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Tutti i segreti di Riccardo Meggiato

di Francesca Cappennani

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12

Giu

2007

Incontro con l'autore. Inaugura il salottino editoriale della redazione Apogeo un giornalista ecclettico e un divulgatore raro, allergico agli sbadigli e convinto che al lettore si debba dare del tu

Riccardo Meggiato, giornalista, tecnofilo e tecnologo, con un passato da programmatore di videogiochi, è una firma ormai consolidata e stimata di numerosi manuali di Apogeo. L’abbiamo incontrato e intervistato per svelare ai lettori come nascono i suoi libri e sapere qualcosa in più di questo autore versatile e competente, che nelle sue pubblicazioni non trascura un obiettivo importante: far sorridere i lettori, anche di manuali di informatica.


Riccardo, quando ci siamo conosciuti all’inizio del 2005, tu, eclettico come sei, avevi un passato già molto denso di esperienze in ambiti diversificati, dalla programmazione di videogame alla traduzione, dal giornalismo freelance alla divulgazione tecnologica. Ancora però non ti eri cimentato come autore di libri. Poi, è uscito il “nostro” primo manuale Tutti i segreti del DVD, che, ricordo, mi presentasti in manoscritto già completo e concluso – quasi un sogno, direi, per un redattore. Pensai che, se quello era il tuo primo libro, beh, non sarebbe stato difficile fartene scrivere altri. Ripensando a quell’esperienza, da che cosa scaturì l’esigenza di avventurarti nella stesura di un libro?

Ricordo il giorno del nostro incontro: io, te, Marco, una grande sala riunioni. Nessuna delle mie esperienze mi aveva mai messo di fronte a una situazione al tempo stesso così formale, ma anche così entusiasmante come quella di scrivere un libro. Fatto sta che Tutti i segreti del DVD è nato un po’ per caso. Mi era stato chiesto da un amico di scrivere una breve guida sulla masterizzazione, ma poi vidi che mano a mano che il tempo passava, il malloppo cresceva e cresceva. Da qui, l’idea di un libro. Però, detto tra noi, non ci speravo proprio nella pubblicazione. Il fatto di alternare la sua stesura alla realizzazione dei miei abituali articoli, mi imponeva psicologicamente una sorta di omogeneità di stile, che è poi il mio: l’uso del “tu”, che fa rivoltare i puristi della manualistica di un certo livello; l’utilizzo di frasi ironiche, ma anche la voglia di approfondire temi spesso trattati in modo superficiale. Molti colleghi di lungo corso sostengono che sono stato il primo in Italia a utilizzare il “tu” nell’editoria informatica e che, proprio per questo, dovevo già ringraziare il Cielo di scrivere articoli nelle riviste tecniche. Dunque, guai a parlare loro di un libro con quello stile. Eppure…


Rilevando la disparità dei temi affrontati nei tuoi libri, alcuni potrebbero rimproverarti di essere una sorta di tuttologo tecnologico, sostenuti in questo da un ragionevole scetticismo sulla reale preparazione di chi parla “di tutto un po’”. Che cosa risponderesti a questi eventuali detrattori? Come hai costruito e come costruisci le tue competenze in questo mondo in così rapida evoluzione come quello della tecnologia? E, in buona sostanza, come progetti e ti attrezzi quando ti appresti alla scrittura di un nuovo libro?

Ma allora devo svelare i miei segreti! Non è che ci scriviamo su un bel Tutti i segreti di Ricky? Così quelli che sostengono che sono un tuttologo avranno nuova carne da abbrustolire al fuoco. Scherzi a parte, io credo che il lavoro di divulgatore, che è poi quello che faccio io, non imponga di essere esperti di qualcosa, ma di diventarlo e quindi di spiegare agli altri quel dato argomento. La differenza è sottile, ma importante: esperti bisogna diventare, non esserlo a priori. Altrimenti già poni una barriera tra te e il lettore. Quando decido di scrivere un libro, come un articolo, passo moltissimo tempo a documentarmi, a effettuare prove, a sperimentare. Diciamo che nel mio lavoro circa il 70-80% del tempo lo passo a documentarmi, a testare la tecnologia di prima mano, a metterla in pratica, mentre il resto a scrivere. Parto sempre consultando la Rete, quindi passo ad acquistare tutti i libri su quel dato argomento. E quando dico tutti, intendo proprio tutti (o, almeno, tutti quelli pubblicati nelle lingue che conosco). Quando sento di essere preparato, sperimento in prima persona tutte le possibilità di quella tecnologia o del tema che voglio spiegare. Se le idee sgorgano a fiotti, se trovo che c’è molto materiale originale da divulgare, allora è il momento di passare alla scrittura, altrimenti torno a sperimentare.


Una delle caratteristiche che ritenni particolarmente accattivante in quel tuo primo scritto, e che poi si è vista confermata anche nelle tue pubblicazioni successive, è, come già accennavi, lo stile frizzante, giocoso, ben bilanciato tra la necessità di non far cadere il lettore nella noia della manualistica canonica e l’esigenza di fornire contenuti seri, ampi e calibrati sul livello potenziale dei lettori a cui ti rivolgi. Un connubio che si è dimostrato efficace per i titoli entry level. Pensi che il tono informale che ti contraddistingue possa essere adottato senza remore anche nelle pubblicazioni rivolte al professionista?

Reputo fermamente di sì, anche se per Windows Vista Guida Completa siamo arrivati a un compromesso tra la mia esuberanza divulgativa e la vostra necessità di proporsi comunque in modo contenuto anche a un pubblico di lettori professionali. Non dubito su questa scelta, perché Apogeo ha una tradizione manualistica rispettata e rispettabilissima; ma da quanto ho visto, uno stile brioso e ironico viene apprezzato moltissimo anche dai professionisti. Le prove, tangibili, sono arrivate coi commenti dei lettori a L’investigatore informatico: sia professionisti di investigazioni informatiche che lettori neofiti mi hanno letteralmente sommerso di email di apprezzamento per essere riuscito nell’impresa di spiegare concetti molto ostici in modo comprensibile anche a chi sa fare solo “clic”. Sicuramente, il mio futuro editoriale continuerà a essere contraddistinto da questo stile. E chi storce il naso, forse, lo fa perché pensa che leggere d’informatica implichi un susseguirsi ininterrotto di sbadigli. Sveglia!


I tuoi libri sono stati , su taluni argomenti almeno, dei precursori nel mercato editoriale italiano. Mi riferisco per esempio a Skype Che funziona, primo manuale pubblicato in Italia su questa tecnologia che permette di effettuare telefonate gratuite o quasi tramite Internet. Mi riferisco anche all’Investigatore informatico, appunto, con il quale per primo hai cercato di rendere commestibile anche per i lettori con una conoscenza elementare dell’informatica alcune delle tecniche e degli strumenti adottati da una disciplina complessa come la computer forensics. Da che cosa è nata l’idea di questo libro, quali sono le sue finalità e i suoi punti di forza?

La genesi de L’investigatore informatico l’ho spiegata nell’introduzione del libro e non è assolutamente inventata, per fare effetto. Stavo gustandomi una puntata di C.S.I., il noto telefilm dedicato alle investigazioni sulle scene del crimine, quando mi è venuto in mente che anche quando si trova un computer sul luogo di un delitto, per esempio, si eseguono delle analisi. Era un argomento sicuramente ostico, ma con le dovute semplificazioni se ne poteva ricavare qualcosa di estremamente appassionante. In fondo anche C.S.I. semplifica moltissimo le procedure investigative, quindi perché non farlo parlando di investigazioni informatiche? Da qui, l’idea.


La tua ultima fatica, che coincide con il tuo primo libro di fascia alta sia per target sia per dimensioni dell’opera, è dedicata al mondo Microsoft e in particolare al nuovo e tanto atteso sistema operativo Windows Vista. Non a caso, dal momento che eri tra i beta tester del sistema operativo e chi quindi hai avuto la possibilità di conoscere Vista fin nei meandri più segreti. Ci dai tre buone ragioni per cui varrebbe la pena a tuo parere convertirsi a Vista?

Sarò breve, letale e convincente! Uno: è stabilissimo. Due: è molto sicuro. Tre: è completissimo.


Bene, e ora tre altrettanto buone ragioni per scegliere il tuo Windows Vista Guida completa, anziché uno dei tanti altri manuali disponibili a scaffale sul tema.

Sarò di nuovo breve, letale e convincente! Uno: è stabilissimo; ci potete anche appoggiare sopra la gamba di un tavolo e non si smuoverà, grosso com’è. Due: è molto sicuro; tiratelo in testa a qualcuno che vi sta antipatico e il risultato è garantito. Tre: è completissimo; oltre alle pagine c’è anche la copertina e perfino una mia piccola foto. Il poster proprio non ci stava…


Tu scherzi, ma Windows Vista Guida Completa è un libro accessibile a tutti e dedicato a tutti. Anzi, azzardo: è il più accessibile che possiate trovare in libreria. Chi non sa nulla d’informatica sarà accompagnato passo dopo passo alla scoperta della più recente versione di Windows, mentre chi è esperto troverà una moltitudine di procedure e trucchi spesso nemmeno documentati altrove.


Oggi, con una decina di manuali pubblicati e altri in arrivo, puoi dirti un autore a tutti gli effetti. Quale sarà la tua prossima mossa?

Sto respirando l’aria pulita del mio giardino, ma le particelle di carta (quella dei libri) iniziano a inebriarmi di nuovo, segno che è tempo di tornare alla tastiera. C’è in ballo di sicuro un argomento totalmente nuovo rispetto ai precedenti e… un seguito. In più, ci sono almeno altri due argomenti che pochi hanno trattato in modo esaustivo nell’editoria tecnologica e ai quali mi piacerebbe dare il giusto spazio. Nel frattempo do appuntamento ai lettori nel mio blog.


Un grazie a te, per i tuoi manuali e per questa intervista, ad Annalisa, tua moglie, per la pazienza, e a Fonzie, il tuo “cucciolo”, che rinuncia alla sue passeggiate forse un po’ anche per un inconsapevole amore verso i tuoi libri.

Sicuramente: e poi spesso compare in qualche foto dei miei libri, quindi è ben lieto della notorietà. Approfitto per ringraziaranche io, nuovamente e mai abbastanza, Annalisa; ma anche te, Francesca, e tutta Apogeo, che avete sopportato stoicamente i miei ritardi. Stoicamente: visto che le parole difficili le so scrivere pure io?