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Un miliardo di computer venduti nel mondo, ma ancora tanti esclusi dal loro uso

08 Luglio 2002

Un miliardo di computer venduti nel mondo, ma ancora tanti esclusi dal loro uso

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In venticinque anni, cioè da quando è stato inventato il personal computer, ne sono stati venduti un miliardo di esemplari.
Il conto, credo con buona approssimazione, è stato compiuto dall’ufficio studi americano, Dataquest.

In tutti questi anni il computer è diventato, man mano, sempre più intrusivo nella nostra vita e si è arricchito di periferiche sempre più sofisticate.
Oggi, possiamo giocare, ascoltare musica, vedere interi film in DVD, oltre ad usare il Pc come strumento di lavoro.

E, con l’avvento di Internet, il computer diventa anche strumento di comunicazione, con tutto quello che implica. Ma la presenza di questo strumento e l’uso che se ne fa, cambia da paese a paese, fino ad arrivare ad ampie zone della terra dove non è conosciuto affatto.

La zona del mondo dove è più alta la percentuale di Pc nelle famiglie è gli Stati Uniti con il 60 %, seguita dall’Asia con il 38 % e dall’Europa occidentale con il 19 %.
Percentuali che hanno portato a circa 500 milioni di utenti Internet in tutto il mondo nel 2001.
A sua volta, un numero così grande di internauti ha sviluppato il commercio elettronico nel mondo a 615 miliardi di fatturato.

Anche se quest’anno, per la prima volta da quando esiste, le vendite di personal computer sono calate, secondo Dataquest entro il 2008 si raggiungerà il secondo miliardi di computer venduti nel mondo.
Sempre che esistano alcune condizioni: la più importante, lo sviluppo di collegamenti a larga banda (ADSL o fibra ottica); la seconda, una maggiore e più efficace sicurezza delle reti.

Un così grande sviluppo dell’informatica collegata all’uso del personal computer ha creato, però, una nuova grande e importante fonte di esclusione sociale.
Abbiamo detto che nel mondo, solo una piccola parte della popolazione possiede, conosce e usa il Pc e tutto ciò che è connesso (software e hardware).

All’interno stesso dei paesi avanzati, esistono sacche di ignoranza. Saranno questi i futuri esclusi dei prossimi anni, nel cuore stesso dell’Occidente ricco e tecnologico.
Malgrado gli sforzi e i finanziamenti degli organi nazionali e sopranazionali per ridurre il gap tecnologico, buona parte delle popolazioni viene lasciata a sè stessa nel processo di formazione all’uso delle nuove tecnologie.

In più, molti dei progetti, ad esempio italiani, di intervento sulle aree già disagiate della popolazione per situazioni sociali, non prevedono la formazione a questi nuovi strumenti.
Spesso succede perché, proprio chi è chiamato a intervenire, non ha nessuna conoscenza dei nuovi strumenti e, soprattutto, dell’aiuto che questi potrebbero dare in interventi di questo tipo.

Esiste ancora, purtroppo, una certa diffidenza ad utilizzare il computer e l’informatica, visti come “diavolerie” o, al più, come strumenti per velocizzare lo studio statistico dei fenomeni sociali.

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