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Verso la vera Internet TV

26 Giugno 2000

Verso la vera Internet TV

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L'accordo fra Real Networks e Apple apre nuovi scenari per gli standard delle trasmissioni multimediali in Rete

Un altro passo avanti è stato fatto verso la creazione di un vero standard consumer per una, ormai non più lontana, Internet TV. Robert Glaser, CEO di Real Networks e Steve Jobs, mitico fondatore e CEO di Apple, hanno annunciato che la release 8 di Real Server, il software per gestire lo streaming in remoto di filmati audio e video dal vivo o registrati, sarà in grado di gestire anche il formato QuickTime installato su circa 50 milioni di computer nel mondo.

L’accordo fra Real Networks e Apple è molto importante per la sua portata strategica, anche perché cade, in maniera non casuale, in un momento molto travagliato della vita di Microsoft.

Qual è il motivo dell’importanza della scelta? Il mercato dello streaming audio video è nato da pochi anni ed è stato praticamente inventato dalla Real Networks di Glaser, che per la cronaca è stato direttore del multimedia di Microsoft. I vecchi utilizzatori della Rete ricorderanno le prime release dei player di Real, che permettevano la trasmissione in tempo reale di audio di qualità inizialmente modesta che si è fatta sempre più considerevole con le migliorie tecniche del prodotto e con la crescita della banda disponibile. L’idea di streaming online è poi stata applicata con analogo successo anche alle trasmissioni video anche se, per lo meno nelle larghezze di banda europee, la qualità del prodotto è spesse volte ancora discutibile.

Sulle tracce di Real Media si sono mosse le altre grandi del software. Microsoft ha ovviamente tentato di proporre un suo standard definito Windows Media, che è tecnicamente assimilabile a Real, ma che all’inizio ha dovuto pagare la scelta di “first mover” di Real che ha sempre avuto dalla sua una base di installato di molto superiore a Microsoft. D’altra parte Apple ha poi rilasciato una versione streaming della sua tecnologia QuickTime. QT è stato un’altra delle grandi invenzioni degli sviluppatori dei sistemi operativi della “Mela”.

Quick Time è stato concepito all’inizio degli anni ’90 come standard per i computer Apple per la gestione di oggetti multimediali audio e video. Il formato si è poi imposto anche nel mercato Windows, anche se l’omologo di Microsoft, il formato “Avi”, è riuscito a mantenere la quota principale del segmento. Quick Time è il formato preferito dagli utilizzatori professionali. Nel frattempo QT si è arricchito della versione VR per la realizzazione di filmati panoramici esplorabili a 360 gradi.

Il mercato audio-video in streaming è così rimasto tripartito con la presenza contemporanea di Real Media, Windows Media e Quick Time con la presenza “ingombrate” nel multimedia offline dei formati MPEG e MP3 con possibili loro sconfinamenti nello streaming consumer online.
Nel frattempo però stanno sempre più crescendo le velocità di connessione e la cosiddetta larga banda è una realtà che sta diventando concreta per un numero sempre crescente di utilizzatori.

L’accordo fra Real e Apple prevede che la prima abbia acquisito la licenza per utilizzare nei suoi server la tecnologia QuickTime e che le due aziende abbiano gettato le basi dell’iniziativa “Ask, tell, help” per la promozione di una netiquette maggiore nell’installazione “informata” dei player per evitare brusche o non richieste selezioni del player di default dei supporti multimediali.

Le dichiarazioni dei due guru delle società californiane sono all’insegna della grande soddisfazione. Da Cupertino Steve Jobs dichiara di augurare di cuore il benvenuto a Real nella comunità dei server compatibili Quick Time. Da Seattle il boss di Real Networks ricorda che questo accordo permette di creare uno standard unificato per consentire ai creatori di contenuti di produrre materiale compatibile con un massimo di possibili utenze.

La versione 8 di RealServer permette di gestire fino a 40 diverse tipologie di media e consente una qualità simile al VHS e addirittura al DVD su connessioni a larga banda.

La battaglia per il media universale continua, ma l’accordo fra Real e Apple è strategicamente molto importante. Occorre ora vedere la risposta di Microsoft o della sua sezione che si occuperà del multimedia online, possibile gallina dalle uova d’oro del futuro della Rete.

L'autore

  • Vittorio Pasteris
    Vittorio Pasteris è un giornalista italiano. Esperto di media, comunicazione, tecnologia e scienza, è stato organizzatore dei primi Barcamp italiani e collabora con il Festival del giornalismo di Perugia.

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