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Whisher, Fon non è più solo

22 Febbraio 2007

Whisher, Fon non è più solo

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Un nuovo servizio rilancia e reinterpreta la condivisione della connessione a Internet. Senza necessità di hardware dedicato e con un modello di business meno elastico

Fon non è più solo. O almeno l’idea di business lanciata dai suoi ideatori sembra aver prodotto un cugino. Si chiama Whisher ed è stato lanciato il 30 gennaio da Ferran Moreno, uno dei primi responsabili del servizio di Fon e da Mike Pucho. Dietro a Whisher ci sono due noti investitori: Benchmark Capital e l’elvetica Swisscom.

Qualche insider afferma che sia trattato di un problema economico ad allontanare Moreno dall’amico Varsavsky, fondatore di Fon. In realtà la versione che ci ha fornito lo stesso Moreno sottolinea il non completo accordo con il modello di business su cui si basa Fon. A sua opinione non è corretto fornire un servizio che non puoi garantire. Se qualcuno si abbona a Fon per connettersi a un certo nodo e poi il proprietario di quel nodo non accende l’access-point, l’utente paga senza ottenere il servizio.

Whisher si pone in concorrenza col più popolare Fon, anche se l’ispirazione del servizio si pone in antitesi. Ma la differenza di funzionamento si può considerare una questione filosofica, visto che il fine rimane lo stesso. Whisher si basa su un software che consente di condividere la propria connessione wireless. Il software di connessione è ancora in beta, la versione 1.0 arriverà alla fine dell’estate. Lo stesso software consente di agganciarsi ad altri nodi. La differenza con Fon risiede nella mancanza di un apposito router o di hardware dedicato, almeno per ora. L’idea di Whisher è quello di creare un sistema aperto svincolato dai firmware o dagli apparati di rete proprietari.

Il software sembra abbastanza efficace ma forse ancora poco maturo. Da sottolineare la disponibilità dal momento del lancio per i tre sistemi operativi Windows, Mac e Linux. La piccola applicazione sfrutta la chiave di crittografia del proprio access-point per gestire e monitorare gli accessi, ma anche per offrire la propria banda agli altri utenti. L’obbligo di utilizzo delle chiavi Wpa o Wep offre da subito la percezione di una buona sicurezza per chi condivide. Gli accessi possono essere controllati e solo tramite registrazione è possibile conoscere le chiavi degli access-point e quindi accedervi.

Al momento della registrazione il software aggiorna in automatico le mappe presenti sul sito con il nuovo acces-point. Inoltre selezionando l’area geografica dove ci si trova vengono mostrati gli access-point limitrofi e scaricate le chiavi di crittografia; come una sorta di motore di ricerca del Wi-Fi. In questa maniera la connessione agli altri nodi avviene con pochi passaggi. Per una maggiore sicurezza gli utenti non potranno vedere direttamente le chiavi di ogni access-point, vedranno un’icona che indicherà la possibilità di connessione.

La possibilità di inserire commenti e tag per ogni punto d’accesso aiuta a creare una sorta di identità collettiva delle connessioni disponibili. Al momento della registrazione, a meno di due settimane dall’esordio del progetto si contano tre utenti su Roma e due su Milano che hanno condiviso la propria connessione utilizzando Whisher. Staremo a vedere quanti diventeranno.

Molto interessanti sono le altre funzionalità del client di connessione. Prima fra tutti la possibilità di scambio file peer-to-peer tra i computer agganciati sullo stesso nodo. Ogni utente connesso vedrà la lista dei file disponibili per quella rete, con la conseguente possibilità di scambio ad alta velocità. Infatti lo standard Wi-Fi raggiunge velocità in condizioni ottimali pari a diverse decine di Mbps, sicuramente più veloce delle classiche reti peer-to-peer attraverso Internet. Ma con una disponibilità di file sicuramente più limitata, almeno inizialmente. Va sottolineato che un singolo punto di accesso difficilmente potrà avere un elevato numero di client connessi.

Altra caratteristica interessante è la possibilità di chat tra utenti. Nelle intenzioni degli sviluppatori Whisher vorrebbe porsi, oltre che come strumento di condivisone, anche come strumento di conoscenza e social-networking. La possibilità di agganciarsi “socialmente” tra utenti dello stesso nodo potrebbe portare a un nuovo tipo di socialità. Tutto questo in chiave web 2.0, che sembra essere la specializzazione del momento.

Le funzionalità aggiuntive anticipano di poco la prossima killer-application per gli utenti Fon: Liberator. Il cugino maggiore di Whisher non sta a di certo a guardare. In quello che potrebbe diventare un settore ideale per i venure-capitalist di Internet le novità non mancano. Il giorno successivo alla nascita di Whisher, sul blog italiano di Fon usciva l’annuncio di un software in grado di trasformare il Pc in un acces-point wireless. A quanto si legge, il software è disponibile solo per Mac. Non si può scaricare per ora ma sembra si possa partecipare alla fase di test. Tutto questo aspettando Liberator. In Italia sarà disponibile da Marzo. Sarà qualcosa di simile a un hard-disk esterno da collegare tramite la porta Usb a un apposito router. Sarà dotato di un sistema operativo OpenWRT in grado di consentire una sorta di file-sharing “senza limiti” e in estrema semplicità. L’interfaccia sarà web-based e consentirà di caricare e scaricare i file presenti sul proprio computer verso il router. Cosa che potranno fare anche gli altri utenti agganciati.

In questo scenario rimangono le perplessità, tutte italiane, del famoso decreto anti-terrorismo Pisanu. Lo strozzante decreto, unico nel panorama europeo, pone dei seri paletti sull’accesso e l’utilizzo delle reti wireless. In parole povere ogni utente che accede a un hotspot wireless deve fornire gli estremi del proprio documento al fornitore del servizio. Questo aveva portato a un netto ridimensionamento delle attività da parte di alcuni Isp. Realtà come Fon e Whisher offrono il proprio servizio rimanendo in equilibrio su un sottile filo, a metà tra legalità e illegalità. L’intento di questi competitor è nobile e concreto, ma nella realtà italiana la possibilità di accesso senza identificazione certa di chi si collega pone l’utilizzo di questi servizi in una luce critica.

A dire il vero abbiamo cercato di spiegare il decreto Pisanu a Moreno. Lui ci ha risposto che Whisher non è assolutamente un Wireless Isp e che quindi questo genere di decreto non è applicabile. Whisher sviluppa un tool che tra le varie funzionalità include la possibilità di condivisione della connessione WiFi, che rimane una azione volontaria e libera degli utenti.

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