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Mille modi per svegliarsi la mattina

di Roberto Venturini

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08

Nov

2007

La tecnologia utile è quella che fa cose utili per la gente. Come realizzare sveglie adatte per ogni esigenza: dal sergente dei Marines alla sveglia che fa le uova

Se il buongiorno si vede dal mattino, si comprende subito l’importanza della sveglia. Da come ci svegliamo, da come ci alziamo può dipendere il corso della nostra giornata – la criticità del device che scegliamo per farci passare dal mondo dei sogni a quello reale (o a quello degli incubi, dipende) non può dunque essere sottovalutata. Per i più razionali ed asettici fra di noi, nessun bisogno di ricorrere a oggetti specifici: ormai tra cellulari, Pda, orologi da polso o Pc, di sveglie incorporate ne abbiamo a disposizione almeno sei in casa.

Eppure il mercato delle sveglie non è morto – in parte per la superiore usability di apparati ottimizzati per compiere al meglio un compito semplice, ma normalmente mission critical. Per dirla più semplicemente: qualsiasi imbecille può puntare una sveglia. Regolare invece quella del cellulare può richiedere un paio di lauree o una non comune capacità di immedesimarsi nelle logiche malate degli ingegneri che hanno progettato il software del telefonino. Complicato, specialmente se appartenete alla cosiddetta “Flashing Zero Generation” .

Esiste però qualcos’altro, nel poco esplorato mondo dei rapporti tra uomo e sveglia. La ricerca di un risveglio migliore e differente.Di qui l’emergere di un folto gruppo di prodotti e di tecnologie in grado di trasformare il momento del risveglio in un episodio da ricordare, ogni giorno. Per coloro che pensano che si debba uccidere il messaggero che porta cattive notizie, esiste una vasta gamma di sveglie a prova d’urto, anzi, che si devono scagliare contro il muro per farle tacere. In alternativa quello che oggi è solo un concept ma che potrebbe presto diventare un prodotto di serie: la sveglia cui si deve sparare per disattivarla (qui trovate le istruzioni per costruirvela). Meritevole anche di menzione l’alieno da strangolare.

Se invece siete più dal lato masochista, la scelta è quasi sconfinata, tranquilli, potrete iniziare il giorno venendo sottoposti a violenze, abusi e sopraffazioni. La übersveglia in questo caso è la quella del sergente, simpatica bambolina dello stereotipico istruttore militare Stati Uniti (ricordate Ufficiale e Gentiluomo?) – sergente in grado di instillare il giusto senso di inadeguatezza fin dal mattino presto urlandovene di tutte. Non male, ma semplicistico, anche il Crazy Blender, frullatore garantito per spaccare le orecchie.

Più sofisticate invece altre varianti sul tema “facciamoci del male”: partendo dalla sveglia che fa le uova. Esatto – diabolico meccanismo che all’ora giusta inizia a fare un baccano d’infermo e a deporre 5 piccole uova. E per farla smettere non c’è altra soluzione che riposizionare le cinque uova al loro posto, in cima alla sveglia. Più sfrontata ancora la sveglia che dà la scossa quando la toccate per spegnerla – completo risveglio garantito in pochi secondi. E che dire della sveglia che suona e si nasconde, correndo sulle sue piccole ruote, in posti improbabili della camera da letto? O, idea simile ma più immaginifica, della sveglia che svolazza per la stanza, rendendo ancora più difficile la cattura? Ancora più ardita la sveglia che si spegne solo componendo un (semplice) puzzle.

Se invece volete andare sul tradizionale, ecco la sveglia di disegno ultra classico ma con un diametro di quasi mezzo metro e oltre due kg di peso – facile immaginare il suo tono di voce. Interessante la sveglia che richiede una monetina per smettere di suonare (e trovarla al mattino presto, la monetina, può essere un dramma), permettendovi così di accumulare abbastanza denaro per comprarvi un’altra sveglia più user friendly. A proposito di soldi, bellissimo il pesce d’Aprile di Think Geek, la sveglia che si occupa di effettuare bonifici crescenti online (trasferendo il vostro denaro ad una organizzazione benefica o , meglio, a qualcuno che odiate) man mano che ritardate lo spegnimento.

Da segnalare qui una sottocategoria interessante ma poco esplorata: le sveglie usate da terzi e non autosomministrate – ovvero gli apparati per svegliare bambini o fidanzate impervi e renitenti. Capostipite della categoria (con l’esclusione della storica secchiata d’acqua fredda) la bomba a mano sonora, la sonic grenade da lanciare in camera (per spegnerla il pargolo dovrà trovare lo spillo della sicura (se non l’avete tenuto voi) e reinserirlo nella granata.

Grazie al cielo, l’umanità è però composta anche da persone più mainstream, ottimo target per le sveglie edonistiche, pensate per risvegliare in modo gratificante. Oddio, bisogna ammettere che il concetto di gratificante può essere estremamente variabile, come dimostrato dall’apparato autocostruito a forma di maialino che cinque minuti prima dell’ora inizia a friggere sottili fette di pancetta per ridestarvi con un appetitoso (?) profumino. Resta purtroppo a voi il compito di cuocere le uova, perché una sveglia che prepari quelle l’ho vista solo nelle deliranti macchine di Rube Goldberg.

In compenso però, ho individuato una sveglia che al mattino emette odore di caffé. E siamo gia a due terzi dell’opera. Certo, anche la classica radiosveglia operava in direzione edonistica, ma anche questa è stata aggiornata e trasformata in un ricevitore in grado di ricevere le frequenze della polizia, dei pompieri, degli aerei… e comprendo che svegliarsi udendo la notizia di un nuovo arresto di delinquenti in diretta dalla volante due sulla Nomentana possa essere un modo rassicurante di iniziare il giorno.

Più naturale ed ecologico l’apparato che rispetta i nostri ritmi biologici circadiani e ci richiama alla vita simulando un lento sorgere del sole (ma c’è anche la sveglia con l’aromaterapia). Se il New Age non è gradito, a 180 gradi si posiziona la sveglia disco, con luci psichedeliche e musica funky anni ’70. Per coloro infine per cui anche disattivare una sveglia è un compito troppo complesso la mattina presto, ecco una geniale soluzione: la sveglia incorporata nello scendiletto. Poggiandoci sopra i piedi si spegne (sconsigliata per possessori di animali domestici, chiaramente).

Se nessuna sveglia è in grado di ridestarvi, non perdete la speranza; forse un giorno arriverà anche in Italia l’equivalente del servizio giapponese in cui un addetto ai lavori tenterà di svegliarvi a casa vostra, succhiandovi la faccia con un aspirapolvere, infilando wasabi nel vostro naso o peggio.

E la mia sveglia? Va bene, svelerò il segreto. Una Edifier MO Retro, che ospita e ricarica il mio iPod. Forse un po’ banale, ma lo è meno la musica che ho scelto, garantita per un avvio dolce di giornata, un po’ più in pace con il mondo là fuori… (Questa è la teoria. La realtà? Sono svegliato ogni giorno da cinque gatti che reclamano il cibo – gatti sempre puntati quindici minuti prima della sveglia.)

2 commenti

  1. Bè... Per me ci vorrebbero tutte quante le sveglie citate per svegliarmi davvero la mattina!!!
    Cmq complimenti, bell'articolo!

  2. complimenti, un articolo simpatico ma che secondo me mette in evidenza come la tecnologia possa diventare qualcosa di inutile. Bravo