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Addio Napster, libero e gratuito!

di Davide Pellegrino

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31

Gen

2001

Fine di un sogno. Napster, la società che possiede il software di scambio di file MP3 con il medesimo nome, ha deciso di far pagare un abbonamento a partire da giugno o luglio di quest'anno.

La ferale notizia per i milioni di utenti è stata data da Thomas Middelhof, presidente del gruppo Bertelsmann (BMG) che recentemente è entrato in Napster.

Dunque, fine dei bei sogni, dicevamo, per tutti gli utenti del software di scambio più famoso del mondo. Un sogno naufragato, dopo le vicissitudini giudiziarie e il "salvataggio" da parte della "major" tedesca.

Middelhof, dando questa brutta notizia durante un dibattito al Forum economico mondiale di Davos, non ha svelato un aspetto importante: il prezzo dell'abbonamento.
"Abbiamo un'idea della forbice di prezzo - ha dichiarato - ma è troppo presto per renderla pubblica".

Il presidente di Bertelsmann si è però mostrato fiducioso sulla fedeltà degli attuali utenti e sulla loro "conversione" alla formula a pagamento, confortato da una ricerca di marketing e anche "perché il servizio Napster che offriamo è di grande qualità".

Un concetto che era alla base anche del primo personal computer della Apple, il Macintosh, ma che si è rivelato errato.
Come si ricorderà, gli utenti hanno preferito un computer più "difficile" come il PC (dove bisognava editare i comandi Dos) ma meno costoso.

Ma c'è già chi si appresta a ereditare il testimone del "libero e gratuito scambio", come Gnutella che aspetta a braccia aperte i naufraghi di questo breve "sogno".
Intanto, altri vecchi strumenti Internet, come IRC, iniziano a diventare una grossa fonte di discussioni, di scambi di indirizzi e di file MP3.