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A Le Web nasce l'organizzazione dei blogger

di Paolo Valdemarin

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15

Dic

2006

Si è conclusa a Parigi la terza edizione del maggiore incontro continentale in fatto di blog e Web 2.0, movimentato dalla presenza di politici e di un premio Nobel per la pace

Giunta alla terza edizione, Le Web è stata decisamente una conferenza interessante sotto molti punti di vista. Più di mille partecipanti da 36 paesi si sono ritrovati a Parigi per un incontro che fin dal nome (le prime due edizioni si sono chiamate Le Blog) si proponeva di offrire un orizzonte più ampio sulla Rete. Questa ampiezza è stata forse il punto debole dell’evento: nell’organizzare l’evento Loïc Le Meur ha tentato di miscelare i più diversi temi: dalla tecnologia alla società, dalla politica all’innovazione, dall’economia alle start-up. Pur trattandosi di ottimi ingredienti, è probabilmente mancata un’adeguata preparazione e alla fine a qualcuno è rimasto un po’ d’amaro in bocca.

Dal punto di vista della logistica, l’evento è stato quasi impeccabile: dalla location al catering, dai gadget alle infrastrutture tecnologiche, tutto ha funzionato alla perfezione con l’unica significativa eccezione della rete Wi-Fi: lasciare mille blogger a boccheggiare a secco di connettività non è certo una buona idea per la reputazione una conferenza di questo tipo. Per quanto riguarda i contenuti, il programma rifletteva abbastanza direttamente le esperienze e le passioni dell’organizzatore, così accanto a esperti e rappresentanti di player grandi e piccoli nel settore del cosiddetto Web 2.0 (coloro che in pratica formano un piccolo circo che si ritrova di conferenza in conferenza in giro per tutto il mondo), a questa conferenza sono apparsi personaggi che è più facile incontrare a eventi come il World Economic Forum di Davos che a un incontro di blogger, come Hans Rosling, professore svedese esperto in “salute internazionale”, al premio Nobel Shimon Peres, a due dei candidati alle prossime elezioni presidenziali francesi.

Mentre i primi due sono riusciti a ispirare e in qualche caso entusiasmare la grande maggioranza dei partecipanti, molti hanno considerato la presenza dei politici un’invasione di campo (sebbene fossero stati invitati). Come ci si poteva aspettare da un gruppo di questo tipo le critiche non sono mancate e lo strascico di polemiche innescate da questi interventi è arrivato a causare il licenziamento del corrispondente dal Regno Unito del popolarissimo blog Techcrunch.

Personalmente credo che l’invito ai politici fosse stato immaginato più per far percepire ai politici stessi le potenzialità di un gruppo come quello raccolto a Le Web che non per far ascoltare a noi qualche sparata elettorale. Ma per una parte significativa del pubblico si è trattato solo di una boutade elettorale del tutto inadeguata, soprattutto considerando i prezzi e le spese pagate per partecipare all’incontro. Quel che è certo è che l’attuale ministro degli interni francese Nicolas Sarkozy, limitandosi a leggere un messaggio elettorale in francese, appena condito di tecnologia, e non rendendosi disponibile ad alcuna forma di interazione con il pubblico, è riuscito a rendersi indigesto alla quasi totalità dei partecipanti. Noi italiani non abbiamo potuto fare a meno di chiederci come sarebbe andata se sul palco ci fossero stati dei politici italiani, e soprattutto a notare come in Francia un evento di questo tipo riesca tutto sommato a suscitare l’interesse di politici di primo piano.

Uno degli aspetti più interessanti emersi sia nel corso di alcuni interventi, sia nella chiusura della manifestazione, è stata la ventilata nascita di un movimento. Ne hanno parlato in particolare Loïc Le Meur e Yossi Vardi, accennando ad una specie di organizzazione mondiale di blogger (a cui peraltro Shimon Peres si è scherzosamente offerto in qualità di consulente, visto che “presto non avrà più un lavoro”). Non è chiaro quali potrebbero essere gli scopi di questo movimento, ma è certo che l’energia registratasi in alcuni momenti della manifestazione potrebbe rendere un’iniziativa di questo tipo meritevole d’attenzione.

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I racconti degli italiani presenti a Le Web 3: