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Yahoo! sotto scalata?

12 Marzo 2001

Yahoo! sotto scalata?

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Il crollo della new economy americana è profondo, ma ancora non si è toccato il fondo. Finora, ad essere sbaragliate dalla recessione erano le piccole e medie start-up, ma il vento di crisi sta toccando i giganti del Net a iniziare da Yahoo!

Il bilancio di questo primo trimestre chiudere con un risicato pareggio, le azioni scendono (in settimana scorsa il titolo è stato bloccato per un’intera sessione) e il dividendo sarà di 5 centesimi di dollaro per azione.

A farne le spese, dopo i dipendenti licenziati, è stato l’amministratore delegato Tim Koogle, costretto a fare le valigie.

E così, Yahoo! si trova in questa situazione: senza testa e con il pericolo, sempre più imminente, di una “scalata”.

La voce corre con insistenza negli ambienti finanziari americani, anche se gli esperti storcono il naso ad un’ipotesi di acquisto dell’azienda da parte di un concorrente.
Già alcune grosse aziende del settore si sono dette non interessate, per il prezzo troppo alto di Yahoo!

La crisi, bene o male, ha colpito tutti e i soldi scarseggiano.

“Sul numero delle statistiche, Yahoo! è incontestabilmente il leader dei portali Internet, ma il problema principale di Yahoo! e di non saper come fare soldi con i suoi utenti”, scrive un analista finanziario.

Infatti, il fatturato della società dovrebbe essere inferiore del 20 % rispetto alle previsioni di inizio anno e l’avvenire si configura incerto e nebuloso, secondo gli stessi dirigenti di Yahoo!

Causa fondamentale del crollo, la caduta vertiginosa della pubblicità online.
La richiesta di banner pubblicitari (la forma principale di pubblicità sulla Rete) non interessa più e le aziende come Yahoo! devono trovare, e in fretta, delle alternative.

Per questo, il portale si è rivolto alle società tradizionali che, se hanno più soldi a disposizione, sono però corteggiate da tutti i media (giornali, radio, televisione).

Per ora, ad affrontare la bufera rimarrà Koogle sul ponte di comando, aspettando che ritorni un po’ di sereno e un sostituto.

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