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Vale 42 mila miliardi di lire il catasto dei domini Internet

09 Marzo 2000

Vale 42 mila miliardi di lire il catasto dei domini Internet

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Quarantadue mila miliardi di lire. È quanto Verisign ha deciso di valutare Network Solution (NSI), la società concessionaria che assegna i nomi di dominio generici su Internet.

Verisign, azienda specializzata nella certificazione delle transazioni elettroniche, ha lanciato quella che si può definire un OPA, corrispondendo – come concordato nel protocollo d’accordo – un plus valore del 7 % ai titoli di NSI.

Gli azionisti dei due gruppi dovranno, adesso, approvare questa fusione tra NSI e Verisign, il cui padrone siede già nel consiglio di amministrazione della società concessionaria dei nomi di dominio.

NSI, società privata, aveva ottenuto nel 1992 una concessione come servizio pubblico da parte della National Science Foundation (organo federale americano) per gestire l’InterNIc, un database contenente i nomi di dominio generici di primo livello più strategici, i famosi.com,.net e.org.

Nel luglio scorso, la Commissione europea aveva aperto un’inchiesta su Network Solution Inc (NSI) con l’imputazione di abuso di posizione dominante nell’attribuzione di nomi di dominio generici.

Il caso era sorto dopo la lettera inviata a Cnet da John Temple Lang, direttore del servizio informazione, comunicazione e multimedialità del Dipartimento per la concorrenza della Commissione di Bruxelles.

Nella lettera si parla di un “accordo” tra l’NSI e la NTIA (National Telecommunications Information Administration), una divisione del ministero americano per il Commercio, incaricata di trasferire il sistema dei nomi di dominio verso una tutela internazionale.

In pratica, la richiesta era che anche altre aziende potessero concorrere a diventare il gestore di InterNic.
Cosa che la NTIA ha accettato, dando la possibilità anche ad altre 40 società di operatori privati di proporsi a loro volta.

I nomi di dominio generici sono uno dei settori più delicati di Internet. Infatti, riguardano tutte quelle richieste che comprendono nomi generici di settori industriali, prodotti o aree geografiche.

È di oggi la notizia di una querelle sorta in Francia tra l’Afnic (associazione francese per i nomi Internet in cooperazione) che gestisce i nomi generici e Marc Prieur, uno studente che aveva messo in piedi un sito utilizzando lo spazio gratuito di un provider.

Il nome del suo sito era hardware.fr che diventa poi Url con hardware-fr.com.
Quando ha formato una società a responsabilità limitata (necessaria per registrare i nomi di dominio in Francia) ha chiesto di depositare il nome di dominio hardware.fr.

L’Afnic si è rifiutata di registrarlo, perché “hardware” fa parte di una lista di nomi generici non attribuibili, aggiungendo che “non è possibile attribuire a una società un dominio che concerne tutto un settore d’attività, e che potrebbe ledere tutte le imprese del settore”.

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