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Vasi d’argilla e processori al silicio

06 Dicembre 2000

Vasi d’argilla e processori al silicio

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L'artigianato e l'informatica a scuola. Riflessioni sul ruolo dell'informatica nell'ambito dell'istruzione artistica

All’interno di un tema articolato come la ceramica tra tradizione e contemporaneità, mi sembra interessante parlare anche dell’istruzione artistica in Italia, delle materie che si insegnano nelle scuole d’arte, e del ruolo che una disciplina come l’informatica ha e potrebbe avere in questo ambito, dando per scontato che l’informatica sia tra le discipline scolastiche più innovative.

Il titolo del mio intervento fa evidente riferimento a questi due mondi così apparentemente lontani: l’attività manuale e antica del ceramista e quella cerebrale e recente dell’informatico. Ma è perlomeno curioso che questa lontananza possa subito essere ridotta, se si pensa che l’argilla, di cui sono fatti i vasi, e il microprocessore, che rappresenta il cervello di un computer, sono entrambi riconducibili al silicio, uno degli elementi chimici più diffusi sul suolo terrestre.

Cercare di capire se esistono altre situazioni in cui questa lontananza può essere ridotta mi sembra un obiettivo interessante e suscettibile di evoluzione.

Prima di ciò, è meglio aggiungere due considerazioni, il ceramista risulta più vicino a una dimensione estetica, cui l’informatico solo in parte può essere ricondotto: su questo complesso argomento non intendo ora entrare nel dettaglio; d’altro canto, il ceramista e l’informatico appaiono entrambi come figure esperte, che utilizzano in modo sistematico e ripetitivo nozioni acquisite, cioè una tecnica, al fine di produrre oggetti utili.

Inoltre va precisato, a scanso di equivoci, che l’informatico cui ci si riferisce in questo contesto non è il matematico o l’ingegnere che programma o costruisce un elaboratore elettronico ma, secondo un uso lessicale abbastanza diffuso, l’utilizzatore esperto di un computer.

L’istruzione artistica e l’informatica

In Italia, l’istruzione artistica nelle scuole superiori si divide tra licei Artistici e istituti d’Arte. I licei sono sicuramente più noti e rappresentano la struttura didattica più alta, quella cioè che dovrebbe formare gli artisti delle nuove generazioni, indirizzando pittori, scultori e architetti verso le accademie di Belle Arti o verso le facoltà adatte, architettura in particolare. Gli Istituti d’Arte sono invece di stampo professionale e artigianale e hanno la caratteristica di aderire al territorio, cioè di essere normalmente specializzati in un settore che ha radici nella città o nel paese in cui l’Istituto nasce, ad esempio la ceramica, ma anche il vetro, il legno, le pietre dure, i metalli preziosi, i tessuti.

Le discipline che si insegnano in un Istituto d’Arte sono molte, così come risulta notevole il carico orario settimanale per gli studenti, trentanove ore. Se si pensa che in un Liceo Classico le ore settimanali sono ventinove, la differenza è sensibile ed è in gran parte determinata e giustificata dalle ore di attività pratiche, come la decorazione, la modellazione, il disegno dal vero, il disegno geometrico e professionale. Tuttavia, gli studenti devono anche cimentarsi con una programmazione completa, nell’arco dei cinque anni del curriculum, in lettere e storia, matematica e fisica, scienze, chimica, storia dell’arte, tecnologia.

Gli istituti d’Arte rappresentano, dunque, una risorsa importante, tanto per il mantenimento della tradizione artigianale quanto per una garanzia di aggiornamento di quella stessa struttura professionale. Se da un lato, infatti, esistono ancora abilissimi artigiani che si servono nel migliore dei modi di strumenti non troppo diversi da quelli in uso cento anni fa, dall’altro lato le fabbriche si sono aggiornate e l’utilizzo di computer in tutti i settori della produzione è assolutamente normale.

Detto in altri termini: gli studenti che si iscrivono a una scuola d’arte ceramica si aspettano di trovarvi laboratori di decorazione e di formatura, ma anche aule di informatica.

Il Ministero della Pubblica Istruzione italiana ha dimostrato, nel 1997, di conoscere questa situazione in atto e ha lanciato un programma di grande interesse e di ampio respiro, il Programma Ministeriale delle Tecnologie Didattiche 1997-2000. A questo programma ha aderito una notevole quantità di scuole, tra cui quella in cui presto servizio come docente di Storia dell’Arte, l’Istituto Statale d’Arte “Ulderico Midossi” di Civita Castellana, una scuola nata all’inizio del secolo con specializzazione nella ceramica d’arte e nella ceramica industriale. Civita Castellana è infatti il maggior centro italiano di produzione di ceramiche sanitarie.

Anche il Ministero italiano intende per Informatica non tanto l’insegnamento di algoritmi, diagrammi di flusso e programmazione a oggetti (tali argomenti sono già trattati nelle scuole dove la disciplina informatica è presente), ma piuttosto l’insegnamento a tutti gli studenti dell’uso pratico di un PC, nell’ambito di qualunque disciplina. Il Programma Ministeriale, infatti, giustamente, è bene attento a non usare mai termini tecnici nelle sue circolari relative all’informatizzazione in generale e non le riserva, come in passato, soltanto ai docenti di matematica.

Il Programma era diviso nelle fasi 1a e 1b, la prima finanziata con nove milioni, la seconda con 40, che sono cifre considerevoli per la scuola italiana. La prima fase consisteva nell’informatizzazione dei docenti, tramite corsi organizzati a scuola, e la seconda in un progetto multimediale da inserire nella programmazione di Istituto. A titolo d’esempio cito qualche brano del progetto che ho presentato per il mio Istituto e che ha appunto ottenuto un finanziamento di quaranta milioni nel 1999:

….Il progetto consiste nel perfezionamento del sito WEB già attivato dall’istituto e attualmente limitato a una semplice presentazione della scuola.

La costruzione del sito WEB corrisponde a una complessa ed articolata esercitazione ipertestuale (o multimediale se si preferisce), che ha un suo intrinseco e specifico valore didattico anche al di fuori della aderenza o meno alle esigenze di Internet.

La struttura prevista del sito sarà suddivisa fondamentalmente in questi settori:

/

  • presentazione dettagliata delle attività scolastiche;
  • museo virtuale consistente in una scelta dei migliori elaborati di tutte le discipline negli ultimi anni, e dei manufatti storici già collocati nel museo reale esistente all’interno della struttura scolastica;
  • giornale degli studenti;
  • elazioni, programmi, regolamento, orari, e quant’altro fa parte della normale vita scolastica.

I quaranta milioni sono stati spesi per l’acquisto di nuovi PC, di stampanti, scanner, macchina fotografica digitale e altro. Il sito della scuola è stato realizzato più o meno nei termini previsti e rappresenta sicuramente un buon biglietto da visita della scuola.
Quello che è stato fatto nel mio istituto, è stato sicuramente fatto in molti altri. E anche per il futuro, il finanziamento per l’informatica rientra in tutti i progetti politici sulla scuola italiana. Tuttavia, il vero problema da risolvere non sta in effetti nell’avere o meno i computer, ma nell’usarli in modo fruttuoso.
Una lezione scolastica in aula di informatica può svolgersi o meno secondo un approccio nuovo, ma è implicitamente resa nuova dall’oggetto stesso: gli studenti vedono infatti nel monitor del PC uno strumento familiare, attuale, con il quale sono in confidenza, con il quale vorrebbero essere anche in maggior confidenza perché rappresenta qualcosa proiettato nel futuro. In altri termini, il monitor assomiglia al televisore, assomiglia ai videogiochi, è magnetico; cattura i loro sguardi e la loro attenzione. Questo spiega probabilmente l’entusiasmo manifestato dagli studenti quando si fa lezione in aula di informatica.
In generale, si può abbozzare un elenco schematico dei materiali e delle tecniche più adatte per utilizzare i computer in una scuola di ceramica:

  1. l’uso dei Cd-Rom come sussidio didattico:
  2. l’uso di programmi destinati alla progettazione, alla grafica, alla riproduzione di immagini, alla modellazione;
  3. l’uso di programmi di contabilità;
  4. l’uso di Internet come strumento di informazione e di commercio.

1) Uso di Cd-Rom come sussidio didattico
I Cd-Rom sono probabilmente lo strumento più semplice da utilizzare in classe. Il Cd-Rom si può usare in modo affine a una videocassetta, ma ne rappresenta un notevole miglioramento. Infatti, la sua struttura non è lineare, ma reticolare, e quindi, invece di consentire la sola visione passiva di una serie di immagini e di suoni, permette agli utenti di scegliere strade diverse, lasciandosi sfogliare come una specie di enciclopedia. Il materiale grafico o testuale è di solito molto vasto e può essere acquisito e manipolato; per restare nel paragone con la videocassetta, sarebbe come se potessimo estrarre i singoli fotogrammi di un filmato, saltare istantaneamente da un punto all’altro del nastro magnetico, registrare le voci o le immagini, per poi stamparle o riprodurle, e inoltre trasformare quanto viene detto in pagine da leggere.

Nella mia personale esperienza, ho usato e uso spesso alcune monografie di artisti su Cd-Rom, complete di catalogo delle opere, schede, biografie, bibliografie, filmati. È davvero sorprendente accorgersi come i ragazzi, anche dopo un certo periodo di tempo, ricordino con notevole precisione quasi tutti i quadri visti sullo schermo del computer, mentre altri quadri riprodotti sul libro non sono altrettanto fissati nella loro memoria visiva. Eppure i primi erano stati osservati per pochi attimi, i secondi erano stati studiati a casa! La deduzione è ovvia: davanti al monitor la loro concentrazione era totale, mentre davanti al libro era scarsissima!

Un problema aperto è la non completa disponibilità sul mercato di titoli validi per tutte le discipline, e comunque il loro costo eccessivo, in particolare per quanto riguarda lo studio delle discipline tecniche, come la chimica, la tecnologia ceramica, i laboratori.

2) Progettazione, grafica, fotografia, modellazione
Sicuramente questo è l’ambito informatico più pertinente e suggestivo all’interno di un discorso di progettazione. Un buon computer dotato di schermo di almeno 17″ e di sufficiente velocità diventa uno strumento straordinariamente utile per qualunque operazione di tipo grafico.

In particolare, la grafica computerizzata può essere suddivisa tra operazioni grafiche a due e tre dimensioni, e l’elaborazione e rielaborazione di fotografie. In una scuola, come in una bottega o in una fabbrica, la possibilità di vedere istantaneamente alcune complesse elaborazioni grafiche è di estrema utilità: per esempio, dato un profilo e un asse di rotazione, un programma di grafica a tre dimensioni mostra immediatamente il solido di rotazione relativo, comportandosi in questo caso come una specie di tornio elettronico; e una volta ottenuto un solido, è possibile rivestirlo con qualunque tipo di immagine bidimensionale, da un semplice motivo grafico fino a un quadro di Van Gogh.

Disegnare tecnicamente con il computer richiede una lunga e meticolosa preparazione, che in molte scuole d’arte è ormai divenuta parte integrante dei programmi di Disegno Geometrico e di Disegno Professionale. Alla base della ricerca progettuale ci sarà sempre la fase di ricerca e di analisi e al termine del lavoro ci saranno sempre un’accurata esecuzione grafica e materiale dell’oggetto, ma nella fase intermedia, le possibilità di moltiplicare gli spunti formali, di simulare varianti sullo stesso tema grafico senza dover ripetere lo schema di base, di rivestire con mille diverse immagini il nostro oggetto, saranno non solo possibilità utilissime, ma in breve tempo anche insostituibili verifiche della qualità del lavoro in corso.

3) Contabilità e produzione
La contabilità di una piccola o media impresa artigianale può essere interamente gestita tramite appositi programmi, o tramite i cosiddetti fogli elettronici impostati per ogni singolo caso.
L’argomento potrebbe apparire poco artistico, ma in realtà è di fondamentale importanza se includiamo nella professione di ceramista non solo l’idea della produzione, ma anche quella dell’amministrazione della produzione. Che un ceramista non sappia tenere la propria contabilità e la affidi ad altri è accettabile, ma ovviamente non è accettabile che egli non sappia quanto costerà l’oggetto che sta costruendo; in particolare, il ceramista deve sapere non solo quanto costa, ma anche perché costa quella cifra.

L’uso dei programmi di contabilità in realtà è molto semplice, e fa sicuramente risparmiare tempo. Un buon utilizzo di un foglio elettronico personalizzato potrebbe anche rendere più chiaro all’artigiano se esistono punti deboli nel processo che va dalla produzione alla vendita degli oggetti. La facilità con cui possono essere ottenute varie soluzioni, secondo i parametri impostati, permette di simulare innumerevoli situazioni diverse, in modo ad esempio da stabilire le quantità di materiale necessario, i costi complessivi, le percentuali di rischio, i limiti di produzione.

4) Internet: informazione e commercio
Internet è una parola magica oggi. A volte sembra che tutto ciò che accade al mondo sia in qualche modo riconducibile a Internet, mentre in realtà le persone che veramente si affidano a questo strumento sono ancora poche. Ma a parte la moda corrente e le esagerazioni della stampa, Internet è uno strumento fondamentale per capire gli sviluppi possibili dell’informatica. Senza entrare nel merito, si può oggi immaginare verosimilmente un mondo futuro in cui ogni luogo in cui si trovino un computer e una linea telefonica sarà di fatto collegato con ogni altro luogo del mondo in cui si trovino un computer e una linea telefonica. La Rete come è oggi è un nulla, se la si confronta con quella che potrebbe essere una rete globale. In definitiva, voglio sottolineare che le prospettive di sviluppo in questo settore sono enormi.
Per quanto riguarda la ceramica e la scuola, Internet si propone come uno strumento di grande utilità. Il ceramista, e più in generale l’artigiano, ricollegandosi al tema precedente della gestione amministrativa di una piccola impresa, può attraverso Internet da un lato informarsi e dall’altro lato, interattivamente, svolgere la propria attività di commerciante.

Le informazioni a disposizione di Internet sono innumerevoli e riguardano tutto. Il Web, cioè la parte più popolare delle Rete, è una specie di enciclopedia universale. Se un ceramista o uno studente dell’Istituto d’Arte vuole informarsi sulle tecniche della ceramica Raku giapponese, può trovare decine di siti in tutte le parti del mondo che presentano e illustrano questa tecnica, e se vuole mettersi in contatto diretto con un ceramista che utilizza il Raku, non ha che da inviargli messaggi. Lo spirito pionieristico di Internet è ancora vivo e prevede una sorta di fratellanza tra gli utenti, che garantisce di solito scambi di informazione davvero utili.

Se poi il nostro ceramista vuole crearsi un sito dove vendere la propria produzione, la cosa è ormai semplice e non prevede grosse difficoltà né tecniche né fiscali.

Al di là dell’elemento pratico relativo a Internet, mi sembra comunque molto importante l’aspetto culturale e politico. Il nuovo modo di dialogare e di commerciare che Internet propone potrebbe rappresentare una straordinaria possibilità per l’economia di paesi non ancora del tutto sviluppati, che potrebbero saltare da un’economia di fatto ancora agricola a un’economia successiva al terziario. In modo imprevisto, infatti, l’informatica e le tecniche di comunicazione potrebbero aiutare a mantenere vive tradizioni antichissime.

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