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Typosquatting, condannato anche il Registrar

11 Maggio 2006

Typosquatting, condannato anche il Registrar

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Il Tribunal de Grande Instance di Parigi ha condannato non solo il titolare dei nomi di dominio ingannevoli, ma anche la società che li aveva registrati

Il typosquatting, come è noto, è una forma evoluta di cybersquatting e consiste nel registrare un nome di dominio molto simile a quello utilizzato da un´altra società, per approfittare degli errori di digitazione degli internauti, con il duplice scopo di intercettare una parte del traffico indirizzato al sito ufficiale, nonché un elevato numero di e-mail inviate a indirizzi della società presa di mira.

In Francia, una società che aveva registrato i nomi di dominio rueducommerc.com e rueducommrece.com, al solo fine di approfittare degli errori di digitazione degli utenti che volevano, in realtà, visitare il sito di vendita online di materiale high-tech ruedecommerce.fr è stata condannata dai giudici del Tribunal de Grande Instance di Parigi. Questi hanno infatti ritenuto che il marchio Rue du Commerce, e tutte le sue possibili declinazioni, devono essere qualificati come marchi registrati. Perciò, rilevato l´utilizzo fraudolento dei nomi di dominio contestati, i giudici ne hanno ordinato il trasferimento e hanno condannato la società titolare al pagamento di € 25.000,00, a titolo di risarcimento per il pregiudizio subito da Rue du Commerce.

Fin qui nessuna novità rispetto ad analoghi episodi precedenti. Però, in questo caso, il Tribunal de Grande Instance di Parigi ha condannato, in solido, al pagamento delle spese legali, pari a € 8.000,00, oltre alla società titolare dei domini di dominio, anche il Registrar (Moniker Online Services). Questa decisione permetterà a Rue de Commerce di rivolgersi direttamente contro la società che ha registrato il nome di dominio, per ottenere il pagamento delle spese legali.

La giurisprudenza francese si è sempre pronunciata nel senso dell´irresponsabilità delle società intermediarie di registrazione, in quanto sostiene che non hanno il potere di giudicare il carattere illecito o meno dei nomi di dominio sottoposti alla registrazione. Nel caso in esame, comunque, si tratta di una condanna in solido al solo pagamento delle spese di giustizia e non del risarcimento arrecato a Rue du Commerce, perciò non si tratta di un vero e proprio capovolgimento giurisprudenziale. Certamente, se questo orientamento avrà seguito, ci potrebbe essere un impatto economico molto forte per le società di registrazione dei nomi di dominio.

L'autore

  • Annarita Gili
    Annarita Gili è avvocato civilista. Dal 1995 si dedica allo studio e all’attività professionale relativamente a tutti i settori del Diritto Civile, tra cui il Diritto dell’Informatica, di Internet e delle Nuove tecnologie.

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