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Lo zebù, la nuova frontiera della finanza etica

di Roberto Venturini

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23

Gen

2007

Dopo esserci scottati le dita scommettendo sulle dot-com, è giunta l’ora di investire in Madagascar su un progetto eco-zoolidale

Lo zebù, per quanto simpatico, non appare come un animale molto intelligente. È però un gran lavoratore ed è alla base di parte dell’economia di un paese ancora molto rurale come il Madagascar, noto principalmente per i suoi lemuri e la sua meravigliosa natura. Seguendo le linee filosofiche del microcredito e dell’aiuto allo sviluppo attraverso investimenti e non donazioni, lo Zebu Overseas Board, organizzazione no-profit dell’isola malgascia, da qualche anno propone un investimento ben remunerato e ad alto impatto sociale nella remota isola tropicale; progetto centrato su Internet per la sua diffusione e gestione.

In alternativa al nostro solito Pac/fondo di investimento, con soli 300 euro, possiamo sottoscrivere invece un Pez (Plan Épargne Zébu). Si tratta in sostanza di comprare e battezzare uno di questi bucolici animali e affidarlo in leasing ad una famiglia locale, che lo utilizzerà quotidianamente per una gamma di attività a valore aggiunto. Principalmente, è ovvio, per lavorare i campi; per produrre latte e piccoli zebini (se femmina), trainare un carretto (permettendo quindi un accesso al mercato della logistica integrata di beni e persone) e produrre autonomamente composti fertilizzanti naturali, contribuendo a forme di produzione agricola biologica. Alla fine del suo ciclo di vita, resterà ancora integrato nella catena del valore dell’economia malgascia venendo trasformato in cuoio e prodotti derivati, bottoni, accessori in corno e bistecche.

In alternativa allo zebù potremo orientarci su forme diverse di investimento, basate su maiali o vacche da latte, sempre basati sullo stesso principio: offrire a micro imprenditori agricoli l’accesso a risorse produttive altrimenti irraggiungibili data la mancanza di accesso ad altre forme di finanziamento. Il piano di ammortamento prevede due anni di quote mensili di rimborso da parte della famiglia affidataria che al termine del periodo diviene la proprietaria dell’animale (che avrà a quel punto ancora una aspettativa di vita produttiva di altri 5-6 anni). In questo frattempo noi proprietari ci godremo non solo i frutti del nostro investimento e la soddisfazione di partecipare allo sviluppo economico di una società rurale, ma potremo seguire a distanza la vita del nostro beniamino a quattro zampe.

Nel sito dello Zob è infatti disponibile un’area privata dedicata ai proprietari – area in cui non solo potremo vedere la foto dell’animale su cui abbiamo investito ma anche avere notizie della famiglia affidataria che, grazie al nostro anticipo di capitale, potrà avere accesso a una risorsa produttiva che si ripaga da sola producendo reddito. Saremo informati dell’uso fatto dell’animale e restare al corrente di qualsiasi sviluppo attraverso una apposita Zebu Newsletter.

I proprietari sono altresì invitati a recarsi in Madagascar, scoprendo non solo la meraviglia natura del luogo e contribuendo al reddito turistico dell’isola, ma anche a visitare l’animale di proprietà e la sua famiglia, stringendo un più stretto vincolo emotivo con entrambi (anche se non è possibile garantire che l’animale vi riconosca o abbia effettivamente letto le affettuose lettere che gli avrete periodicamente inviato).

Il Pez (piano di risparmio solidale) ha un rendimento per nulla disprezzabile, pari al 7% ed è accompagnato da garanzie per l’investitore in caso di morte o furto dell’animale. A tutela del proprietario, il certificato di proprietà inviato all’atto del perfezionamento del contratto comprende anche un pelo originale della bestia di proprietà – permettendo quindi analisi genetiche volte alla certificazione dell’identità dell’animale (utile ad esempio in casi di paternità controverse, eredità milionarie, perdita di memoria, indagini criminologiche… anche se non sono riuscito a verificare la capacità del Csi di Antananarivo di gestire questi strumenti di fingerprinting).

Passati i due anni del piano, l’investitore potrà ritirare capitale ed interessi, in valuta locale, semplicemente recandosi di persona presso la sede dello Zob (situata a Antsirabe, 170 km a Sud di Antananarivo, costi di viaggio a vostro carico). In caso contrario, la somma sarà reinvestita in altri progetti. Il progetto ha incontrato un’ottima accoglienza da parte degli agricoltori malgasci e gode del supporto personale di membri del governo locale, anche se si tratta di una iniziativa del tutto privata e Ong-like.

Tutti dunque a comprare allegramente zebù, per il bene dell’economia malgascia e per iniettare vitalità e rendimento al nostro portafoglio di investimenti. Ma se lo fate per denaro, fate bene i conti: dato che per passare all’incasso dovete andare in loco, solo per andare in pari con il costo del passaggio aereo dovete comprarne almeno 180, di quei simpatici animali.

Un commento

  1. mi sembra un'ottima idea