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USA: presentato un disegno di legge per regolare la RFID

08 Marzo 2004

USA: presentato un disegno di legge per regolare la RFID

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Una senatrice americana ha proposto una legge per mettere alcuni paletti all'impiego della tecnologia RFID da parte dei distributori. Soprattutto, raccomanda di imporre il consenso preliminare dei consumatori alla raccolta dei dati personali

Per i grandi magazzini si tratta di lottare contro il furto e facilitare gli inventari. Per alcuni consumatori è una chiara lesione del diritto alla privacy e un’intrusione nella vita privata. Il dibattito sui sistemi di tracciabilità della RFID (Radio Frequency Identification), un segnale radiofonico emesso da microchip integrati in beni di largo consumo (abiti, casalinghi, elettrodomestici ecc.), finalmente arriverà al Senato americano.

La senatrice californiana Debra Bowen, già attiva nel settore della regolamentazione dello Spam, ha presentato una proposta di legge volta a circoscrivere l’utilizzo dei chip RFID, allo scopo di limitare gli eventuali abusi. Il testo prevede che i consumatori siano informati della presenza di un sistema RFID nei prodotti che comprano, così da poter decidere liberamente se acquistarli o meno.

Il loro consenso preliminare sarà poi necessario affinché i dati possano essere raccolti ed eventualmente utilizzati a scopo di marketing. Infine, i distributori dovranno togliere le etichette intelligenti dai prodotti al momento del passaggio alla cassa. In questo modo si vuole evitare, a causa della tracciabilità tipica della RFID, una pesante intrusione nella vita privata dei cittadini.

Quest’iniziativa arriva nel momento in cui i grandi magazzini, le reti Wal-Mart e Tesco ad esempio, sono più che entusiasti della nuova tecnologia. RFID significa una migliore gestione degli stock, dunque economie sostanziali. E, al termine della catena, sconti per il consumatore, almeno così si dice. Intanto, Microsoft, Intel, Sun e SAP, vi hanno visto un mercato promettente e vi si sono buttati a capofitto.

Ma, guarda caso, mentre la senatrice escogita un primo mezzo legislativo per inquadrare questo fenomeno, RSA Security presenta una soluzione tecnologica a dir poco strategica: un sistema che permette di deviare il segnale emesso dal chip RFID presente nel prodotto, mediante un altro segnale.

Per essere efficace, la tecnologia RSA dovrebbe essere integrata, ad esempio, in una borsa di plastica fornita dal supermercato. In questo modo, permetterebbe al consumatore di non essere tracciato una volta fuori dal grande magazzino. Il segnale inviato dalla borsa, infatti, andrebbe a interferire con quello emesso dal prodotto, sostituendolo con una serie di dati indesiderati equiparabili allo Spam.

Unico limite: appena si estrae il prodotto dalla borsa si è nuovamente tracciabili, almeno entro un certo perimetro dal luogo dell’acquisto.

L'autore

  • Annarita Gili
    Annarita Gili è avvocato civilista. Dal 1995 si dedica allo studio e all’attività professionale relativamente a tutti i settori del Diritto Civile, tra cui il Diritto dell’Informatica, di Internet e delle Nuove tecnologie.

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