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Twitter sommerso dai problemi, emerge Plurk

03 Giugno 2008

Twitter sommerso dai problemi, emerge Plurk

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Quel che si dice in Rete. Twitter continua ad andare a singhiozzo. Gli sviluppatori dicono la loro e incolpano i power-user. Alcuni si ribellano, altri propongono servizi pro. Intanto emerge un nuovo concorrente, Plurk.

Da qualche settimana Twitter, il più usato servizio di microblogging, è sommerso dai problemi. L’applicazione non regge il carico degli utenti, è spesso non raggiungibile e gli utenti si infuriano. Il team di sviluppo prova a spiegare le sue ragioni, prima con un post nel quale spiega quali sono i problemi tecnici della piattaforma, soprattutto legati alla gestione del database, e successivamente attaccando l’uso troppo aggressivo che alcune persone stanno facendo del servizio. Uso che i server al momento non sono in grado di sopportare. Il nome che viene subito in mente a Tommaso Sorchiotti è quello del power-blogger Robert Scoble. E non è il solo: anche Om Malik riconosce in Scoble, oltre che in se stesso, l’obiettivo degli sviluppatori di Twitter. E propone una soluzione: offrire un servizio a pagamento per gli utenti troppo affezionati. Robert Scoble risponde invece per le rime: «Un servizio che addossa la colpa ai suoi migliori utenti ha seri problemi».

Intanto si fa strada un nuovo servizio, Plurk, che pare convincere i primi utenti italiani a provarlo. Ne parla bene DElyMyth, che è approdata al servizio grazie a Maxime. Quest’ultimo spiega pregi e difetti della nuova piattaforma, seguito a ruota da Jonicaweb. Plurk ovviamente è discusso anche all’estero: Stowe Boyd elenca i motivi per cui non lo ama: la timeline confusionaria, il sistema di karma troppo fine a se stesso e soprattutto l’uso dei gruppi, che appare poco utile. Stan Schroeder di Mashable aggiunge alle critiche di Boyd anche la mancanza di API. Ma non per questo boccia il servizio, che trova al contrario utile e ben fatto.


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