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Wi-Fi: la cura contro la crisi e il digital divide

17 Gennaio 2003

Wi-Fi: la cura contro la crisi e il digital divide

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Alcune città statunitensi hanno avviato progetti pilota per allestire hot-spot Wi-Fi gratuiti e a libero accesso. Obiettivo: utilizzare la banda larga wireless per rivitalizzare l'economia portandola anche nei quartieri svantaggiati

Il Wi-Fi, oltre a essere una delle tendenze di punta dell’Information Technology e un’alternativa a sistemi di comunicazioni molto più complessi e costosi come l’UMTS (almeno secondo quanto sostiene Nicholas Negroponte), può aiutare le città a risollevare le loro economie e a portare la banda larga anche nei quartieri meno ricchi e quindi meno appetibili per le società telefoniche.

È quello che stanno facendo alcune città americane. Si tratta di un progetto pilota che potrebbe essere un buon esempio per gli amministratori pubblici che in Europa sono alla ricerca di idee per la diffusione della banda larga anche tra le classi sociali meno abbienti.

Piuttosto che scavare buche per cablare l’intera città, il comune di Long Beach, in California, ha scelto di giocare proprio la carta del Wi-Fi, l’accesso a Internet senza fili e a banda larga. Il primo collegamento Wi-Fi gratuito a libero accesso verrà realizzato nel centro città. Se questo primo cantiere pilota darà risultati interessanti, l’operazione dovrebbe estendersi anche ad altre zone. Il Wi-Fi è una soluzione che, per i bassi costi di realizzazione e di manutenzione, si configura come il miglior sistema per far arrivare la banda larga anche nei quartieri meno ricchi e dove un accesso veloce a Internet può rappresentare un lusso per la maggior parte della popolazione residente. Inoltre, si può concretamente evitare il rischio che le zone depresse rimangano escluse a causa della mancata cablatura di queste aree, poco remunerative per le compagnie telefoniche che stendono i cavi.

Per allestire questo primo hot-spot comunale, la città californiana ha fatto ricorso a un gruppo di mecenati, alcuni fornitori di sistemi Wi-Fi che si sono incaricati di realizzare gratuitamente la prima infrastruttura. Il Comune, dal canto suo, si farà carico delle spese di collegamento alla rete Internet, valutate in 2.500 dollari l’anno. Una spesa molto contenuta, che consentirà di offrire un accesso a banda larga gratuito in quattro grandi immobili. Con questa operazione, Long Beach spera di attirare imprese e professionisti per rivitalizzare la propria economia, che sta attraversando un momento di crisi.

Il progetto lanciato da Long Beach non è, però, il solo. Ai quattro angoli degli Stati Uniti (San Francisco, Seattle, Jacksonville) altre città pianificano cantieri Wi-Fi per sviluppare l’accesso a banda larga. Si tratta di un movimento che si traduce anche con l’arrivo di rappresentanti degli enti pubblici nell’ambito della Wi-Fi Alliance, il consorzio che raccoglie la maggior parte degli attori del settore.

Occorre dire che il Wi-Fi ha i numeri per sedurre le città: con un budget di circa 2.000 dollari è possibile montare un hot-spot di una decina di chilometri di raggio, quindi di estenderlo secondo le proprie necessità. Il tutto a dei costi così ridotti da consentire di trasformare la banda larga da un lusso in una necessità. Una constatazione che dovrebbe fare riflettere anche molte città italiane.

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