Si conferma dallo spazio l'ineluttabilità dell'era dei robot
Stretta di mano, giro di vite

20
feb
2012
Stiamo per aggiungere un ulteriore strato di complessità tecnologica alle nostre vite. Facciamoci trovare pronti.
C’è stata la prima stretta di mano nello spazio tra un astronauta e un robot.
Autori dell’impresa il cosmonauta Daniel Burbank, comandante della Stazione spaziale internazionale, e Robonaut, automa creato dalla Nasa con l’obiettivo a lungo termine di assistere gli astronauti o addirittura sostituirli nel corso delle missioni.
La cerimonia è stata meno formale di quello che appare: Robonaut, che ha raggiunto la Stazione a bordo della navetta Discovery lo scorso anno, ha steso la propria mano destra e stretto amichevolmente quella di Burbank a collaudo di software caricato appositamente dai controllori a terra.
Non è solo la biogenetica che cambierà radicalmente il nostro stile di vita negli anni a venire, ma anche la robotica. Il successo della scheda programmabile open source Arduino ha superato per esempio ogni previsione e sta segnando il momento pivotale di ogni macrotendenza, quello in cui le possibilità concrete escono da laboratori scientifici e aziendali per giungere al grande pubblico in modo accessibile per reperibilità, software a disposizione e costi.
Le questioni di programmazione, sicurezza, hacking, mobilità che applichiamo comunemente oggi si riproporranno con uno strato di complessità aggiuntivo. E ci vorranno più che le Tre leggi di Isaac Asimov per disegnare regole efficaci.


