo l’analista) in particolare in ambito di gestione di databases. Quindi, è fin troppo chiaro da “che parte” sto ;)
    Grazie sig. Bragagnolo, bell’articolo!

  2. Lucio Bragagnolo

    Grazie a lei!
    Preciso, fosse necessario, che auspico la digitalizzazione, ma vorrei che le biblioteche restassero aperte e i testi antichi restassero consultabili nelle giuste condizioni di sicurezza e conservazione. Conosco bene l’incidente di biblioteca come del resto quello di libreria e nessuna infrastruttura digitale ne può riprodurre la ricchezza.

    Al tempo stesso, se la biblioteca è lontana cinquemila chilometri e il mio interesse è urgente, avere a disposizione una copia in alta risoluzione su Internet aiuterebbe.

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