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Tutela della privacy alla Corte Suprema USA

15 Novembre 1999

Tutela della privacy alla Corte Suprema USA

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Tra le non poche sfaccettature inquietanti intorno alla tutela della privacy individuale, la Corte Suprema statunitense si appresta a prendere in esame la controversa questione riguardante la vendita da parte dei singoli stati dei dati personali raccolti nei database locali. Un classico caso che vede opposti i diritti dei singoli cittadini contro quelli nazionali. Secondo l’amministrazione Clinton, gli uffici della motorizzazione dello stato di New York avrebbero raccolto in un solo anno ben 17 milioni di dollari dalla vendita alle aziende di marketing dei dati personali in loro possesso. Il procuratore generale della South Carolina sottolinea l’impossibilità pratica di applicare le norme contenute nel Driver’s Privacy Protection Act del 1994 per via dei numerosi emendamenti che consentono sotto varie circostanze tale vendita di dati. Aggiungendo che il Congresso non ha alcun diritto di imporre le proprie posizioni ai singoli stati.

Secondo la Direct Marketing Association, attualmente sono una trentina le autorità statali USA che passano a terze parti i dati personali raccolti dai rispettivi dipartimenti della motorizzazione. Infine, una legge federale sui trasporti recentemente firmata da Clinton prevede un emendamento che impone il preventivo consenso dei cittadini direttamente interessati.

L'autore

  • Bernardo Parrella
    Bernardo Parrella è un giornalista freelance, traduttore e attivista su temi legati a media e culture digitali. Collabora dagli Stati Uniti con varie testate, tra cui Wired e La Stampa online.

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