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Un GPS sottocutaneo per controllare bambini, vecchi, animali. O voi?

03 Giugno 2003

Un GPS sottocutaneo per controllare bambini, vecchi, animali. O voi?

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Con questi "pacemaker" spia annunciati dall'americana Applied Digital Solutions, sarà possibile sorvegliare bambini, vecchi e animali. O chiunque altro degno di attenzione. Una tecnologia dall'impatto culturale ed etico dirompente che non mancherà di sollevare forti polemiche

L’americana Applied Digital soluzioni (ADS) ha messo a punto un sistema GPS completo, della dimensione di uno stimolatore cardiaco, da installare chirurgicamente sotto la cute e concepito per la sorveglianza delle persone o degli animali. Attualmente è ancora soltanto allo stato di prototipo, ma – sperimentato con successo già nel 2000 – potrebbe essere commercializzato prima della fine dell’anno. Questo, almeno, secondo fonti aziendali.

Tecnologia militare americana, successivamente aperta anche all’utilizzo privato, il Global Positioning System (GPS) è costituito da una rete di satelliti geostazionari che consente di determinare, istantaneamente e con una precisione di alcuni metri, la posizione di qualsiasi trasmettitore-ricevitore GPS in qualsiasi punto della Terra. Collegando un apparecchio GPS a una rete di telefonia mobile, ad esempio, è possibile seguire in tempo reale la posizione e gli spostamenti del proprietario di un telefono cellulare.

Specializzata, tramite la controllata Digital Angel, in orologi, braccialetti e anelli equipaggiati da sistemi GPS miniaturizzati, Applied Digital Solutions adesso intende commercializzare un localizzatore GPS da innestare in modo permanente sotto la cute di un individuo o di un animale.

Con un apparecchio di questo tipo, detenuti, sorvegliati speciali e figli turbolenti non avranno più alcuna possibilità di far perdere le loro tracce ai rispettivi controllori. In un comunicato stampa, ADS non precisa a quale mercato pensi di rivolgersi con esattezza, accontentandosi di mettere in evidenza che l’intenzione è quella di rispondere all’aumento della domanda di apparecchiature di localizzazione personale, “in particolare nei Paesi ad alto rischio”.

Come un pacemaker, il GPS sottocutaneo – delle dimensioni di un piccolo disco – si impianta tramite un intervento chirurgico. Con un diametro di circa sei centimetri per un centimetro di spessore, integra un trasmettitore-ricevitore GPS in grado di collegarsi alla rete telefonica; un’antenna e una batteria ricaricabile tramite induzione elettrica. Come per altri suoi altri prodotti, ADS ha previsto che il “cliente supervisore” possa essere avvertito di eventuali anomalie tramite messaggi d’errore che vengono inviati automaticamente al cellulare o a un indirizzo di posta elettronica.

Secondo Peter Zhou, vicepresidente di ADS, le prove effettuate finora, sia in laboratorio che sul campo, dimostrano che l’apparecchio funziona correttamente. Zhou, che è anche Chief Scientist di Applied Digital Solutions, precisa che i ricercatori della società stanno cercando di ridurre le dimensioni della batteria e hanno come obiettivo di realizzare, a breve, un prototipo di GPS sottocutaneo grande la metà esatta di quello attuale. Non c’è che dire, un gran bel progresso!

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