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Un Piano per la scuola

31 Maggio 2016

Un Piano per la scuola

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Il buonsenso fa capolino nella scuola, per esempio grazie alle iniziative governative in tema di risorse didattiche aperte.

Di recente ho notato un aumento delle richieste di miei interventi in convegni ed eventi formativi strettamente legati alla scuola digitale e alla gestione del diritto d’autore nella produzione e nell’utilizzo dei materiali didattici.

Mercoledì 18 maggio sono stato ospite di un interessante convegno ad Olbia (qui qualche foto), mentre questo venerdì sono stato a Vigevano (anche qui qualche immagine) per un altro evento organizzato dalla Rete DidatticaDuePuntoZero; e nel mezzo si è tenuto in quel di Bari il quarto meeting Docenti Virtuali & Insegnanti 2.0.

È “colpa” del Piano Nazionale Scuola Digitale adottato nei mesi scorsi dal Governo, mi spiega un’amica che lavora nell’istruzione pubblica. In effetti, leggendo il documento, si scopre che l’azione numero 23 è proprio dedicata al tema delle risorse didattiche aperte, più frequentemente chiamate con la dizione anglofona Open Educational Resources (OER).

Scuola digitale

L’idea di autoprodurre i materiali didattici a scuola è finalmente contemplata.

Occorre fornire alle scuole una guida che distingua con chiarezza le varie tipologie di risorse digitali disponibili, i criteri e le possibili forme del loro uso, illustrando – in particolare per quanto riguarda l’autoproduzione di contenuti – le modalità dei processi di selezione, produzione e validazione, nonché le caratteristiche tecniche da rispettare per massimizzare qualità, efficacia e riusabilità dei contenuti.

Insomma, l’autoproduzione dei materiali didattici diventa uno dei punti chiave di una scuola innovativa e uno degli argomenti su cui il governo italiano invita gli operatori a formarsi. Non più solo leggere e studiare manuali e sussidiari preconfezionati, ma proporre ai ragazzi materiali freschi, realizzati ad hoc dai docenti e – perché no? – con la diretta collaborazione degli studenti stessi. Dal documento:

Tutto ciò nell’ottica di incoraggiare processi sostenibili e funzionali di produzione e di distribuzione, che possibilmente aiutino a far emergere e diffondere i materiali migliori e facilitino la validazione collaborativa e il riuso, garantendo un regime di diritti che sia sensato e funzionale per le OER.

Mi piace! Un copyright sensato è ciò di cui abbiamo spesso parlato su queste pagine e sembra essere un concetto spesso ignorato da chi poi fa le regole e deve farle applicare.

Non finisce qui. C’è un altro argomento a me molto caro, toccato direttamente dal Piano: le biblioteche (azione numero 24). In queste settimane, infatti, il MIUR ha pubblicato un succulento bando per incentivare progetti innovativi relativi alle biblioteche scolastiche, con un budget complessivo di cinque milioni di euro.

Il testo di questo articolo è sotto licenza Creative Commons Attribution – Share Alike 4.0.

L'autore

  • Simone Aliprandi
    Simone Aliprandi ha un dottorato di ricerca in Società dell’Informazione ed è un avvocato che si occupa di consulenza, ricerca e formazione nel campo del diritto d’autore e più in generale del diritto dell’ICT. È responsabile del progetto copyleft-italia.it, è membro del network Array e collabora come docente con alcuni istituti universitari; ha pubblicato articoli e libri sul mondo delle tecnologie open e della cultura libera, rilasciando tutte le sue opere con licenze di tipo copyleft.

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