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Una storia d’amore nata su Internet diventa un best-seller

01 Dicembre 2004

Una storia d’amore nata su Internet diventa un best-seller

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Una storia d'amore, raccontata attraverso i messaggi pubblicati su un forum Internet giapponese, è stata pubblicata a inizio novembre ed è immediatamente entrata nella classifica dei best seller giapponese

“Densha Otoko”, ovvero “L’uomo treno”, racconta la storia, presentata come vera, di un giovane giapponese appassionato di tecnologia, ma incapace di affrontare il mondo, che cerca di conquistare una giovane donna conosciuta in treno e salvata dall’invadenza di un ubriaco.

Approfittando dell’anonimato offerto da Internet, il protagonista chiede consiglio ai lettori del forum per ritrovare “Miss Hermes”, questo il nome dato alla giovane donna. Grazie ai consigli degli utenti, il ragazzo finisce per telefonare alla donna, la incontra e le dichiara il suo amore. Il successo folgorante di questa prosa di 364 pagine, a volte composta da e-mail ed emoticon (smiley), mostra, secondo gli esperti, l’importanza di Internet per le giovani generazioni giapponesi.

“Molti dei miei studenti – spiega John Clammer, professore all’Università Sophia di Tokio – passano moltissimo tempo su Internet. In un certo senso, è il loro modo di collegarsi alla realtà. Il libro legittima quello che vivono. Possono dirsi: non sono così strano, non sono un informatico matto che passa troppo tempo su Internet”.

Non va dimenticato che dal 1997 al 2003, la parte della popolazione giapponese avente accesso a Internet è passata dal 10% al 60%. Non a caso il protagonista de “L’uomo treno” è un “otaku” tipico, un giovane giapponese appassionato di cultura tecnologica, di manga, di videogame e di gadget elettronici. Ma che mostra, in compenso, un’incapacità notevole a stabilire relazioni umane. Gli otaku sono diventati una componente talmente importante della società giapponese, da divenire l’obiettivo privilegiato di campagne marketing mirate, che cercano di accaparrarsi almeno una parte dei 2,5 miliardi di dollari che questi soggetti spendono ogni anno per le loro passioni.

Le discussioni su Internet offrono loro una via d’uscita verso il mondo esterno, ma spesso questi forum si rivelano estremamente pericolosi. Ad esempio, 2Channel, forum su cui è apparso “L’uomo treno”, è stato spesso obiettivo di forti critiche a seguito di messaggi i cui autori informavano della loro intenzione di commettere crimini. E, purtroppo, questi annunci virtuali si sono a volte tradotti in drammi reali, come quando otto scolari sono stati pugnalati nell’ovest del Giappone tre anni fa. Una recente ondata di suicidi collettivi di persone che si erano incontrate su Internet, ha poi rafforzato queste preoccupazioni.

Quanto a “L’uomo treno”, questa volta tutto è andato per il meglio: i protagonisti si frequentano, e sono contenti, o almeno questo è quello che racconta Hiroko Gunji, della casa editrice Shinchosha Publishing, che ha pubblicato il libro.

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