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Wi-Fi e banda larga per tutti i gusti

25 Febbraio 2004

Wi-Fi e banda larga per tutti i gusti

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Un'integrazione che (sembra) rivoluzionerà l'uso di internet per famiglie e business USA

Internet senza fili e ad alta velocità. Una combinazione che va rapidamente conquistando il mercato USA. Non solo nel mondo business, ma anche in quello della casa, per molti versi ancora più promettente e remunerativo. Lo conferma, tra l’altro, la crescente ondata di inserzioni ad hoc su quotidiani e riviste, come pure i frequenti servizi informativi sulle onde della National Public Radio e delle emittenti locali. L’industria ribolle e gli esperti segnalano, ad esempio, che grazie al fascino del wi-fi lo scorso anno le vendite di portatili sono cresciute del 30 per cento (in USA). Un trend che va modificando il modo di usare internet nel quotidiano vissuto di famiglie e utenti.

Uno dei segreti di simile successo è che l’internet wireless consente di collegare tra loro tutta una serie di apparecchi di uso comune. Non soltanto consente di pagare bollette online, controllare la email e fare ricerche sul web spostando semplicemente il laptop, senza il fastidio dei fili e di doversi sedere davanti a una scrivania fissa. C’è chi lo usa per scaricare da ESPN.com ogni statistica sulla partita di football che sta guardando contemporaneamente in TV, standosene stravaccati sul divano. Né è raro che qualcuno ammetta tranquillamente di portarsi il portatile in bagno e navigare sul web, al posto del classico fumetto o rivista da sfogliare. Ma gli esperti spiegano che siamo soltanto all’inizio: nel prossimo futuro il Wi-Fi ci consentirà di collegare tra loro, e controllare a distanza, dispositivi quali lampade, stereo, computer, elettrodomestici — spalancando così le porte alla piena integrazione tra internet e vita quotidiana. Non ci credete? Ecco allora sul mercato i primi modelli di consumer electronics dotati di Wi-Fi. Per ora si tratta di unità DVD, televisori ed altri gadget capaci di comunicare tra loro usando le onde radio. Sono prodotti da marche quali Gateway, Microsoft, Samsung. E secondo dati IDC, nell’anno in corso soltanto in USA si venderanno qualcosa come oltre 64 milioni di sistemi Wi-Fi, mentre nel 2002 si era appena a quota 24 milioni.

Se l’utenza si fa rampante e generica, non mancano ovviamente le offerte di ogni tipo. Oltre alla forte presenza di siti sportivi e culinari, ridisegnati appositamente per facilitare l’interazione con chi vi accede al volo spostandosi in giro, il Wi-Fi vede ben coinvolti grossi nomi come Yahoo. Da qualche tempo il portale d’intrattenimento Yahoo TV consente di creare interazioni contemporanee agli show TV in onda, tendenza che pare interessare anziché no la gente. Il gruppo ha anche firmato una partnership con Television Without Pity, testata-ibrido tra sito e TV che offre dei chat per commentare e criticare in tempo reale sulla propria programmazione. “Questa è convergenza,” spiega Doug Hirsch, direttore di Yahoo TV. “Possiamo discutere di uno show mentre lo stiamo guardando.”

Altrettanto ‘rivoluzionarie’ le promesse del Wi-Fi in ambito business. Non più soltanto per tenersi in costante contatto con l’ufficio pur viaggiando di continuo, ma anche come strumento gestionale per i magazzini, ad esempio. Non poche aziende lo vanno sostituendo alla costosa messa in loco di cavi e connessioni varie, oppure per comunicare rapidamente gli addetti alle scorte in località distanti. Secondo gli esperti del wireless presso Gartner, la facilità di poter lavorare ovunque spingerà in alto la produttività e porterà a notevoli ritorni d’investimento, in alcuni casi fino al 200 per cento.

Non più soltanto ‘hot spot’ negli aeroporti, da Starbucks o in luoghi selezionati, insomma, ma le avvisaglie di un boom in piena regola. Anche perché i prezzi calano a vista d’occhio. oggi un’antenna Wi-Fi (meglio nota come ‘access point’) costa meno di 100 dollari, rispetto ai circa 300 di due anni fa. I nuovi modelli di portatili sono quasi sempre dotati della tecnologia necessaria, e con circa 80 dollari si può fare l’upgrade dei laptop meno recenti. Occorre ovviamente una connessione a banda larga, DSL o via cavo, se in casa o ufficio — altrimenti ci sono, appunto, quegli ‘hot spot’ che consentono altresì di ‘scroccare’ la connessione, pratica anzi ben diffusa a New York City e in altre aree metropolitane. In aggiunta a questo difetto (o pregio, a seconda dei punti di vista), va ricordata la relativa facilità di intrusioni nel proprio PC, visto che sostanzialmente rimane sempre a disposizione di ogni altro utente nello stesso raggio d’azione. Meglio informarsi e prendere le opportune precauzioni, insomma, anche se quasi sempre i report sulla “rivoluzione del Wi-Fi” dimenticano di menzionare simili problemi.

A completare il quadro di questa rivoluzione del tutto inevitabile, qualche annotazione sulla penetrazione dell’accesso a banda larga. Altro settore in fermento e in cui continua a crescere la domanda, e anche in questo caso sempre più a livello casalingo. Motivo per cui va facendosi serrata la gara per l’accaparramento di nuovi clienti tra il via cavo e i carrier telefonici. Finora è il primo (con Comcast, Time Warner, Cox e Charter) a mantenere il primato, con il 64 per cento del mercato, corrispondenti a circa 16 milioni di abbonati. Negli scorsi mesi, tuttavia, le società telefoniche, con in testa SBC e Verizon, hanno guadagnato consistente terreno sull’intero territorio nazionale. Ciò soprattutto per via di una consistente differenziazione delle offerte, il cosiddetto ‘tiering’, oltre al fatto che la DSL normalmente costa meno dell’abbonamento via cavo, pur essendo più lenta.

In pratica esiste una varietà di offerte promozionali e di opzioni aggiuntive a scalare. Ad esempio, SBC ha appena introdotto un servizio con velocità a 3-megabit-per-secondo, analogo al via cavo, per 44.95 dollari al mese, con offerte-base tuttora al di sotto dei 30 dollari. Più difficile adeguarsi per l’industria via cavo, viste le differenze minime di costi operativi per l’offerta di velocità ridotte. In ogni caso, Comcast ha lanciato un’aggressiva campagna per rubare ai carrier clienti che già usano la DSL, mentre Time Warner sta studiando offerte “diverse dal tariffario comune” per rispondere alle esigenze del mercato. Simili piani differenziati sono intanto la norma in Canada, dove la penetrazione high-speed del via cavo rimane leggermente superiore a quella statunitense.

L'autore

  • Bernardo Parrella
    Bernardo Parrella è un giornalista freelance, traduttore e attivista su temi legati a media e culture digitali. Collabora dagli Stati Uniti con varie testate, tra cui Wired e La Stampa online.

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