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Quinta di Copertina

Buzz-cosa? Marketing e relazioni ai tempi della Rete

di Antonio Sofi

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Mafe De Baggis

30

gen

2009

Venti minuti in podcast tra ritagli di carta e bit, in compagnia di un ospite. Oggi con Mafe De Baggis, consulente Web e blogger di lunga data, sul marketing on line, e alcune nuove modalità che provano a sfruttare il passaparola a fini promozionali – tra i dubbi sul fatto che funzioni e sia un bene (per le aziende e per la blogosfera in generale)

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Buzz marketing. infiltration. Pay-per-post. Termini che raccontano di nuove modalità di fare marketing online. Modalità che sono anche il tentativo – più raccontato, evocato, temuto che probabilmente reale e/o di successo – di governare e gestire il passaparola attivato dalle reti sociali. Anche perché, l’acquisto dell’attenzione (e dei post dei blogger) è un’attività comunicativamente ambigua, che per questa ragione difficilmente viene alla luce: scarseggiano casi di studio trasparenti, o esempi di successo. È quindi una leggenda urbana della Rete – buona per far convergere insieme paure e conseguenti rassicurazioni sulla natura della blogosfera? E che cosa ci racconta della Rete, nel rapporto quotidiano con le forze e le influenze del mercato e delle aziende?

Di questo e di altro – di esempi positivi, del passaparola spontaneo che nasce da buoni prodotti/servizi, della Rete dopo l’assalto di Facebook e dei social network generalisti – parliamo con Mafe De Baggis, consulente per il web e storica blogger su Maestrini per caso: «Io ho moltissimi dubbi sull’efficacia del buzz marketing, cioè della possibilità di far parlare di prodotti o servizi sui blog o sui social network senza che la persona che ne parla ne abbia avuto voglia spontaneamente, senza che gli sia venuto voglia di raccontare una esperienza positiva. Non riesco bene a capire come funzioni: se qualcuno parla di qualcosa a pagamento fa un po’ l’effetto Truman Show, dove la moglie di Truman, nel mezzo di una discussione tra amici, si girava verso la telecamera per reclamizzare un prodotto».

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5 commenti

  1. Jose

    Stiamo portando avanti le stesse tesi di Mafe sul nostro blog. Se il prodotto che si vuole promuovere è buono di per sè non c’è bisogno di buzz marketing. Bisogna però modificare le logiche di impresa dall’interno e questo è molto complicato. Poi deve cambiare la tipologia di advertising online ma è una strada lunghissima da percorrere.

  2. Il buzz marketing e i social media at Il blog di Yooplus

    [...] Cosa succede quando un’azienda vuol far parlare di sè e non riesce a ottenere l’attenzione della rete? C’è chi inventa interessanti gruppi di lettura su Facebook e chi compra contatti come se fossero banner: ecco l’opinione di Mafe de Baggis in due interviste: Facebook e il marketing -Radio Città del Capo- Formica Blu Buzz cosa? Apogeonline [...]

  3. [...] un intervento di Mafe De Maggis da una sua intervista: «Io ho moltissimi dubbi sull’efficacia del buzz marketing, cioè della [...]

  4. Francesco F

    Condivido le perplessita’ sull’acquistare il “buzz” sulla rete. In realta’, la spontaneita’ e la sincerita’ del passaparola sono i fattori chiave, e si contraddicono nel momento in cui si cerca di “comprar” lo stesso.
    Quello che le aziende possono fare e’ invece cercare testimonial. E riuscire a dimostrare quanto piu’ possibile che i commenti positivi sono onesti, e dietro ci sono delle persone vere.

  5. Teoria e pratica del passaparola | Apogeonline

    [...] è totalmente differente (il classico effetto “moglie di Truman”, citato spesso da Mafe De Baggis, quando nello show si girava improvvisamente verso le telecamere per reclamizzare un prodotto), [...]

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