Quinta di Copertina

Dopo le elezioni, verso la trasparenza

di

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Antonella Napolitano

17

lug

2009

Venti minuti in podcast tra ritagli di carta e bit, in compagnia di un ospite. Oggi con Antonella Napolitano, consulente per i media sociali, di ritorno dal Personal Democracy Forum tenutosi a New York su politica online e trasparenza comunicativa – con l’annuncio che ci sarà un forum europeo, il 20 e 21 novembre a Barcellona

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Personal Democracy Forum è la conferenza con la c maiuscola sulla politica online: proviene dalla lunga esperienza di lobbying washingtoniano dei due fondatori, Andrew Rasiej e Micah Sifry e si è nutrito negli ultimi anni della potenza di fuoco e di idee del magazine online Tech President, che ha fatto la storia in diretta tracciando passo passo la campagna di Obama sul web, dalle primarie alla vittoria finale. Tutto nell’ottica di come la tecnologia sta cambiando la politica: il modo di farla e quello di pensarla.

A New York, il 29 e 30 giugno nello splendido Lincoln Center che ospita la due giorni di lavori, è stata Antonella Napolitano, blogger e consulente per i media sociali, da tempo attenta ai rapporti tra politica e comunicazione online: «Questa edizione ha provato ad andare oltre la campagna di Obama, facendola diventare una sorta di punto di partenza per poi parlare d’altro – a partire dal primo incontro di confronto e discussione tra Joe Rospars (Obama ’08) and Mark McKinnon (McCain ’08). Tanto è vero che il titolo della edizione di quest’anno era “We.gov”, con un’attenzione particolare su come le nuove tecnologie stiano o possano migliare il modo di governare e la trasparenza organizzativa. Ma non è che non si parla di Obama: un po’ la si dà per scontata, un po’ sono comunque tutti alla ricerca della giusta equazione, della formula che ha reso vincente la campagna del presidente degli Stati Uniti anche online – perché conoscere tutti gli ingredienti non vuol dire saper cucinare. Peraltro c’è il problema “comunicativo” del partito repubblicano, che sta cercando di riorganizzarsi dalla batosta anche partendo dalla Rete e da un gruppo di consulenti che provano a cambiare il partito e il suo modo di comunicare in vista delle mid-term del prossimo anno e a partire proprio dall’esperienza della campagna di Obama».

Dalle elezioni al governo

Una delle domande cui si è cercato di rispondere è cosa farne di tutti quegli strumenti di collaborazione e partecipazione attivi durante la campagna elettorale, come per esempio il social network interno di mybarackobama.com. «Il punto è di nuovo come andare oltre. Oltre lo strumento in sé e oltre la campagna elettorale con il suo obiettivo a breve termine. Una volta creata la comunità e rodati i meccanismi di funzionamento, rimane il problema di come e se usare questi strumenti per alimentare un rapporto più o meno trasparente e propositivo tra governo e cittadini connessi. Alla fine, tra i tanti strumenti considerati, le due “killer application” più evidenziate sono state la posta elettronica, ancora insostituibile e molto efficace per motivare le persone a fare delle cose, e gli sms, scoperti tardi dagli americani ma che saranno probabilmente molto usati durante la presidenza Obama. Poi ci sono molti siti che vanno nella direzione di una massima trasparenza comunicativa degli atti di governo, dai dati grezzi alla sintesi “blog”, il governo si sta dotando».

A Barcellona, il 20 e 21 novembre

In parte di questo si parlerà anche nella edizione autunnale e europea annunciata a sorpresa dagli organizzatori, anche se molto verrà “riadattato” alle varie e sfaccettate realtà locali: «Personal Democracy Europe si terrà il 20 e il 21 novembre a Barcellona, lo organizzeranno, sotto la supervisione del convegno americano, tre ragazzi spagnoli, ma già vede la presenza di operatori del settore anche dalla Francia, dalla Norvegia, dall’Inghilterra, dall’Italia. E’ una sfida, e una buona opportunità per confrontarsi e capire dove sta andando il settore della comunicazione politica online anche nel vecchio continente».

Sull’argomento politica online abbiamo già pubblicato le interviste a Giuseppe Civati, Paolo Guarino, Edoardo Colombo, Lucia De Siervo, Stefano Peppucci, Dino Amenduni, Stefano Epifani, Diego Bianchi e Francesco Costa. In aggiunta, sul modo in cui è stato usato o non usato il web durante la crisi post-elettorale in Iran (di cui si è parlato anche al Pdf), sono online le interviste a Giuseppe Tempestini e Luca Alagna.




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