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USA: condannata a 9 anni una pirata cinquantaduenne

27 Novembre 2002

USA: condannata a 9 anni una pirata cinquantaduenne

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Nell’immaginario collettivo i pirati informatici si associano a giovani squattrinati e brufolosi che, per raggranellare i soldi necessari per vivere, copiano illegalmente software che rivendono agli amici inesperti.

Insomma, roba da ragazzini. Con meraviglia, segnaliamo che una taiwanese di 52 anni è stata condannata a 9 anni di carcere e ad una multa di 11 milioni di dollari (americani) per aver partecipato alla contraffazione di software di proprietà Microsoft e Symantec negli Stati Uniti.

L’arresto della signora taiwanese, Lisa Chen e dei suoi complici era avvenuto nel novembre del 2001, dopo che le autorità californiane avevano sequestrato molte centinaia di migliaia di copie illegali di software.

Il gruppo era stato accusato di aver distribuito software di Microsoft (Windows XP e Office 2000) e di Symantec (Norton Antivirus) per un valore di mercato valutato in 98 milioni di dollari.

A onore del gruppo va dato atto che i software contraffatti era di ottima qualità. Erano confezionati molto bene con un imballaggio ben stampato, la guida utente, la licenza, il codice a barre e tutto quello che si trova nelle versioni originali del software.

Fabbricato a Taiwan, veniva importato in California dalla signora Chen e i suoi complici si occupavano di distribuirlo e raccogliere i pagamenti dei compratori.
Una rete di spaccio che operava dal 1998.

Il colpo inferto a questa gang di contraffattori rappresenta il più grosso sequestro di materiale informatico illegale della storia degli Stati Uniti.
Rappresenta lo sforzo unitario di un’associazione di consumatori, polizia locale, CIA e FBI.

Altro record è rappresentato dalla pena inflitta alla signora Chen. I suoi 9 anni di carcere sono la pena più severa che sia stata inflitta da un tribunale americano per reati di questo genere.

Con il sequestro, Symantec ha recuperato più di 600 mila copie illegali del suo antivirus conservate in un deposito e ha espresso la propria soddisfazione ritenendo questo risultato un “formidabile passo avanti” per bloccare la contraffazione di software e la distribuzione.

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