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Work On The Road: ecco come fare per lavorare quando si viaggia

20 Ottobre 1998

Work On The Road: ecco come fare per lavorare quando si viaggia

di

Roberto ha attraversato gli USA in auto (25 giorni on the road), lavorando durante il viaggio. (resoconto su ). Da qui ha tratto delle preziose esperienze e analisi che desidera dividere con chi vorrebbe: Lavorare per la strada.

Parte prima: Hardware

Intanto vediamo di definire le necessità: il lavoro che ho dovuto seguire è stato fondamentalmente di creazione di depliant, con ritocco di fotografie, impaginazione di testo e immagini e preparazione di homepages.
Il problema maggiore, ovviamente, é stato quello delle immagini, che a volte avevano la ragguardevole grandezza di 20-30 Mb. Ed erano tante.

Principali problemi da risolvere:

  1. Che computer
  2. Spazio sull’hard disk 1
  3. Potenza del processore
  4. Comunicazione con clienti, ecc.
  5. Processamento delle immagini
  6. Spazio sull’hard disk 2
  7. Problemi organizzativi

Che computer

Ovviamente il mezzo di lavoro scelto é stato un notebook. Qui ho avuto a disposizione due strade: 1) un notebook super potente, con uno schermo favoloso, un processore Pentium II (o un Mac equivalente) e un HD capace (più di $4000) oppure 2) un normalissimo notebook di medio prezzo (più di $1700).
Io ho optato, per ovvi motivi finanziari, per la seconda scelta. Non c’è bisogno di avere un supercomputer per lavorare bene, basta sapersi aggiustare. Però alcune cose sono necessarie, nel notebook da usarsi, per poter “rendere”dignitosamente:

  • Uno schermo a colori discreto (TFT oppure no, basta che sia decoroso)
  • Modem (almeno 28.8)
  • CD Rom
  • Una discreta dose di RAM (almeno 32 Mb)
  • Hard Disk a piacere

Spazio sull’hard disk 1

Ovvia limitazione, data la scelta imposta dal budget è stato l’HD. Nella fascia di prezzo scelta non ho trovato niente che mi risolvesse tutto. Ma in ogni caso difficilmente avrebbe fatto al caso, essendo che dovevo lavorare con almeno una quarantina di immagini, da un minimo di 5-6 MB, ad un massimo di 50 Mb l’una. Fate i conti voi.
Soluzione: ho attaccato un “backpack”, uno scatolino dove ho sistemato uno dei miei HD (6.4 Giga) di quelli da computer “grande”, alla porta parallela del notebook. Di botto mi sono trovato con 8 Giga di HD a disposizione. Vedete voi quanto viene a costare avere un notebook così. Costo dell’operazione: $90.
Problemi: 1) le velocità di accesso erano piuttosto basse, 2) 6.4 Giga scalda parecchio, quindi non potevo lasciarlo collegato tutto il tempo, 3) il backpack che mi era stato proposto per un uso fino ad un massimo di 6.5 Giga, poi in realtà era per un max di 4.3 Giga, il resto era a mio rischio e pericolo. Soluzione: ho lavorato tutto il materiale usando l’HD del notebook come “cache”, e poi spostando il tutto sull’HD “satellite”man mano che veniva finito. Ha funzionato alla grande, non ho perso un byte.

Processore

Ovviamente quanto più veloce, tanto meglio. Nella mia fascia di prezzo ho dovuto accontentarmi di un Pentium 133 MMX. A volte su elaborazioni particolarmente complesse o applicare filtri o immagini troppo grosse, ci metteva un attimino di più. E io ne approfittavo per andare in bagno, addentare un panino, girare i canali della televisione. No problem.
Qui una considerazione. Per tutti quelli che come me hanno un computer “grande”di paternità multipla, essendo una rappresentanza di varie marche e modelli (il mio è composto da almeno 10 nomi differenti, forse 15…) lavorare con un notebook, che viene tutto dallo stesso produttore, rappresenta un paio di vantaggi:

  • Win95 si impalla di meno. Parrebbe impossibile, ma è così. Evidentemente tutti i componenti sono perfettamente compatibili, e quindi il nostro fa meno bizze. Ovvio, sto parlando delle releases 400.950B o 400.950C. Neanche da prendere in considerazione le prime 2 releases. E poi, leggende urbane parlano che Win98 non va bene sui notebook. Io non so.
  • Le varie periferiche hanno una performance migliore. Il CD Rom 20X del mio notebook funziona notevolmente meglio del 24X che ho sul grande. Tempi di accessi minori, ecc. Anche il povero Pentium 133 sembrava un leone, in confronto, ed il Photoshop non si è inghiottito memoria e memoria fino ad inchiodarsi.

Costo del Notebook PC con 48Mb RAM: $1400.

Comunicazione con clienti, ecc.

La comunicazione é stata elegantemente risolta grazie al modem interno. Nel caso in questione un 56K, ma vigliacco se sono riuscito a collegarmi una volta a più di 31K. Molto utile mi è stato l’avvalermi dello spazio che ho affittato su un server (che non ho la minima idea in che stato degli USA si trovi…) ma su cui ho accesso e ho dato accesso ai miei clienti. Io spedivo le bozze del lavoro, loro mi spedivano eventuali foto extra che non avevo al seguito, e che avrebbero dovuto essere messe nei depliant, commenti, testi, correzioni Spazio sul server che ho disponibile: 40Mb, ma anche 20 sarebbero più che sufficienti. Costo annuo: $250.
Il collegamento Internet veniva effettuato nelle camere dei motel in cui siamo passati, ed essenziale è stato il verificare che il cavo del telefono si potesse staccare dal muro o dall’apparecchio telefonico, per poterlo attaccare al mio modem. Munirsi di cavetto proprio e di raccordo per unire 2 cavi. In Italia munirsi anche del patetico adattatore con gli attacchi jack che sembrano tre attacchi cuffia.

Processamento delle immagini

Qui la situazione si fa più complicata. Ma non troppo. Ovviamente la resa del monitor del notebook, in confronto a quello che uso normalmente era solo una parte di quello di cui avrei avuto bisogno. E poi io non lavoro con il mouse, ma con una tavoletta grafica, di quelle con la penna senza il filo. La Wacom non ho avuto problemi a collegarla al notebook, nessun conflitto con il mouse (che continuava a funzionare in contemporanea) e ad ottenere lo stesso feeling di quando lavoro in casa. Differenza sostanziale però è stato il monitor LCD, che non offre una resa dei contrasti totalmente fedele, ed il numero dei colori disponibili (64K e non 16 milioni). La differenza si fa sentire.
Soluzione: una buona parte del livellamento colori è stato fatto prima della partenza, lasciando altri tipi di elaborazione da fare in viaggio, e poi fidarsi soprattutto della verifica dei colori basata sui valori CMYK di Photoshop. Per me è normale, lo faccio anche in casa, non mi fido dei colori dei monitor, io. Ovviamente in corso di lavorazione ho dovuto aggiungere parecchie immagini. Per questo ho viaggiato con una ventina di CD con materiale vario, e con un piccolo scanner da porta parallela di quelli da fare scorrere a mano. Risoluzione bassa, ma molto semplice da usare. Installazione rapida e nessun problema di compatibilità. Costo $60.
Per quanto riguarda le immagini per la pagina Internet che ogni giorno preparavo ed inserivo nel server, mi sono valso di una digital camera delle più semplici ed economiche. Con una sua card PCMCIA da 4 Mb, avevo 41 immagini di scorta, il tempo per immetterle nel computer non era mai superiore ai 2 minuti, poi a sera me le guardavo, sceglievo ed elaboravo. Costo: Digital Camera $175 – Card da 4 Mb + adattatore PCMCIA $70. 200 foto con due pilette al litio di costo totale di $12: ragionevolissimo.

Spazio sull’hard disk 2

Come è da immaginarsi, da tutto il lavoro fatto ne sono scaturiti una quantità di dati notevoli (3.5 Giga circa, per cui mi sono ritrovato intasato di dati). E qui un consiglio. Se già usate Win 98 o una release recente di Win 95, passate decisamente alla FAT32, e fatevi delle partizioni sostanziose sull’HD, quello grande. Io avevo 4 partizioni sul 6.4 Giga, ed erano già troppe, ogni tanto mi ritrovavo un’immagine di 30 Mb che dovevo mettere nella partizione sbagliata, solo perché quella giusta già debordava. La prossima volta non ne faccio più di due.

Problemi organizzativi

Qui c’è da dire non poco. Intanto la maggior parte del lavoro (a parte un paio di fermate di 2 giorni nello stesso motel fatte di proposito per poter lavorare con più calma) si è svolta di sera o di notte, dopo un giorno di viaggio, e perchennò, di svago, turismo, gira di qua vai di là. La stanchezza è da prendere in considerazione.
E poi, i problemi dovuti alle strutture dei motel in cui mi trovavo a lavorare, e da tenere particolarmente in considerazione sono:

  • Attacco alla linea telefonica facile. Sempre verificare, chiedendo di vedere la camera prima di affittarla.
  • Tavoli, sedie, ecc. A volte non si trovano strutture adatte al lavoro. Mi sono trovato a lavorare una notte intera appoggiato sul letto, perché il tavolino ballava troppo, oppure a richiedere specificamente un tavolo in più nella mia stanza.
  • Sicurezza: portarsi sempre appresso il computer, o l’HD con i dati. Perché se ve lo fregano, non se ne va solo il valore della macchina, ma tutto il lavoro fatto fino a quel momento, ed il guadagno non effettuato (oltre alla figuraccia col cliente).
  • Collegamento all’energia elettrica: munitevi di una prolunga, di quelle con 4-5 ingressi, per poter sempre avere tutto collegato alla rete elettrica. Nei motel spesso le prese sono in luoghi angusti.
  • Avere sempre a portata di mano i CD con i programmi su cui dovete lavorare. Non è capitato, ma avere la possibilità di reinstallare il programma (ed il S.O., se è il caso) può essere di primaria importanza.
  • Come organizzarsi il materiale che si ha al seguito. Io ho avuto a che fare contemporaneamente con 12 progetti, da quelli semplici a quelli piuttosto complessi. Ho risolto il problema con una cartella a fisarmonica, dove ogni tasca era un progetto diverso. Oltre ad alcune cartelline di reference varia. E soprattutto CD, CD, CD. Con 650 Mb di materiale per CD, in un paio di etti di plastica, ci si porta a spasso un bel po’ di informazioni.

Per ora è tutto. La prossima puntata vedremo i problemi del software. Buon viaggio.

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