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Un giallo candido

14 Novembre 2012

Un giallo candido

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Il responsabile di un attacco informatico è talvolta difficile da identificare, mentre i media vivono di certezze.

La Casa Bianca ha ammesso di aver subito un attacco informatico ed il fatto non stupisce, trattandosi di un bersaglio quasi scontato. Ha anche dichiarato che l’attacco ha avuto come bersaglio un sistema non classificato e non si sono riscontrate perdite. La retorica utilizzata sembra quella classica dei generali in guerra e pare soffiare sulla propaganda che utilizza per promuovere il cosiddetto cyber bill, la ciberlegge che ora, a carica presidenziale rinnovata, potrebbe ritornare di attualità.

La notizia è uscita prima su freebeacon con un sottotitolo affascinante, Chinese hackers break in to White House military office network in charge of the president’s nuclear football ed ha trovato conferma ufficiale tramite Tim Mak di Politico. La descrizione dell’attacco è quella a cui spesso siamo abituati:

La tentata violazione usava il metodo “spear phishing”, nel quale l’aggressore invia a un soggetto specifico posta che utilizza un linguaggio familiare, per indurlo a seguire un link o a scaricare un file.

Un attacco portato nei confronti di un essere umano ingannabile. La solita storia, come il riflesso condizionato che porta a parlare di Cina in questi casi. Che i cinesi siano molto attivi nel settore è noto. Come americani, russi e tantissimi altri. Che le persone con i loro comportamenti siano spesso il punto debole è altrettanto evidente. Che ci possa essere un qualche interesse ad enfatizzare oltre misura queste notizie potrebbe essere lecito. La drammatizzazione più evidente dell’episodio non a caso è quella di Fox News.

Da notare come altrimenti il resoconto dell’intrusione (cinese certo, dubbi?) nei sistemi di posta elettronica dell’Unione Europea conducesse almeno a un gruppo specifico il cui nome è relativamente poco noto ma sicuramente intrigante e presente da tempo sulla scena: Byzantine Candor (di cui si può vedere un’analisi interessante dell’attività).

Domanda: se ci fosse una ciberguerra, chi verrebbe attaccato dai militari? il gestore della rete elettrica o il Senato? il gestore di un acquedotto o un ufficio municipale?

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