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Diffusione mondiale di spam: l’Italia è l’ottava potenza

di Davide Pellegrino

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23

Nov

2006

Sophos ha recentemente pubblicato un nuovo report sul fenomeno dello spamming

Lo spam, fenomeno quantomeno fastidioso se non dannoso, ha un’origine geografica. Nella classifica di Sophos viene elencata la «sporca dozzina»: i dodici paesi primi propagatori dell’immondizia elettronica.

Togliamoci il dente e andiamo a vedere da quali nazioni si propaga la grande massa dei messaggi pubblicitari non autorizzati: Stati Uniti, primo della lista con una percentuale del 21,6 %; segue la Cina con il 13,4 %; terza la Francia, primo dei paesi europei, con il 6,3 % a pari merito con la Corea del Sud. E questo compone il podio della classifica dei peggiori.

La medaglia di legno, il quarto posto (nella classifica quinto, visto il terzo posto in comune), tocca alla Spagna con il 5,8 %: a seguire Polonia (4,8 %), Brasile (4,7 %) e, buona ottava, l’Italia con il 4,3 %.

Apriamo una parentesi. Quando vuole il nostro paese sa recuperare, visto che in meno di un anno riesce a entrare in classifica e piazzarsi ottava, con una percentuale in salita.

Infatti, nella classifica Sophos del 31 gennaio 2006, l’Italia non compariva nell’elenco, per comparire in ottava posizione il 25 luglio 2006, con una percentuale del 3,0 %. Classifica mantenuta in quest’ultimo rapporto, “grazie” alla crescita percentuale.

Secondo gli esperti di Sophos (uno dei leader mondiali nella protezione di aziende contro spam, spyware e virus) la performance degli Stati Uniti è dovuta al propagarsi del worm Stratio attraverso tecniche di spam. Le sue versioni Stration, o Warezov, usano dei messaggi redatti in inglese per tentare di trasformare i pc che infetta in membri di una rete che distribuisce spam.

«La maggior parte dei messaggi non richiesti sono inviati da pc zombie – spiega il responsabile della Sophos per il sud Europa – Dopo aver fatto leva per molto tempo sulle vulnerabilità dei sistemi operativi per trasformare i computer in zombie, i pirati informatici ritornano a utilizzare programmi civetta per spingere gli utenti ad attivare i loro codici e aprire porte sui loro pc».

I pc zombie sono i computer infettati dai cosiddetti «cavalli di Troia», worm o virus che li trasformano in untori di spam. Sono questi che trasmettono le centinaia di nuove versioni del worm Stratio e che così fanno aumentare il livello di spam nella rete.

Secondo Sophos, poi, gli spammer si sono raffinati e, per far meglio passare i loro codici al vaglio dei sistemi di protezione (che usano filtri antispam), usano immagini anziché testo. Non solo: spesso sono immagini animate (una sequenza di immagini diverse), cosa che rende ancora più difficoltosa l’analisi antispam.

Spesso per far saltare i sistemi delle aziende gli spammer solleticano l’avidità, spedendo messaggi che promettono sistemi per far salire il costo delle loro azioni in cambio di una retribuzione. Attenti, poi, alle catene di santantonio elettroniche che parlano di non meglio identificati «progetti di ricerca». Questi sistemi sono usati per recuperare gli indirizzi di posta elettronica, così come – spiega il prezioso documento della Sophos – i messaggi che invitano a visitare siti che chiedono l’email in cambio della visione di interi film.

Un ultimo dato. La diffusione dello spam per continenti vede l’Asia al primo posto con il 34,1 % e un forte recupero dell’Europa, buona seconda con il 31,9 %.