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Vibra e profuma l’auto sicura del futuro

27 Dicembre 2005

Vibra e profuma l’auto sicura del futuro

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L’Università di Oxford sta sperimentando tatto e olfatto per rendere più attento il guidatore

Condurre un automobile è sicuramente una delle attività più pericolose che un essere umano possa compiere nel corso della sua normale vita quotidiana.

La sicurezza (e a volte la stessa sopravvivenza) dipende dall’acutezza dei nostri sensi quando siamo al volante.

L’industria automobilistica ha dunque, da anni, sviluppato delle tecnologie per aumentare le possibilità dei nostri sensi di cogliere in tempo i segnali di pericolo ed evitare incidenti.

Sono ormai universali, sulle automobili, apparati che stimolano i nostri recettori visivi (il faro di retromarcia, le quattro frecce lampeggianti “torno tra qualche minuto, nel frattempo non fatemi la multa”…).

Altrettanto comuni quelli auditivi (diffusissimo il colpo di clacson che testimonia della sovraumana prontezza di riflessi del guidatore dietro di noi al semaforo, in grado di reagire in un milionesimo di secondo all’accensione del verde).

La ricerca comunque prosegue sia sul fronte della “augmented reality” (sistemi ad esempio che di notte proiettano sul parabrezza immagini artificiali della strada, ottenute grazie a sensori infrarossi) sia sul fronte del coinvolgimento di altri sensi del guidatore.

È questo il campo delle più recenti investigazioni del Dipartimento di Experimental Psychology dell’Università di Oxford.

Gli scienziati di questa università hanno sperimentato l’uso di generatori di vibrazioni posti sulle cinture di sicurezza. Questi dispositivi, provocando una sensazione tattile dal lato in cui si sta presentando il pericolo, si sono dimostrati efficaci nel far reagire più velocemente il guidatore, ad esempio scatenando un piccolo sisma in corrispondenza dell’addome nel caso di frenata improvvisa del veicolo che ci precede. La direzionalità del segnale sembra infatti indirizzare con un riflesso automatico l’attenzione del conducente verso il lato da cui proviene il pericolo.

Il miglioramento dei tempi di reazione é stato stimato dai ricercatori in un paio di decimi di secondo, abbastanza da ridurre del 10 per cento o più il rischio di tamponare il veicolo che ci precede in caso di arresto improvviso del medesimo.

Su un principio analogo di direzionalità si basano generatori di tipo acustico: con una filosofia in qualche modo comparabile a quella dell’Home Cinema, un domani impianti multifonici direzionali potranno avvisarci del pericolo emettendo segnali in Dolby Surround in corrispondenza della direzione del pericolo. Risparmiando così la fatica di attaccarsi al clacson all’automobilista che sopraggiunge ai 230 sulla corsia di sorpasso mentre noi siamo bloccati da un camion che procede agli 80.

L’aspetto più innovativo della ricerca di Oxford è comunque quello olfattivo, basato sull’uso di odori rilasciati nell’abitacolo da un sistema intelligente.

L’innovazione appare molto interessante per i produttori di automobili; non solo perché potrebbe migliorare la sicurezza stradale ma anche perché apre la strada ad un nuovo fronte di business basato sui consumabili (“dottore ci sarebbero da cambiare i tergicristalli ed ha quasi finito il gelsomino.. che faccio… rabbocco?”).

In una prima fase la segnalazione olfattiva utilizzerebbe particolari fragranze per gestire le condizioni psicofisiche del guidatore (menta piperita per ravvivare la concentrazione in caso di situazioni complesse, o lavanda per pacificare gli animi in caso di ingorgo).

Non è pero improbabile che nelle auto di domani verranno emessi odori appropriati come segnali di allerta (Ambra Muschiata per avvisarci del rischio di distrazione causato da ciclista con gamba ben tornita, aroma di vacca frisona per segnalarci la presenza di un lento trattore dietro una curva cieca).

Per quello che ci arriva dietro ai 230 sarà maggiormente complesso individuare l’odore da associare a questo tipo di minaccia: più probabilmente dovrebbero essere i sistemi di bordo dell’inseguitore ad intervenire, rilasciando all’interno del suo veicolo robuste dosi di ansiolitici e neurorilassanti.

Nell’attesa che questo tipo di sistema di sicurezza venga implementato, mantiene una certa appetibilità (come soluzione ad interim) l’installazione all’interno del portabagagli di un compatto obice a tiro rapido, che possa efficacemente contribuire alla riduzione del numero di guidatori pericolosi in circolazione.

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