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Uno smartphone per tutti e i giochi sono fatti

29 Gennaio 2014

Uno smartphone per tutti e i giochi sono fatti

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L'avvicinarsi della saturazione rende sempre più improbabili cambiamenti nella gerarchia di rilevanza dei costruttori.

Tutti i telefoni cellulari diventeranno smartphone, l’unico dubbio è quando. Su Asymco predicono la vendita dell’ultimo cellulare tradizionale negli Stati Uniti attorno al 2015 e gli altri mercati potranno solo seguire.
Gli indicatori sono chiari: per prima cosa, il conto delle quote di mercato tra gli smartphone è stabile al netto delle fluttuazioni trimestrali. Android è dominante, iOS gioca sui profitti più che sulle vendite, Windows Phone si ritaglia uno spazio come ininfluente numero tre e BlackBerry ripiega lentamente, anche se sembra più solido di qualche mese fa.
Il secondo indicatore è quello dei prezzi medi di vendita. Nel commentare i dati di fine 2013, 9to5Mac pubblica una esauriente tabella riassuntiva – che include anche i dati italiani – e riporta una considerazione decisiva di Kantar Worldpanel:

Dopo anni di crescita accelerata, Samsung comincia a trovarsi sotto pressione nella maggior parte delle macroregioni, con la quota di mercato europea che scende di 2,2 punti percentuali al 40,3 percento e quella cinese, che ha concluso l’anno piatta, al 23,7 percento.

La situazione segnala la prossima saturazione del mercato: 9to5Mac mostra nello stesso articolo che i prezzi medi di vendita scendono e scendono per tutti, con l’eccezione che numericamente poco conta di BlackBerry. Lo smartphone diviene bene dato per scontato e non più oggetto tra lo sfizio, il lusso e la necessità professionale.

Prezzo medio di vendita smartphone

Saturazione: i prezzi calano per tutti, specie quelli di ingresso. (Fonte: 9to5Mac)


Apple rimane indisturbata in vetta ed è la meno interessata dal calo dei prezzi. Android – quindi Samsung – si trova invece nella posizione della sottiletta nel sandwich. Sopra la schiaccia Apple, che lavorando sui profitti può applicare prezzi superiori. Sotto la erodono gli Others, costruttori semisconosciuti e spesso cinesi che producono unità Android a metà dei prezzi Samsung. Windows Phone si trova incidentalmente nella stessa traiettoria di Android e ha perso nel tempo persino più valore, senza neanche avere la consistenza numerica.
Conclusioni per orientarci nel 2014 da tasca: i giochi, a grandi linee, sono fatti; tra Android, iOS, BlackBerry e Windows Phone c’è buona ampiezza di scelta; chi confida in crolli catastrofici o impennate clamorose di questa o quella piattaforma dovrà pazientare almeno fino al 2015. Quando le probabilità che ciò accada, salvo l’apparire di una discontinuità di impatto almeno paragonabile all’iPhone del 2007, saranno ancora minori di ora.

L'autore

  • Lucio Bragagnolo
    Lucio Bragagnolo è giornalista, divulgatore, produttore di contenuti, consulente in comunicazione e media. Si occupa di mondo Apple, informatica e nuove tecnologie con entusiasmo crescente. Nel tempo libero gioca di ruolo, legge, balbetta Lisp e pratica sport di squadra. È sposato felicemente con Stefania e padre apprendista di Lidia e Nive.

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