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USA: l’e-commerce impoverisce gli stati

28 Luglio 2000

USA: l’e-commerce impoverisce gli stati

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Una relazione del General Accounting Office stima che gli stati americani potrebbero perdere da 300 milioni a 3,8 miliardi di dollari di tasse nell’anno in corso.

Negli Stati Uniti le transazioni per il commercio elettronico non sono tassate come quelle relative alle vendite tradizionali, sia per una difficoltà oggettiva a definire in tempi brevi una legge adeguata a un sistema nuovo e ancora in evoluzione, sia per incentivare lo sviluppo della new economy.

I governi locali e lo stato americano stanno però risentendo delle mancate entrate fiscali legate a questo settore dell’economia non più del tutto marginale. Una relazione del General Accounting Office stima che gli stati potrebbero perdere da 300milioni a 3,8 miliardi di dollari di tasse nell’anno in corso.

La legge prevede che se il venditore non risiede nello stato dell’acquirente, non è tenuto a essere tassato dallo stato “destinatario” della transazione. Sarà invece il consumatore a dover, se lo ritiene, dichiarare l’acquisto e pagarci le tasse. Si tratta di un semplice invito a pagare perché sarebbe comunque troppo complesso verificare e controllare gli attori delle transazioni. Ma evidentemente sono pochissimi coloro che versano il dovuto.

A conferma di questa situazione, una recente stima elaborata da Forrester Research rileva che solo il 20% delle vendite on line dello scorso anno sono state tassate. Anche il Congresso è a questo punto deciso a trovare soluzioni normative adeguate.

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