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Un italiano a Londra

02 Settembre 2013

Un italiano a Londra

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Il primo lavoro non si scorda mai. Poi si prende coraggio. Chi ha voglia di rimettersi in gioco ha tutto da guadagnare.

Insieme alle richieste tecniche sulla programmazione Android, ricevo ultimamente diverse domande relativamente al mio lavoro nel Regno Unito e precisamente a Londra, dove ricopro il ruolo di Head of Mobile di MailOnLine. In precedenza ero responsabile di un piccolo team di sviluppo in O2/Telefónica (azienda spagnola) che ho lasciato in quanto poco stimolante dal punto di vista professionale.

Ma come mai mi sono trasferito? Il primo motivo riguarda l’ambito famigliare. Ero sempre in trasferta, lavoravo venti ore al giorno e non avevo mai il tempo per godermi la famiglia. Il secondo è legato ad un fatto di opportunità. In Italia ho provato moltissime volte a creare qualcosa, rimanendo ogni volta deluso dai possibili soci o collaboratori. Poca professionalità e molto opportunismo. In Italia chi vuole fare qualcosa è poi quasi sempre ostacolato dalle enormi e continue spese e tasse:

La pressione fiscale registrata [nel primo trimestre 2013] risulta la più alta mai rilevata per il periodo d’inizio anno. Infatti, guardando le serie dell’Istat, sulla base di un confronto anno su anno, viene fuori che quello dei primi tre mesi di quest’anno è il valore maggiore, da quando è cominciata la rilevazione, ovvero dal 1999, 14 anni fa.

Ovviamente è sbagliato generalizzare, come è sbagliato pensare che nel Regno Unito siano tutti migliori e la vita sia facile. Qui però le tasse sono eque e, per la mia esperienza, i servizi sono maggiori. Sussiste il luogo comune che qui costi tutto di più. Forse se si va a mangiare tutti i giorni a Piccadilly (avete mai provato a mangiare a Firenze, Venezia o in altre nostre città turistiche?). A parte la casa ed i trasporti il resto è sicuramente, in media, più economico che in Italia. Per la scuola delle mie figlie, ad esempio, non ho dovuto spendere nulla se non una decina di pound per le divise. Tutto il materiale viene fornito dalle scuole stesse.

Ora riesco finalmente a fare anche il padre. Professionalmente, per chi ha voglia di mettersi in gioco e vale, ci sono moltissime opportunità. Quando ho deciso di lasciare Telefónica, potevo scegliere tra MailOnLine ed altre cinque offerte. Sono venuto a Londra pensando di rimanere un paio di anni prima di ritornare in Italia. Ora il mio unico rammarico è non essere arrivato prima. Il mio consiglio? Se potete, allargate i vostri orizzonti, lasciate l’Italia, imparate l’inglese e mettetevi in gioco.

L'autore

  • Massimo Carli
    Massimo Carli, dopo essersi occupato per più di dieci anni di applicazioni enterprise in ambiente Java, nel 2003 ha iniziato a interessarsi alle applicazioni mobile, sviluppando per dispositivi Blackberry, iOS e Android. Ha lavorato come Software Engineer per Yahoo! e Facebook ed è attualmente Lead Mobile Engineer per Lloyds Banking Group.

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