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Il Canada legalizza il P2P musicale

di Annarita Gili

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07

Apr

2004

Chi condivide file musicali online può continuare a dormire sonni tranquilli, almeno in Canada. Una sentenza della Corte federale canadese ha stabilito che scaricare file da siti P2P tipo Kazaa è un'attività legale

Contrariamente ad altri casi simili, giudicati negli Stati Uniti, il giudice Konrad von Finckenstein ha concluso che l'Associazione dell'Industria Canadese della Registrazione (AICE), non è riuscita a dimostrare che le persone accusate avevano effettivamente violato la legge sul diritto d'autore, per il solo fatto di aver scaricato file musicali.

L'AICE aveva chiesto che il tribunale obbligasse gli Internet provider a rivelare l'identità di 29 utenti, che avrebbero scambiato un notevole numero di file, nascondendosi dietro il nickname di "Joe and Jane Does". Senza il loro vero nome, infatti, l'AICE non può avviare cause legali.

La sentenza pronunciata dal giudice Konrad von Finckenstein segue una decisione della Commissione per il diritto d'autore del Canada, secondo la quale scaricare file da Internet è legale. Il giudice ha stabilito che il semplice fatto di scaricare una canzone o rendere accessibili dei file, nello spazio condiviso di un sito Internet, non costituisce una violazione della legge canadese vigente.

"Non è stata presentata alcuna prova - motiva la sentenza - in grado di dimostrare che gli imputati distribuivano o autorizzavano la riproduzione di file sonori. Questi depositano semplicemente copie dei loro file in uno spazio condiviso, accessibile (via Internet) ad altri computer che utilizzano lo stesso sito di scambio".

Il giudice ha dichiarato che questa pratica è in un certo senso assimilabile alla presenza di una fotocopiatrice in una biblioteca: "Non si vedono reali differenze tra una biblioteca che metta una fotocopiatrice in un luogo pieno di opere protette dalla legge sul diritto d'autore, e un computer che mette una copia di un file personale su uno spazio condiviso, collegato a un sito dedito allo scambio di file".

L'AICE, da parte sua, ha informato che non rinuncerà a combattere la pirateria musicale: "Disponiamo di validi elementi per appellare la sentenza. Non si può lasciare che questa violazione generalizzata dei diritti d'autore continui, senza imporre pene o tentare di dissuadere i contravventori. ".