Con un’ordinanza del 7 marzo 2003, un giudice istruttore di Barcellona ha respinto la querela depositata da diverse emittenti televisive, nei confronti del responsabile di un sito che realizzava numerosi collegamenti ipertestuali verso siti che permettevano di deviare i segnali satellitari, offrendo la possibilità di visualizzare gratuitamente i canali delle pay-tv.
La decisione del giudice spagnolo si basa principalmente sull’art. 17 della legge spagnola dell’11 luglio 2002, relativa alla società dell’informazione e al commercio elettronico.
La norma, che si occupa in particolare del posizionamento dei link, prevede che l’editore del sito non possa essere ritenuto responsabile per il contenuto verso il quale indirizza i propri utenti.
Questo perché non ha la conoscenza effettiva dell’attività o dell’informazioni dei siti verso i quali crea il collegamento.
Il secondo comma della disposizione precisa che il responsabile del sito sarà ritenuto avere conoscenza effettiva del contenuto, allorquando un organismo competente a dichiarare l’illiceità delle informazioni abbia ordinato la sospensione dell’accesso alle stesse e l’editore del sito sia stato al corrente di tale misura.
Pertanto, il giudice di Barcellona, rigettando il ricorso, ha ritenuto che, da una parte, nessuna autorità ha dichiarato il carattere illegale delle pagine cui i link sotto accusa rinviavano e, dall’altra, non è stato apportato nessun elemento che permetta di determinare se il responsabile del sito potesse essere al corrente della natura illegale delle pagine stesse.