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Wireless: i flop del 2001 e le promesse per il 2002

21 Dicembre 2001

Wireless: i flop del 2001 e le promesse per il 2002

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Tanti prodotti sfortunati nell'anno che si conclude, ma anche molte aziende e tecnologie in pole position per conquistare il mercato mobile del 2002

Molte testate giornalistiche stanno stilando un bilancio su quali siano stati i dispositivi mobili vincenti e le proposte più promettenti per il prossimo anno. Anche il New York Times non esita a seguire la nuova moda di elencare i flop tecnologici e si concentra sul boom del wireless per tirare fuori dieci chicche del non-successo degli ultimi anni.

Cominciamo da Ricochet Network, accessibile tramite un modem wireless (dimensioni di un Palm) acquistato da 50 mila utenti (300 dollari) per accedere alla Rete (in 17 città americane) con un abbonamento mensile di 79 dollari. Ad agosto Metricom, l’azienda produttrice del network e dei device, è fallita chiudendo baracca e burattini. Un affarone per chi ha comprato il costoso pacchetto di connessione. Stessa fine per gli utenti di Modo, un device studiato per fornire informazioni su club e ristoranti della Grande Mela prodotto da Scout Electromedia e venduto al costo di 99 dollari. Già nei primi mesi del 2001 il servizio era disattivato e i device nuovi pezzi di modernariato.

Ma ci sono anche flop un po’ più eccellenti, come il telefono di Iridium, cellulare satellitare bello grosso, pesante e costoso, in cui ha creduto anche la Motorola, ma che pochi hanno comprato. Il Dipartimento della Difesa americano ne ha utilizzato qualcuno firmando una convenzione con l’azienda, ma non si è andato molto oltre.

Ma il New York Times parla anche di Watchphone, prodotto dalla Samsung della Corea del Sud. Più di mille dollari per un orologio telefono che negli USA non ha quasi venduto. Un po’ meglio il computer telefono PC-Ephone prodotto da Cyberbank.

Non è mancata su diversi giornali la classifica dei cellulari dell’anno. Al primo posto della classifica del New York Times svetta il Nokia 9210, seguito da Nokia 5510 (con lettore mp3, fm e altre funzioni avanzate). La Nokia conquista anche il terzo posto con il modello 8310. Il cellulare al quarto posto del 2001 è il Trium Eclipse con schermo a colori e gprs. In seguito il Siemens SL45, il Sendo D800, l’Ericsson T39 e l’Ericsson R380. Al nono posto il Sony J7 seguito da Orange Videophone, un videotelefono cellulare per super appassionati del genere che, però, incontrano il solito problema di non trovare interlocutori con cui videodialogare.

Mobile Business Daily, la fanzine digitale dedicata all’economia del wireless del gruppo CMP Media, ha invece effettuato anche quest’anno una ricerca sui dieci business più promettenti del settore per il prossimo anno. Si tratta forse di una classifica un po’ troppo americo-centrica, ma con spunti interessanti. Il rapporto di ricerca pubblicato in questi giorni premia non solo tecnologie ma anche Stati e aziende. Vengono individuate dieci eccellenze che possono dettare la direzione di un settore che ancora non è completamente maturo perché povero di infrastrutture e di applicazioni.

La ricerca è stata condotta attraverso analisi di mercato e interviste mirate che hanno coinvolto executives, analisti, consulenti. La Top Ten intitolata “10 Who Can” (e seguita poi da un’altra classifica “12 who might”) è così composta: America Online, Canada, Microsoft, Nextel Communications, Qpass, Research in Motion, Sprint PCS, Sun Microsystems, Symbol Technologies, Virgin Mobile.
Vediamo perché questi sono i dieci nomi che possono rendere il wireless veramente centrale nel sistema dei media elettronici.

America Online secondo gli autori può fare per il wireless quello che ha fatto per Internet e che gli ha permesso di totalizzare 30 milioni di iscritti. In questo anno AOL ha iniziato alcuni programmi significativi tramite alleanze strategiche con Sprint PCS e AT&T Wireless in un complesso di progetti che vanno sotto il nome di “AOL Anywhere initiative”. Il servizio di Instant Messaging wireless promosso da AOL ha già generato 500 milioni di messaggi al giorno (non molti meno dei 656milioni da desktop).

Al secondo posto della classifica non ci sono tecnologie o aziende innovative, ma il Canada, terra di sperimentazione del wireless. Secondo l’indagine il Canada sarà in grado di indicare la direzione, soprattutto agli americani, più di quanto non abbiano fatto Giappone e Scandinavia, anche loro first movers sia sul terreno di sperimentazioni per i pagamenti via wireless, sia per l’innovazione dei contenuti e delle applicazioni.

Il nome di Microsoft compare soprattutto per la ricerca nei settori del data access e della sicurezza wirelss. In particolare nel versante enterprise. Pocket PC e il Mobile Information Server (MIS) sono infatti due pezzi forti del programma Microsoft nel settore mobile.

Nextel Communications sta sviluppando le applicazioni mobili come business principale. Qpass, successivo in classifica, punta invece a diventare leader per il mobile commerce sviluppando applicazioni pensate per soddisfare le esigenze dell’operatore telefonico, del venditore e del consumatore. Oggi Qpass tiene un terzo del mercato USA, puntando soprattutto sui micropagamenti.

Research in Motion (l’unica confermata nella classifica di quest’anno) continua a essere leader nel settore “wireless data” soprattutto per il successo delle wireless email e il prossimo anno si concentrerà nello sviluppo di applicazioni Java basate sullo slogan “anywhere and anytime office”. Sprint PCS è invece in pole position per la telefonia di terza generazione e con un piano di marketing che vuole colpire tutti i potenziali utenti, dall’appassionato di wireless games alle grandi aziende.

Sun Microsystems, Symbol Technologies (wireless lan e applicazioni per le imprese) seguono nella classifica che è conclusa da una voce molto significativa: Virgin Mobile. La scelta è motivata dalla capacità di conquistare una fetta di mercato eccezionale con il particolare valore dei suoi wireless data: musical content. Partendo da questo, Virgin sarà in grado di spaziare su altri settori, come il m-commerce.

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